|
La morte del marocchino Yussuf Errahali a Napoli è un pugno nello stomaco che impone innanzitutto di assicurare alla giustizia i responsabili di un omicidio tanto efferato. Questo gravissimo atto, emerso grazie ai giovani volontari del servizio del Comune di Napoli che hanno raccolto numerose testimonianze tra i senza dimora, interpella certamente la coscienza di tutti i democratici della città, ma si inquadra purtroppo in un contesto nazionale nel quale è ormai lungo l’elenco di episodi gravissimi di razzismo e xenofobia, come testimonia da ultimo la vicenda di Rosarno. E’ un contesto reso ancora più grave dalle scelte in materia di immigrazione che ha compiuto il governo nazionale di centrodestra. La mancanza di politiche di accoglienza è il tratto politico e ideologico del governo Berlusconi che, con la legge sulla sicurezza e l’introduzione del reato di clandestinità, con il taglio alle risorse per le politiche sociali impedisce di fatto, anche quando gli enti locali volessero intervenire, la promozione di politiche adeguate in questo settore. A Napoli, a riprova di quanto sia importante l’impegno quotidiano dei giovani della nostra città a favore dell’integrazione e dell’inclusione, i senza dimora si sono fidati dei volontari e hanno raccontato ciò che sapevano. Ora occorre perseguire e punire gli autori di un gesto così vile, ma non possiamo e dobbiamo fermarci qui. Va rafforzato ancora di più l’impegno quotidiano, sul territorio, per contrastare il rischio di una deriva razzista e xenofoba.
A Rosarno, anche oggi, purtroppo si stanno verificando scontri violenti e la tensione è altissima. Ciò che sta accadendo è di una gravita inaudita.
Mi aspetto che il Pd promuova nelle prossime ore una manifestazione nazionale per fermare le violenze, a tutela dei diritti degli immigrati che lavorano in condizioni di sfruttamento e per affermare la cultura dell'integrazione.
Stasera, alle 19.30, è stato convocato presso palazzo Chigi un tavolo istituzionale sulla vertenza Atitech e sono state convocate le parti sociali e le istituzioni. L’Atitech è un’azienda nota a livello internazionale per i suoi altissimi standard qualitativi. Invece il piano industriale, se rispondono al vero le anticipazioni fornite in queste ore anche da alcuni organi di stampa, prevede un serio ridimensionamento con 350 operai che rischierebbero di andare in cassa integrazione permanente e la riduzione del 30% del salario per chi resta. Per questo faccio un appello al Governo affinché si impegni a far siglare un accordo tra le parti che abbia un piano industriale sostenibile, con una seria prospettiva di sviluppo del settore di manutenzione degli aerei, che salvaguardi tutti i livelli occupazionali.
La senatrice del Pd, Anna Maria Carloni, ha aderito al Forum antirazzista campano per l'uguaglianza e la lotta alla discriminazione che sarà presentato domani, martedi 22 settembre alle ore 11,30, al caffè letterario Intra Moenia, in piazza Bellini. “Innanzitutto – scrive Anna Maria Carloni nella lettera di adesione - grazie per aver dato vita a questa rete campana di iniziativa. Come parlamentare non avrei nemmeno lontanamente potuto immaginare che nel nostro Parlamento potesse essere varata la legge razzista egoista e xenofoba che è stata approvata sulla sicurezza. Non ce ne vergogneremo mai abbastanza!” “Ci sono molti episodi - continua Carloni - tutti sovrastati da un senso di grande impotenza, legati a questi mesi di dibattiti parlamentari, che non dimenticherò”. Tuttavia, per la senatrice del Pd “é molto quello che possiamo fare sui nostri territori e la nascita di questa rete offre a tutti una speranza e una prospettiva di impegno più concreto. Un impegno condiviso con tante persone e organizzazioni che non hanno mai disarmato, ma anzi hanno sempre avuto la capacità di rimettersi in gioco, con rafforzata determinazione quando il gioco si faceva più duro. Per questo – conclude Anna Maria Carloni - voglio essere con voi . Aderisco al forum con l'intenzione di portare anche la mia determinazione, anche il mio impegno”
Sono più di 12.000 ad oggi le firme raccolte dal sito gay.it a sostegno dell'oppello rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché conferisca la Medaglia al Valore a Maria Luisa Mazzarella, la studentessa campana vittima della violenza omofoba di alcuni giovani e colpevole soltanto di essere intervenuta per difendere l'amico gay che era con lei la sera del 22 giugno scorso. Hanno sottoscritto l'appello, tra gli altri, Maurizio Costanzo, Luciana Littizzetto, Fabio Canino, Alessandro Cecchi Paone, Vladimir Luxuria, Claudio Coccoluto, mentre il premio Nobel Dario Fo ha fatto sapere di avere indirizzato una lettera personale a Napolitano. Tra i politici spiccano i nomi dei parlamentari del PD Paola Concia, Barbara Pollastrini, Anna Maria Carloni, Gianni Cuperlo, Vittoria Franco, Giovanna Melandri, Ermete Realacci, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Marco Perduca e Elisabetta Zamparutti, oltre al Portavoce del Popolo delle Libertà Daniele Capezzone e agli europarlamentari Giusto Catania, Leonardo Domenici, Roberto Gualtieri. Collegati al sito gay.it per firmare la petizione. (fonte: www.gay.it)
Ciò che è accaduto a Napoli, in Piazza Bellini è gravissimo. E’ un ennesimo episodio di violenza, figlio di un clima culturale che si respira nel Paese e non solo nella nostra realtà. D’altronde alcune scelte del Governo nazionale e le dichiarazioni dei ministri, da ultima quella sul non patrocinio al Gay Pride del ministro Carfagna, di fatto contribuiscono a non veicolare regole di una convivenza civile basata sulla tolleranza e il rispetto delle differenze. Alla ragazza aggredita va tutta la mia solidarietà e vicinanza. Alle istituzioni, ai partiti spetta il compito difficile di provare a invertire la rotta per costruire relazioni civili e sociali basate sul rispetto della diversità, sulla non violenza e non sulla licenza di aggredire.
