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La Senatrice del Pd, Anna Maria Carloni, ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente Berlusconi, al Ministro Scajola e al ministro Sacconi per “conoscere quali iniziative intende adottare il Governo per garantire continuità e futuro occupazionale ai dipendenti di Alitalia Cai della sede di Napoli”.
In particolare, scrive Carloni, “dopo la notizia della disdetta del contratto di locazione dei locali che ospitano gli uffici, decisione che per i lavoratori confermerebbe la volontà dell’azienda di smantellare l’ufficio di Napoli che si occupa dell’amministrazione e della fatturazione”, occorre “sapere se il Governo intende intervenire, con la necessaria determinazione, nei confronti di Alitalia/Cai richiamando al rispetto degli impegni assunti con gli accordi sottoscritti in sede governativa e tra le parti sociali". La senatrice del Pd, nel testo dell’interrogazione, ricorda che “l’accordo tra il Governo e l’Alitalia Cai, siglato presso la Presidenza del Consiglio il 15 settembre 2008, e il relativo piano industriale prevedeva la presenza su Napoli di 109 unità comprensive dello scalo di Capodichino più il Centro Direzionale e che le attività decentrate venivano confermate poiché non necessitano di alcuna centralizzazione; che nella sede napoletana fino al 31 dicembre 2008 c’erano 69 dipendenti, ora ne sono rimasti solo 20; che tale chiusura non solo contraddice il piano ma avverrebbe in una realtà nella quale già si è esclusa la presenza di Atitech dal perimetro della nuova Alitalia, comportando di fatto un ulteriore perdita di occupazione e attività lavorativa”.
Per questo, oltre ad esprimere forte solidarietà ai dipendenti che il 14 settembre hanno occupato la sede Alitalia Cai del Centro direzionale di Napoli, la senatrice Anna Maria Carloni chiede al Governo un impegno concreto per far rispettare l’intesa tra le parti e garantire in tal modo continuità e futuro occupazionale ai lavoratori.

(Roma, 16 settembre 2009)

Pubblichiamo il testo della nota pervenuta alla senatrice Carloni da parte dei lavoratori ALITALIA CAI Napoli

 

Gentile Annamaria,

i lavoratori di ALITALIA CAI NAPOLI la ringraziano dal profondo del loro animo travagliato, per il suo interessamento.

Le siamo grati per la competenza e la chiarezza usata nell’esposizione del problema.   

Ringraziandola ancora una volta con affetto, le auguriamo buon lavoro.

I lavoratori di ALITALIA CAI – Napoli

 

 

 
Ancora una volta una drammatica forma di protesta dei lavoratori pone l’attenzione su una vertenza industriale, come quella di Alcatel e, più in generale, sulla pesante crisi e sulle ricadute occupazionali dell’intero settore. Voglio esprimere la mia piena solidarietà ai lavoratori dell’Alcatel e alle loro famiglie, con l’impegno di essere vicino e vigilare, insieme ai parlamentari campani del Pd, sull’andamento del tavolo istituzionale che è stato convocato la settimana prossima a Roma per garantire non solo i giusti ammortizzatori sociali ma soprattutto un serio piano industriale, dopo mesi di trattativa che finora non hanno dato i risultati positivi.
 
Di anna maria carloni (del 17/06/2009 @ 12:56:43, in attualita')   
Aderisco alla manifestazione che si terrà stasera a Roma e ringrazio il Direttore del Il Riformista, Antonio Polito, e Radio Radicale per aver promosso la mobilitazione di oggi a sostegno della lotta democratica del popolo iraniano. Mi auguro che da tutto il mondo le donne dimostrino amicizia e sostegno alle donne iraniane che si battono con tanta forza e intelligenza per l’affermazione e la tutela di diritti fondamentali.
 

(da Corriere della Sera online, Roma 10 giugno)

ROMA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonostante avesse in un primo tempo rinunciato a causa di un fastidioso torcicollo, ha all'ultimo momento deciso di recarsi a Ciampino, blindatissimo per l'occasione, dove ha accolto al suo arrivo in Italia il leader libico Muammar Gheddafi. I due si sono scambiato un caloroso abbraccio sulla pista dell’aeroporto. Il colonnello libico è accompagnato da una folta delegazione in questa sua prima storica visita di Stato in Italia. Occhialoni neri, in alta uniforme, col berretto in testa, Gheddafi è stato accolto da un picchetto d’onore. Dietro di lui anche le celebri guardie del corpo di amazzoni libiche, ragazze distinte da un basco rosso e divisa militare. «Si è chiusa una lunga pagina dolorosa». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è rivolto al colonnello Gheddafi ha assentito. «Siamo contenti di averla qui», ha aggiunto il premier, passando poi ad illustrare al Colonnello la fitta agenda degli appuntamenti per i tre giorni nella Capitale. Gheddafi è ora al Quirinale per la colazione con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’incontro istituzionale con Berlusconi è nel pomeriggio a Palazzo Chigi, poi a Villa Madama ci sarà la conferenza stampa congiunta.

