Su Il Corriere del Mezzogiorno di oggi, Simona Brandolini intervista la senatrice Carloni che a Castellammare di Stabia è stata assessora comunale nella giunta di Ersilia Salvato.
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Nell'intervista la senatrice Carloni racconta la sua esperienza nella giunta Salvato e giudica con favore le decisioni degli attuali vertici PD di Castellammare. «Giuramento contro la camorra o manifesto di intenti mi sembra comunque, quello scelto dal Pd stabiese, un atto simbolico necessario» afferma Carloni. «In un contesto così complicato ha un senso, certo un senso estremo, ma è giusto drammatizzare». Si tratta di una scelta che appare in linea con il lavoro appassionato che contraddistinse, cinque anni fa, la giunta Salvato. «Con l’elezione di Ersilia» racconta Carloni «si era unita una parte della città fino ad allora fuori dai giochi, ci fu una rinascita tutta imperniata sul tema della legalità come motore di rinnovamento dei comportamenti. Ma non fu capita né sostenuta quella ostinazione per un rinnovamento vero, che andava a rompere consuetudini della gestione». I Ds, locali e provinciali, non sostennero quella esperienza, che terminò per mano dei consiglieri dello stesso partito. «Ma anche Fassino tacque su quella vicenda. Ersilia Salvato fu dileggiata e attaccata. Si ridusse tutto a una questione di cattivo carattere, invece, il suo, era un carattere forte, necessario». «Bisogna rimettere in campo quei progetti di cambiamento » conclude la senatrice «Ersilia andava sostenuta con lealtà e fino in fondo, il fatto che non sia avvenuto, è stato il vero danno per quella città».
 Care amiche Il prossimo 25 ottobre iscritti ed elettori sono chiamati a votare alle primarie del PD. Si eleggeranno il segretario nazionale, il segretario regionale, l’assemblea nazionale e l’assemblea regionale. Alle primarie di due anni fa parteciparono in tanti. Si prendeva parte ad un grande progetto, ma tutto ciò che è venuto dopo non è stato all’altezza e la delusione è stata grande. Il PD ha rischiato di implodere e con le dimissioni di Veltroni si è toccata la crisi più acuta. Il partito a Napoli, dove è stato commissariato, non si è mai organizzato veramente a cominciare dai circoli. E’ stato un partito più che liquido e tutti hanno potuto misurare quanto poco democratico, sia per le pratiche sia per l’assenza di un progetto condiviso che ispirasse anche i comportamenti personali. Oggi per riprendere il cammino occorre innanzi tutto riconoscere che bisogna correggere e cambiare registro. Il primo rinnovamento comincia da qui: voltare pagina costruire il partito e prendere sul serio il nome che ci siamo dati. E poi ricordarci che il partito non deve servire se stesso e i suoi dirigenti ma l’Italia e il nostro Mezzogiorno e che il PD è nato per rendere possibile il cambiamento nell’Italia di oggi, tanto lacerata da disuguaglianze sociali, conflitti istituzionali, illegalità. La volta scorsa alle primarie ho sostenuto insieme a molte amiche Rosi Bindi e abbiamo fatto bene. Rosi si è dimostrata una donna coraggiosa e di alto profilo politico. Oggi è il simbolo femminile di una Italia che non è “a disposizione”. In questa occasione Bindi ha deciso di non ripetere la scelta di due anni fa ma di sostenere Bersani. Una scelta che ho condiviso. La candidatura di Bersani è credibile sotto il profilo del rinnovamento, che è altro dal nuovismo di facciata. Servono idee e pensieri lunghi per cambiare l’Italia che fa tanta fatica a rinnovarsi. Servono un duro lavoro, competenza, capacità e spiritosi squadra e non i personalismi, la demagogia e la ricerca di inutili scorciatoie. Bersani incarna queste caratteristiche, è serio e concreto e ha dimostrato anche come ministro di avere le idee e il coraggio necessari per cambiare. Inoltre ha scelto anche in questa occasione di competere senza faziosità, impegnandosi in una discussione vera. Recentemente a Napoli è intervenuto ad una bella assemblea organizzata dalle donne del PD. E’ sembrato affidabile proprio per la sua serietà, finalmente anche nel dialogo con le donne: risposte puntuali e pensate, senza demagogia paternalismo e senza comiziacci . Essenzialmente per questi motivi e molti altri che riguardano le sue priorità indicate con nettezza nel programma (la questione sociale e una idea di uguaglianza, l’apertura alle nuove generazioni, le stesse parole al nord e al sud) vi invito a sostenere la candidatura di Bersani, segretario nazionale, votando alle primarie le liste nazionali collegate, e per la segreteria regionale Enzo Amendola (un giovane che ha già fatto tanto e si è fatto apprezzare per le sue capacità) e le liste regionali che lo sostengono. Sono candidata e capolista nella lista nazionale di Pozzuoli, Bacoli, Ischia, Procida , Quarto, Marano. Vi chiedo di sostenermi e farmi votare: non c’è preferenza ma basta il voto alla lista di cui sono capolista. Per il segretario regionale la lista collegata è quella che vede come capolista Tito Fenocchio e poi Teresa Ferrari . Vi invito anche a prendere contatto con le amiche candidate nei diversi collegi e sostenerle. GRAZIE PER TUTTO IL VOSTRO SOSTEGNO

 Care e cari democratici, sono lieta di invitarvi all'incontro con Pierluigi Bersani organizzato dalle donne del Pd Campania che aderiscono alla mozione Bersani. Vi aspetto "Dalle donne del Sud la forza per uscire dalla crisi" Lunedì 12 ottobre 2009, ore 16:30 Hotel Ramada, via Galileo Ferraris 40 ( consulta la mappa) Modera domande e testimonianze Alfonso Ruffo, Direttore del quotidiano Il Denaro. Sarà presente Enzo Amendola.

