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Ci aspetta l'opposizione. Certo, la vittoria di Berlusconi era quasi scontata per i modi e i tempi di questa consultazione elettorale. Ma sarebbe ipocrita dire che mi aspettavo un tale successo nell'intero paese, con la lega nord che è oggi il terzo partito italiano e che "sfonda" anche in regioni inaspettate: è al 7% in Emilia. Con una sinistra completamente assente nelle istituzioni parlamentari, cosa che mi lascia più di tutte sgomenta. Se penso che in parlamento non ci saranno più le donne di rifondazione e comunisti italiani mi vengono i brividi: sono state bravissime e protagoniste nel lavoro parlamentare, coese, portatrici di valori e proposte importanti per la nostra democrazia. Saperle fuori dal parlamento mi lascia un senso di perdita e la voglia di fare qualcosa per riprendere il lavoro che tante volte ci ha accomunate. Mi preoccupa questo risultato. Sicuramente interpreta un sentire comune che vuole governabilità e minore frammentazione del quadro politico, che impone il bipolarismo come una scelta ormai ampiamente condivisa nel paese. Certamente però consegna il frutto del lavoro di questi due anni della nostra coalizione, compreso il tesoretto, a un centrodestra il cui programma è basato su un federalismo fiscale "secco" che non contempla nessuna forma di solidarietà e nessuna seria strategia per il mezzogiorno e per i più poveri. Abbiamo tutti riposto grandi aspettative nel nostro nuovo partito. Il rischio di questo risultato è che il PD si faccia prendere dall'antico vizio italiano delle lotte interne, che non hanno mai fatto bene a nessuno. Invece è proprio questo risultato che ci dice che abbiamo fatto la scelta giusta e che adesso è il momento di continuare a costruire il partito, rafforzandone soprattutto il legame con il territorio. Il voto degli italiani ci dice che siamo una grande forza, il secondo partito italiano, ma ci chiede anche di guardare fuori di noi, a pezzi del paese che, forse, non abbiamo osservato con sufficiente attenzione. Che dire della lega? Che penso a tanti loro comportamenti così come li ho visti in Senato, aggressivi e razzisti verso il mezzogiorno e tutte le diversità. Che spero che abbiano eletto qualche donna (nella scorsa legislatura nemmeno una!), così forse ci sarà qualche limite a queste intemperanze. Che la lega non è solo questo: penso a Maroni che è stato un buon ministro del lavoro e mi sembra incarnare la parte migliore di quel partito, ora così radicato nel paese. In Campania sono già ampiamente cominciate le polemiche. La vittoria del PdL è nettissima, ma io non mi aspettavo che il PD migliorasse, anche qui, i risultati di Ds e Margherita di due anni fa. I numeri hanno sconfessato quanti, nel centrosinistra napoletano, hanno teorizzato e sostenuto un voto disgiunto per "punire" la lista PD al Senato: nei fatti i voti assoluti al Senato aumentano di 33mila, mentre quelli alla Camera, da sempre il ramo più favorevole al centrosinistra, diminuiscono di 18mila. C'è da dire che le liste alla Camera erano in molta parte poco legate al territorio campano, e tanti dirigenti locali si sono sentiti scavalcati da candidati nazionali. I numeri hanno anche sconfitto il "partito del no", coloro che costruiscono le loro carriere sulla protesta contro qualunque cosa. Le persone vogliono che la politica costruisca fatti, che decida e che faccia ripartire il paese.
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Ho viaggiato molto in questa campagna elettorale. Il signor Antonio ha macinato fino a 450 chilometri al giorno con la sua automobile un po' traballante. Ne aveva un'altra, più comoda, nella scorsa campagna elettorale. Ora non ce l'ha più, perché gliel'hanno rapinata sull'autostrada sotto la minaccia di una pistola. E' cominciata così l'organizzazione della mia campagna elettorale, con il racconto - purtroppo non tanto inusuale - di una violenza che segna sempre nell'intimo le persone e che può rendere faticoso il lavoro quotidiano. L'agenda si è riempita in fretta, amiche e amici mi chiedevano di essere presente in ogni parte della regione. A qualcuno ho dovuto dire di no, e me ne scuso ancora adesso per non averne avuto il tempo. Ho visto tante persone, incontrato tante realtà e quando, mercoledì in piazza Plebiscito a Napoli, mi hanno avvicinata in molti con la stessa espressione “senatrice si ricorda? Ci siamo visti a Boscoreale … a Cervinara … a Casamarciano ... a Monteruscello … a Fisciano” tutta la fatica e la tensione di questi giorni hanno lasciato posto all'ottimismo. Una bellissima piazza, pienissima di tanti volti veri, di persone di tutte le età che aspettavano Veltroni, che si sono riprese l'orgoglio e la speranza. Un'atmosfera molto diversa da quella che si respirava nei primi appuntamenti ufficiali, più ingessati, dove si vedevano le stesse facce da “addetti ai lavori”. Quella piazza è stato molto di più di un comizio, è stato il segnale che il PD ha cercato davvero di ricostruire il rapporto con i suoi elettori, li ha ascoltati, è stato tra loro nelle strade, ha partecipato delle loro angosce per il futuro. Abbiamo gettato un ponte e quella piazza ci ha detto che ci siamo riusciti, che abbiamo compreso e siamo stati compresi.