Caro Assessore, desidero porre alla tua attenzione la preoccupante consistenza dei dati sul ricorso al Parto Cesareo nella regione Campania. Si tratta di un'area critica della sanità campana, da tempo all'attenzione della Giunta Regionale. La proporzione crescente di nati con taglio cesareo fa registrare un eccesso di medicalizzazione dell'evento nascita e può comportare rischi non sempre conosciuti dalle donne in gravidanza. Si tratta di una problematica più volte sollevata per la sua gravità da associazioni e movimenti femminili. Costantemente all'attenzione della commissione sanità del Senato, il tema è stato più volte trattato e discusso e si è evidenziato come l'aumento anomalo, in talune regioni, di tagli cesarei non sia giustificabile da sole regioni mediche. I dati più recenti (v. rapporto Osservasalute 2008) indicano una percentuale nazionale del 38,3% con un picco, unico in Italia, in Campania del 60%. Ciò che colpisce è che il rischio di partorire con taglio cesareo aumenta in misura rilevante per le donne che scelgono strutture private (72,6%) dove fondamentalmente si concentra la maggiore quota di parti a basso rischio. Inoltre la maggioranza dei tagli cesarei è effettuata senza indicazioni di urgenza e in parti normalmente a termine. Questi dati sono stati ampiamente dibattuti negli anni passati. Tra le cause evidenziate sono emerse: carenze organizzative, ritardi culturali e carenze informative sull'argomento, le richieste delle donne e il timore dei medici, la scarsa applicazione dell'anestesia epidurale per alleviare il dolore nel parto naturale. Per tutti questi motivi il ricorso anomalo al taglio cesareo si qualifica come un problema di sanità pubblica. Ciò richiede l'attuazione di una strategia articolata tale da produrre cambiamenti nei comportamenti dei medici, corretta informazione, individuazione di target e di obiettivi realizzabili, sorveglianza, audit, riorganizzazione delle cure territoriali, riorganizzazione dei centri nascita, potenziamento dei presidi territoriali. Anche le azioni di sanzione economica e amministrativa potranno (potrebbero) risultare efficaci se inserite in una riorganizzazione più ampia. Personalmente sono persuasa che contro "l'epidemia" di tagli cesarei dobbiamo lottare in maniera sistematica e costante, perseguendo obiettivi di contenimento per step e con verifiche puntuali nell'interesse sia dell'utenza sia degli operatori. Confido particolarmente nelle tue doti di sensibilità e professionalità, certa che saprai affrontare con determinazione una problematica tanto delicata e cruciale per la salute delle donne e per la buona sanità nella nostra regione. Ti ringrazio per l'attenzione e ti faccio i migliori auguri di buon lavoro. AnnaMaria Carloni
Si terra' giovedi' 11 giugno alle 11, al teatro Trianon in Piazza Calenda a Napoli, il primo di una serie di incontri promossi dall'assessorato alla Sanita' della Regione Campania d'intesa con l'Asl Na1, per la promozione della cultura del parto spontaneo. A fare il punto di una situazione che ancora oggi vede la Campania ai primi posti in Italia per il ricorso ai tagli cesarei, saranno, tra gli altri, la senatrice Anna Maria Carloni, il commissario straordinario dell'Asl Na1 Maria Grazia Falciatore, i professori ordinari della Federico II di igiene Maria Triassi e di ginecologia Carmine Nappi. Concludera' i lavori l'assessore regionale alla Sanita' Mario Santangelo. Al termine dell'incontro seguira' lo spettacolo teatrale ''Nati in casa'', scritto ed interpretato da Giuliana Musso.
(fonte: ANSA)
Aderisco con convinzione al Gay Pride che si terrà domani a Napoli, come d’altronde faccio da sempre.
Da sempre sostengo questa iniziativa perché ritengo che sia un appuntamento importante e significativo per affermare la libera espressione dell’orientamento sessuale, contro l’omofobia e contro ogni forma di discriminazione.
Ho appreso con profondo sconcerto la notizia dell’immigrata della Costa D’Avorio che, giunta all’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli per partorire, è stata denunciata e poi allontanata dal proprio bambino.
Se confermata sarebbe un fatto di inaudita gravità.
Il decreto sulla sicurezza, a cui ci si riferisce, non è ancora stato approvato dal Parlamento e i gruppi parlamentari del Pd si sono battuti fortemente e si batteranno contro questo provvedimento. La sua approvazione, infatti, sarebbe certamente impugnata perché viola palesemente i principi della dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo e tutte le convenzioni internazionali e le direttive europee sull’argomento.
Questo fatto così grave è figlio del clima culturale generato dalle politiche sciagurate del governo che cavalcano la paura e ledono i diritti degli immigrati.
L’ospedale FatebeneFratelli, gestito da religiosi, è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale ed è finanziato con ingenti risorse pubbliche. Ciò chiama in causa il Ministero della Salute e il Governo Regionale che hanno il dovere di vigilare sulla corretta attuazione delle leggi, di garantire l’applicazione dei principi costituzionali e di sanzionare comportamenti tanto gravi e illegittimi, individuando i responsabili
|