Le Senatrici Anna Maria Carloni e Franca Chiaromonte invitano alla presentazione del libro “La paura degli uomini. Maschi e femmine nella crisi della politica” Napoli, lunedì 5 ottobre 2009 ore 18.00 presso "Oltre il Chiostro", piazza Santa Maria La Nova 44, Napoli. Ne discutono con gli autori: Enzo Amendola, Gabriella Bonacchi, Anna Maria Carloni, Franca Chiaromonte e Sebastiano Maffettone
Lettera aperta ai candidati a segretario nazionale PD delle senatrici Marilena Adamo, Tamara Blazina, Anna Maria Carloni, Franca Chiaromonte, Silvia Della Monica, Cinzia Maria Fontana, Rita Ghedini, Maria Leddi, Marina Magistrelli, Francesca Marinaro, Daniela Mazzucconi, Colomba Mongiello, Albertina Soliani.
Chiediamo ai candidati a segretario nazionale del Pd che nella campagna congressuale parlino in modo esteso e intenso con la società italiana e particolarmente con le donne del nostro paese. L’Italia deve rinnovarsi con le sue migliori energie. Le donne, con i giovani, sono tra queste. 1. Il Pd abbia piena consapevolezza delle grandi sfide del mondo globale di cui l’Italia e l’Europa sono protagoniste: la nuova economia, l’ambiente, l’energia, l’alimentazione, la salute, le migrazioni, i diritti umani, il multilateralismo, una nuova Onu, la giustizia e la pace. Questo mondo nuovo è già cominciato. Le donne ovunque sono in testa ai cambiamenti. Non nel nostro paese, il deficit di presenza delle donne nella leadership politica, nel lavoro, nelle carriere definisce la cifra di questo sviluppo: lento, diseguale tra territori, generazioni e generi. Iniquo e intollerabile. Nel dibattito congressuale vorremmo che queste sfide e il ruolo delle donne fossero centrali. Da questa opzione dipende la qualità del futuro. Si tratta di compiere visibilmente un passo in avanti rispetto al livello dell’attuale discussione nel Pd. 2. L’Italia ha bisogno che siano definiti un nuovo sviluppo e un nuovo welfare, che l’istruzione, la ricerca e l’innovazione siano strategiche, così come l’integrazione degli immigrati e una nuova civiltà del paese caratterizzata dal pluralismo culturale, etico, religioso, dall’affermazione delle regole e della legalità. Vi è bisogno di una cultura che sradichi l’intolleranza, il razzismo, la violenza particolarmente aggressiva nei confronti delle donne. Su questi temi strategici il sapere, l’esperienza, la sensibilità delle donne debbono essere ricercati e valorizzati dal Pd. Serve un grande investimento sull’occupazione delle donne, sulla tutela della maternità e l’estensione dei servizi, il riconoscimento delle competenze e del merito delle persone. L’elaborazione delle mozioni congressuali, l’organizzazione del dibattito congressuale, la comunicazione politica debbono vedere presenti tante donne capaci. 3. La democrazia nel nostro paese sta subendo distorsioni che ne minano le fondamenta. Un’analisi dei cambiamenti profondi avvenuti nell’era berlusconiana sia nella vita delle istituzioni sia nelle dinamiche culturali e politiche del Paese, anche ai fini ... dell’acquisizione del consenso, non è stata ancora realizzata dal Pd. L’autoritarismo e il populismo che ormai segnano la vita pubblica sono l’esito di lunghi anni di gestione del potere attraverso l’uso scientifico e massiccio dei media. In questo contesto l’immagine e l’uso commerciale delle donne e del loro corpo, sia nei media sia nei luoghi della politica, secondo la logica dello scambio e della compravendita fino ai vantaggi offerti a loro nella politica e nelle istituzioni stesse, hanno assunto negli ultimi tempi un rilievo nazionale e internazionale tale da richiedere una reazione culturale e politica adeguata che difenda la dignità dell’Italia, della politica, delle donne. La stessa dignità degli uomini in politica. Questa reazione non si è ancora vista. Si tratta di una profonda questione di democrazia che chiama in causa l’uso del potere in una società democratica e nella vita della repubblica. Il dibattito congressuale non può tacere la necessità di una profonda rigenerazione morale e culturale della società, delle istituzioni, della politica. Il Pd deve guidare questa rigenerazione. I candidati alla segreteria nazionale dicano in che modo e con quali strumenti essa va affrontata. 