Avevo buttato giù un mare di appunti perché avrei voluto raccontarvi tutto, ogni incontro e ogni particolare. Ma il tempo è stato tiranno e ho preferito essere tra la gente. Impossibile condensare in poche righe le tante cose belle e brutte che ho visto e sentito in questo mese di campagna elettorale. Ho conosciuto realtà di eccellenza, assolutamente sconosciute anche a tanti campani. Sapevate che a Napoli tantissime persone di ogni tipo - ho visto noti imprenditori, medici, universitari, pensionati, operai - sono appassionate di tango? E che la città ha ospitato l'8 marzo il festival internazionale delle mujeres del tango? O anche i floricultori che sono capaci di inventare nuovi bellissimi ibridi, come quella gerbera rosa che da Torre del Greco è stata dedicata ad un'amica scomparsa, Lucia Mastrodomenico, che manca a me e a tutta la città che si è sempre rimboccata le maniche. I ragazzi e gli insegnanti della Martin Luther King di Casoria che hanno lavorato per mesi sui temi della violenza o le associazioni di Scampia che rappresentano, insieme con le parrocchie, gli unici centri di aggregazione del quartiere. Quando sono andata a Scampia, a pochi metri dalla sede dell'associazione che ospitava l'incontro, si spacciava droga alla luce del sole, in pieno giorno, tra le signore e i pensionati che facevano la spesa, come se tutto fosse normale. Non possiamo ricordarci di Scampia soltanto quando si accedono i riflettori sui morti ammazzati nelle faide. Scampia è una delle maggiori piazze di spaccio europeo, un problema nazionale che investe l'ordine pubblico e anche la volontà di far crescere nel quartiere poli di aggregazione che riescano a spingere ai margini la malavita e dare forza alle 72 associazioni che lottano ogni giorno per mantenere viva una rete sociale e legalitaria.
Di legalità e di camorra si è parlato in tante occasioni. Con i ragazzi che, fuor di retorica, in questa campagna si sono visti e sentiti in ogni occasione: seri, preparati, legati alla loro terra, combattivi. Nel mio intervento a Capua ho detto che bisogna essere orgogliosi del lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura che sta dando risultati importanti nel decimare i clan e permettere la confisca dei beni della camorra (la Campania è la regione del mezzogiorno dove maggiore è l'incidenza delle confische), e del lavoro delle associazioni che nei territori rappresentano un avamposto contro la passività e il fatalismo. Pina Picierno, la giovane capolista alla Camera, concordava con le mie parole ma ha aggiunto che la politica non ha fatto abbastanza, non si è schierata abbastanza, non avuto il coraggio di dire apertamente che i voti della camorra non erano graditi. Non è un caso che Veltroni, dal palco napoletano, abbia voluto con forza dire che i voti della camorra noi del PD non li vogliamo, nominando uno ad uno i clan da combattere. Sono i giovani come Pina che hanno portato nelle stanze della politica una nuova vista sul mondo, e mi sembra che questo ci stia facendo un gran bene a tutti. E poi ancora l'apertura della mia campagna elettorale con Tiziano Treu e Olga D'Antona sulla sicurezza nei luoghi di lavori, le ispezioni che ho realizzato come senatrice nei cantieri edili, l'incontro con la ministra francese alle politiche urbane, Christine Boutin, che ha raccontato a una platea variopinta di donne di ogni nazione la sua esperienza nelle banlieues parigine e l'attenzione che la Francia riserva fin dagli anni del governo Mitterand alle aree urbane e alle politiche di integrazione.