4. La conquista della parità tra donne e uomini, garantita nella Costituzione e da ultimo all’art. 51, nei trattati dell’Unione Europea nonché dallo statuto del partito, non può rimanere priva di sostanziali realizzazioni. Si tratta di passare, nel partito e nel paese, dalla “democrazia formale” alla democrazia sostanziale che riconosca pari dignità a parità di meriti. Il criterio del merito peraltro, dovrebbe regolare la selezione e la formazione delle classi dirigenti. La competenza, l’intelligenza, il coraggio delle donne sono alla base della domanda di una forte valorizzazione della loro presenza in ogni organismo del partito e nelle liste. 5. Le settimane congressuali hanno bisogno dell’esercizio delle categorie politiche che derivano dall’etica, dalla proporzione e dalla misura del discorso pubblico, dei comportamenti, delle scelte. La verità come bussola, la legalità democratica interna, il rispetto degli uni verso gli altri sono la precondizione perché lo spazio congressuale possa essere sentito, riconosciuto e vissuto come lo spazio di una nuova politica e di una autentica esperienza democratica. Devono essere declinati senza ambiguità obiettivi e contenuti, chiedendo alle donne e agli uomini di discutere. Le donne devono avere ruolo per il contributo di idee che sono in grado di offrire, non per la “fedeltà” che troppo spesso sono chiamate ad esprimere.
Abbiamo letto sul quotidiano La Repubblica l’intervista rilasciata da Debora Serracchiani. Dire che da una parte c’è il progetto del Pd con Franceschini e dall’altra c’è D’Alema è semplicemente ridicolo.
Franceschini, Bersani ed altri eventuali candidati o candidate costituiscono risorse importanti e autorevoli del progetto del Pd e tutti, giovani e anziani, uomini e donne, hanno il dovere di concorrere a creare un clima amichevole e promuovere un confronto congressuale politicamente costruttivo.
Infine il tema della laicità non deve diventare un’operazione di parte. Si tratta infatti di un tema fondativo del Pd, come d’altronde recita lo Statuto, che unisce tutti e tutte.
A differenza del mio amico Claudio Velardi io andrò a votare, voterò PD e continuerò a lavorare fino alle ultime ore della campagna elettorale per parlare e provare a convincere quanti, in queste ore, sono ancora indecisi o, peggio, pensano di “andarsene al mare”.
Chi segue il mio lavoro sa bene quanto io sia stata critica anche nei confronti del mio partito. La delusione per una campagna elettorale “incarognita”, che vorrebbe trasformare il voto europeo in un referendum pro o contro Berlusconi, è anche la mia delusione. E’ bene ricordare come stanno veramente le cose: il 6 e 7 giugno noi non votiamo per il governo nazionale: quello c’è già ed è, purtroppo, saldamente in mano alle forze del centrodestra che stanno dimostrando in pieno la loro volontà di perseguire gli slogan comunicativi, piuttosto che l’interesse collettivo. Il 5 e 6 giugno votiamo per il Parlamento Europeo e - qui a Napoli - per la Provincia e la guida di numerosi Comuni. Il voto per l’Europa è un voto importante e visto dal Sud Italia lo è ancora di più. Immigrazione, pace, mezzogiorno, lotta ai poteri criminali organizzati e, soprattutto, contrasto alla crisi economica globale sono temi che non si possono affrontare se non dentro una dimensione europea. E’oggi cruciale poter contare su rappresentanti europei che abbiano a cuore la serietà dei provvedimenti economici e che siano portatori degli interessi dell’intero nostro paese e della parte sana del paese. Le politiche governative attuali, pensiamo solo alle “quote latte”, non appaiono privilegiare questo tipo di scelta. Queste cose non sono state affatto discusse in campagna elettorale. O meglio, a queste cose i mass media sono veramente poco interessati. Non ci rimane che il nostro voto, le tre preferenze di cui disponiamo, che possono davvero fare la differenza. Vi propongo la terna che io sono convinta rappresenti le migliori forze in campo provenienti dalla Campania.