Tanti sono stati gli incontri con il mondo della sanità che alterna, come molte cose in Campania, esperienze di assoluta eccellenza a una rete di servizi ancora troppo carente e poco diffusa sul territorio. Ad Avellino c'è un centro pubblico, gestito dalla asl, di accoglienza diurna per i malati di Alzheimer. E' un'esperienza preziosa che dimostra che la sanità pubblica può essere di grande qualità ed efficacia: le statistiche dimostrano che i malati traggono giovamento da queste terapie specifiche, il decorso del male rallenta e la loro ospedalizzazione avviene più tardi rispetto alla media. Questo centro dimostra che investire nella salute diventa un'occasione di risparmio, oltre che di rispetto umano e sociale. Per dare spazio a queste realtà la politica deve fare un passo indietro, difendere un sistema della sanità pubblica riconosciuto tra i migliori in Europa, dall'ingerenza nelle nomine, dalle scelte fatte in nome di appartenenze e non di competenze. La buona sanità deve diventare una priorità anche e specialmente per il sud. Come la scuola, che deve ritrovare il suo ruolo di solida guida per le generazioni più giovani. Qualcosa, la riforma degli esami di stato, siamo riusciti a fare nel breve spazio del Prodi, ma molto resta ancora da realizzare per un sistema dell'istruzione di qualità.
Ho incontrato entusiasmo, voglia di costruire, pessimismo, delusione. La distanza fra la politica e le persone, a volte, sembrava assolutamente incolmabile. Anzi, sembrava aver travalicato i confini dell'argomentazione per diventare qualcos'altro che non so, ancora adesso, ben definire. Molte aspettative sono state disattese. Troppo pochi i momenti di condivisione di problemi e scelte. Troppi i politici hanno perso essi stessi la speranza di cambiare la politica. Un clima di sfiducia a volte rabbiosa si è respirata in molti incontri privati. Sono stati per me momenti a volte molto duri, ma dai quali sono sempre uscita con un suggerimento in più, con la consapevolezza di aver potuto e voluto discutere. Quello che mi ha lasciata sgomenta è la violenza gratuita di cui in alcune occasioni sono stata fatta oggetto. In strada, ma anche in un noto ristorante, mi è capitato di venire ingiuriata con modi veramente poco urbani, un po' come accade anche su questo blog. La differenza è che in strada ciò si configura come una vera e propria forma di aggressione. Una particolare specie di bullismo, che ti lascia senza parole perché non c'è risposta a una violenza gratuita. Si risponde alle argomentazioni. Si risponde del proprio operato. Si risponde del proprio mandato. Questo avviene a tutte le latitudini, e Napoli non può e non deve fare eccezione. Riflettevo che è singolare il sottile filo che lega questi comportamenti e quelli dei media. Lungi da me l'idea di accomunarli, ma non posso non riflettere sulla circostanza che, per l'intera campagna elettorale, nessuno mi ha mai chiesto un'intervista, un parere, un'osservazione di merito. Singolare per il numero 3 della lista al Senato. E quando la stampa mi ha avvicinato, è stato quasi sempre con l'intento di parlare di mio marito, Antonio Bassolino. Il culmine si è raggiunto all'Università di Salerno, a valle di un incontro intensissimo e ricco di contenuti con docenti e studenti di una realtà universitaria di punta in Campania. Bene, le due giornaliste presenti non avevano alcuna curiosità né per l'Università né per il mio lavoro, volevano soltanto sapere che scelte avrebbe fatto il presidente Bassolino: vi sembra normale?
Insomma, è stata una campagna con molti alti e bassi, e qualche episodio simpatico come la presentazione del bellissimo libro di Ritanna Armeni su donne e potere - che vi consiglio di leggere - durante la quale Ritanna è stata affettuosamente tempestata dalla domanda “Ma come fa a sopportare Giuliano Ferrara?”. Però è certo che qualcosa in queste settimane è cambiato, è cresciuta la consapevolezza che la partita per il paese è veramente importante, che bisogna continuare l'opera del governo Prodi, ma liberi di decidere, liberi di innovare. Con il Partito Democratico si è messo in moto qualcosa di nuovo. E non credo sia un caso che il miglior strumento di comunicazione della campagna elettorale sia stato pensato e realizzato da un circolo milanese e non nelle direzioni centrali. Il 13 e il 14 aprile tutti a votare PD: per la nostra terra, per passione.

Care amiche, care amici mi candido per la seconda volta al Senato, nelle liste del PD. Ho fatto la senatrice nella legislatura più breve e forse più litigiosa della storia della Repubblica.
Prima lavoravo in banca e sono arrivata in Parlamento con tante speranze e progetti da realizzare dopo la vittoria dell'Unione. In tutta onestà speravo che saremmo riusciti a fare di più. Eppure, nonostante le estenuanti mediazioni per mettere d'accordo le diverse anime della nostra maggioranza, posso dire che abbiamo fatto molte cose positive. Altro che senatori dell'Unione fannulloni! I numeri sono lì e parlano chiaro. Anche i numeri che mi riguardano,
pubblicati dal Senato, mi dipingono - , come spesso succede alle donne - un po' secchiona. Ho
votato 2176 volte su un totale di 2188 votazioni, sono stata tra le più presenti, ho presentato 10 disegni di legge come prima firmataria e 64 come cofirmataria, inoltre ho fatto 25 interrogazioni
e sono intervenuta 48 volte tra interventi in commissione e in aula. Il lavoro che mi ha dato maggiori soddisfazioni è stato quello in commissione Cultura e
Istruzione. Per la scuola ho dato il mio contributo in particolare a scrivere le nuove norme sulla riforma degli esami di Stato. Inoltre mi sono data da fare per valorizzare il nostro patrimonio
culturale, dopo il tracollo delle risorse stanziate dal governo di centrodestra. Sono orgogliosa,
in particolar modo, per i contributi assegnati al Teatro San Carlo e per un grande risultato,
un evento importante che, insieme alle istituzioni locali, abbiamo ottenuto: il Festival lnternazionale del Teatro a Napoli.
Cosa mi sta a cuore Le donne innanzitutto Le donne vogliono essere protagoniste della politica, della società, del mondo del lavoro.
In questi anni con l'associazione Emily ho lavorato per portare le donne al centro della politica,
come testimonia l'importante esperienza di una lista tutta al femminile alla provincia di Napoli.
Anche se in Italia non è ancora così, nel mondo la marcia femminile nella società e nella
politica è inarrestabile. E lo sarà ancora di più se Hillary Clinton vincerà le elezioni americane.
L'occupazione femminile deve essere considerata la chiave per lo sviluppo sociale, economico
e culturale dell'Italia. Ormai è chiaro che i paesi in cui le donne lavorano in maggior numero
sono anche quelli in cui il PIL e i tassi di istruzione e formazione sono più elevati. Più
occupazione stabile per le donne significa migliore qualità della vita per tutti. Questi punti
sono temi centrali nel programma del PD, così come la "libertà di scelta", che significa difendere una legge come la Legge 194 che rappresenta una conquista di civiltà dalla quale
le donne italiane non possono tornare indietro.
Più laicità sui temi etici Non tutte le proposte di legge che ho presentato si sono avviate. Non c'è stato il tempo. Certamente ripresenterò il disegno di legge per l'istituzione della rete dei Musei Nazionali di
Scienza e Tecnica e quella sul testamento biologico, una legge per cui tanto mi sono impegnata.
Nonostante la legislatura sia stata breve, non si può dire che sia stata inutile. Anzi, per più aspetti è stata una legislatura di svolta. Per la prima volta dopo 25 anni si è interrotta la
crescita della spesa pubblica. Siamo riusciti ad avviare un'azione di redistribuzione della ricchezza oltre che un' efficace
lotta all'evasione fiscale, ci siamo mossi con decisione sul fronte della sicurezza, della legalità,
della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. L'Italia ha anche ripreso ad esercitare un ruolo autorevole nella politica estera ottenendo un
grande risultato diplomatico: l'approvazione della moratoria sulla pena di morte.
Ora con il partito democratico è in campo una profonda novità politica che potrà consentire,
se gli elettori ci daranno fiducia, di governare senza estenuanti mediazioni e con la necessaria
determinazione. Con le donne il valore della laicità può crescere. Sui temi etici la società italiana ha più bisogno di dialogo che di conflitto. In questo le donne possono giocare un ruolo fondamentale,
elaborando un pensiero politico nuovo nel segno del rispetto che si deve alle persone, ai
diritti umani, alla vita, all'orientamento sessuale. Perché il vivere, l'ammalarsi, il morire siano
affrontati sempre con il più grande rispetto che si deve ad ogni individuo.
Più potere ai giovani Dopo tanta indifferenza, retorica e paternalismo finalmente i giovani diventano protagonisti.