ANDREA COZZOLINO perché è giovane, ma non inesperto. La lunga militanza politica e la sua esperienza amministrativa in un settore quale quello dell’agricoltura e dell’industria saranno preziose per affrontare le decisioni che l’Europa è chiamata ad affrontare per lo sviluppo economico. È padre di tre bambini e penso non sia un caso se si è dimostrato sempre sensibile ai temi del lavoro delle donne e della conciliazione lavoro-famiglia: è l’unico candidato, infatti, che nei suoi manifesti ha scritto: “più politiche per le donne”. Lo conosciamo da anni per gli incarichi importanti che ha ricoperto, prima come segretario dei Ds di Napoli e oggi alla guida dell’Assessorato allo sviluppo della Regione. Puntiamo molto su quello che Andrea rappresenta: una forte competenza istituzionale sulle politiche di sviluppo, sensibilità sociale e passione democratica. L’elezione di Cozzolino al Parlamento europeo consentirebbe di creare finalmente una coesa squadra di lavoro sulle politiche di sviluppo tra la Regione Campania, il Mezzogiorno e l’Europa.
MARIA GRAZIA PAGANO è la nostra parlamentare uscente, una delle poche donne elette nell’Assemblea europea. Penso sia importante la sua riconferma perché è una personalità autorevole sotto il profilo istituzionale, ha una forte competenza sui temi della formazione e del welfare ed è una dirigente politica combattiva, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno alle battaglie femminili all’interno del partito.
ROSARIA CAPACCHIONE è la candidata più riconosciuta e stimata per le sue battaglie di giornalista contro la camorra, contro il silenzio che avvolgeva tante azioni criminali. Rosaria è una donna coraggiosa, forte e generosa. Da molto tempo rischia ogni giorno in prima persona, mettendo la sua faccia e la sua professionalità al servizio della legalità. Ha accettato di competere nelle liste del PD in una campagna elettorale difficile e dall’esito non scontato, merita tutto il nostro riconoscimento e appoggio, sosteniamola per dare un segnale forte della nostra volontà di sconfiggere le mafie.
Il 6 e 7 giugno si voterà anche per il rinnovo dell’Amministrazione Provinciale di Napoli. Sappiamo che è una competizione difficile, il centro destra è partito con un largo anticipo nella campagna elettorale riuscendo a penetrare in molti comuni dove è stata più forte la crisi del centro sinistra e anche la crisi dei rifiuti. Crisi che, come la situazione palermitana di queste ore dimostra, non rappresentava una “anomalia campana”, ma un campanello d’allarme molto più generale. L’amministrazione uscente ha ben lavorato. Ha mantenuto alto un profilo istituzionale, è riuscita a centrare moltissimi obiettivi in un territorio afflitto da mille criticità e ha chiuso, cosa non da poco, il bilancio in pareggio. Sappiamo chi è il candidato di centro destra, possiamo “apprezzarne” l’essenza politica nei tanti suoi discorsi che si trovano in rete.
Il nostro candidato GINO NICOLAIS e le nostre liste fanno la differenza sotto tutti i punti di vista: autorevolezza, competenza, rigore, innovazione, lotta per la legalità e contro la camorra, presenza di giovani e di donne. Sarebbe un errore considerare la Provincia come un’Assemblea “minore”, per la quale non vale la pena di mobilitarsi: ancor di più nei prossimi mesi importanti competenze territoriali passeranno alla Provincia e la squadra di governo farà la differenza. Nelle prossime ore è necessario un impegno rafforzato a Napoli e in provincia per sostenere l’elezione di Gino Nicolais. Dovunque, con tutti i nostri amici, in tutti i nostri gruppi. Perché, vorrei dire ai tanti che sono dubbiosi o sfiduciati, il voto è un diritto democratico ma anche un’apertura di credito sul futuro. Rinunciare a votare significa rinunciare alla speranza. Io non voglio rinunciarci. Voglio essere accanto ai nostri candidati all’Europa e a Gino Nicolais, con fiducia perché la meritano.
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