Nelle liste del PD la percentuale di candidati al di sotto dei 40 anni si avvicina al 50% e molti
alla Camera hanno meno di 30 anni. E' un percorso che solo il PD ha avviato e nessun'altro.
Ma se ci sarà una gara tra i partiti a chi si rinnova di più con i giovani e le donne, questo non
potrà che fare bene all'Italia. Perché il lifting non basta più.
Per la nostra terra Per l'Italia, per il Mezzogiorno. Oggi per tanti giovani andare fuori è una opportunità. Chi ci perde, se questi ragazzi non potranno più tornare, è chi resta. lo qui ho scelto di venirci e di
viverci. Il sud con le donne, i giovani, la cultura, rappresenta la più grande risorsa nazionale. Non si può stare in Italia senza capire la grande ricchezza italiana e renderle giustizia.
A chi è deluso e a chi non vuole andare a votare C'è un diffuso senso di malessere e sfiducia verso la possibilità che la politica possa cambiare. Molti pensano che i politici sono tutti uguali e che dei problemi della gente se ne fregano. Ed è proprio a loro che mi rivolgo: a quelli che sono delusi e non vogliono votare perché si aspettavano di più dal governo nazionale e di più anche dal centrosinistra in Campania. A
quelli che sono stanchi di lottare e si disperano per le difficoltà della vita di ogni giorno. A chi si sente impotente per l'arroganza e lo squallore della camorra e per l'illegalità diffusa. Ai
giovani che votano per la prima volta e sono tanto confusi. A tutti loro voglio dire di avere
fiducia in se stessi e nei propri mezzi, di mettersi insieme, di reagire positivamente, di rifiutare
il pessimismo inconcludente. Inoltre dico loro di andare a votare, di usare bene il voto, di far
valere la propria libertà di opinione e di scelta. E aggiungo: non è vero che i partiti e le persone sono tutte uguali. Bisogna saper distinguere e scegliere. Il PD nasce anche per questo. Non per concedere qualcosa all'antipolitica ma per dimostrare
con i fatti che la buona politica ha la capacità di cambiare in sintonia con la domanda dei
cittadini. E' questa la nostra grande sfida. E sono sicura che questa volta ce la faremo.

Domenica 6 aprile, ore 10.30 teatro Sannazzaro a Napoli iniziativa con Massimo D'Alema. Anna Maria Carloni interviene sulle iniziative intraprese in VII commissione cultura del Senato.
Domenica 6 aprile alle 19.30, Capua (CE), Libreria Guida in Corso Gran Priorato di Malta 25. Terra di lavoro: una legalità da ripristinare, manifestazione di solidarietà per la giornalista Rosaria Capacchione. Intervengono: Anna Maria Carloni candidata PD Senato Campania, Pina Picierno capolista PD Camera dei Deputati Campania 1, Loredana Affinito componente esecutivo PD Campania, Paola Cervo GIP Tribunale S. Maria Capua Vetere (CE). Modera i lavori Beatrice Crisci giornalista il Denaro.

Giovedì 3 aprile, ore 10.30, Napoli, Camera di Commercio Napoli. Intervengono: Alfonso Andria, deputato Parlamento europeo; Angiolina Arru, ordinario di Storia contemporanea Università di Napoli "L'Orientale"; Alessandra Bocchino, presidente EFI Campania, Anna Maria Carloni, senatrice PD e presidente Emily Campania, Maria Fortuna Incostante, deputata PD, Paola Profeta, associato di Scienza delle Finanze Università Bocconi di Milano. Modera Alfonso Ruffo, direttore del Denaro.
Domani, mercoledì 2 aprile, alle ore 17,30 manifestazione pubblica del Pd a Napoli, all’Hotel Royal, con il Ministro Rosy Bindi e Anna Maria Carloni, candidata al Senato del Pd. Al centro dell’incontro le proposte del Pd su welfare e famiglia.
Un operaio è morto cadendo da un'impalcatura in un cantiere nel centro di Caserta. E’ un incidente gravissimo, inaccettabile, che allunga la catena delle cosiddette morti bianche, che conferma la necessità di non abbassare la guardia sui temi della sicurezza nei cantieri e di applicare in maniera rigorosa le normative vigenti. Certamente verranno accertate le eventuali responsabilità, ma incidenti come questi non sono mai il frutto di pura fatalità. C’è un’altra vittima sui cantieri per la mancanza di cultura e di un adeguato rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Napoli, 31 marzo 2008
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