LA PROTESTA - Intanto sono numerose le proteste per l'intervento previsto per giovedì nell'Aula di Palazzo Madama del Colonnello. Mercoledì mattina in apertura di seduta del Senato hanno fatto sentire la loro voce alcuni parlamentari dell'Idv, Radicali e Pd. I senatori hanno sollecitato una nuova Conferenza dei capigruppo per rivedere la decisione presa martedì, sempre dalla Capigruppo, sull'intervento in Aula di Gheddafi ed a svolgere in giornata un dibattito sull'opportunità o meno di ospitare in Aula il numero uno di Tripoli che, per alcuni senatori, non rispetta nel suo Paese i diritti umani. Il presidente di turno, Vannino Chiti, ha detto che informerà il Presidente Renato Schifani delle richieste avanzate.

«VERGOGNA» - I senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, intervenendo nell'aula del Senato, annunciano l'inizio di uno sciopero della fame fino a quando la presidenza del Senato non riconvocherà la conferenza dei capigruppo per rivedere la decisione di far intervenire giovedì a Palazzo madama il leader libico Gheddafi. Per il senatore dell'Idv Stefano Pedica è «una vergogna» far parlare nell'Aula del Senato «una persona che nel suo Paese non rispetta i diritti umani». L'esponente del partito di Di Pietro ha minacciato di opporsi fisicamente all'ingresso del numero uno di Tripoli nell'Aula, criticando il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri che aveva chiesto nella Capigruppo di «sconvocare» la seduta di giovedì per consentire a Gheddafi di parlare in Aula come presidente di turno dell'Organizzazione dei paesi africani. «Cosa gli ha detto la testa»? Ha chiesto Pedica rivolto a Gasparri. La senatrice del Pd Anna Maria Carloni ha ricordato che i precedenti sono stati interventi in Aula del Re di Spagna Juan Carlos e dell'allora Segretario dell'Onu, Kofi Annan, «figure prestigiose, non contestate e sempre garanti dei diritti umani». La senatrice del Pd ha anche ricordato che nella passata legislatura il Senato ospitò il Dalai Lama che non intervenne in Aula bensì a Palazzo Giustiniani. «No alla buffonata del discorso dal balcone del Campidoglio. Va bene che l'Italia come tutti i Paesi democratici riceva anche i tiranni, ma l'accoglienza da rockstar riservata a un despota come il colonnello Gheddafi». Il senatore del Pd Roberto Della Seta commenta così le polemiche sulla visita di Gheddafi e preannuncia sul tema un'interrogazione ai ministri Frattini e Maroni. A protestare c'è anche l'Udc con il presidente dei senatori Gianpiero D'Alia: «Permettere al colonnello Gheddafi di parlare addirittura nell'aula del Senato ci pare una scelta inopportuna che non condividiamo». Per la maggioranza sono intervenuti Giorgio Bornacin (Pdl) che ha definito «indignazione a telecomando» quella dell'Idv ed ha difeso la scelta di Maurizio Gasparri. E Piero Longo (Pdl) ha ricordato che «la Libia fu provincia d'Italia», dicendo all'Idv che «la campagna elettorale è terminata».

 
Sabato 7 marzo, dalle 10.00 alle 13.00, Napoli Maschio Angioino (Antisala dei Baroni). L'incontro, coordinato da Flavia Portanova, prevede relazioni di: Sen. Annamaria Carloni, On. Maria Coscia, Ass. Alfonsina De Felice, Ass. Angela Cortese, Ass.Gioia Rispoli.
 
Di staff (del 04/03/2009 @ 23:11:55, in attualita')   

napoli marzo donna 2009

L'assessorato alle pari opportunità e ai tempi della città di Napoli promuove un ampio ventaglio di iniziative: forum, incontri, dibattiti, seminari, laboratori, eventi musicali, performance teatrali, lezioni di tango, spazi informativi ed espositivi, proiezione di film, una mostra fotografica e uno spazio per i bambini. Informazioni e programma

 
Aderisco alla manifestazione e sono solidale con i lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco che in queste settimane stanno lottando per difendere il futuro occupazionale e garantire allo stabilimento di Pomigliano una missione produttiva competitiva. A loro va tutto il mio sostegno e il mio impegno di parlamentare.
Il governo italiano ha il dovere, così come hanno già fatto gli Usa e gli altri paesi europei come Francia e Germania, di approntare un piano nazionale serio di intervento a sostegno del settore auto. Invece i provvedimenti sin qui annunciati sono deboli e soprattutto non hanno una ricaduta concreta sullo stabilimento di Pomigliano, perché gli incentivi riguardano modelli che non vengono prodotti in questo stabilimento, che penalizzano il Sud.
Alla Fiat chiediamo di definire un progetto industriale con una missione produttiva e nuovi modelli per Pomigliano. Altrimenti il rischio è la chiusura dello stabilimento, con conseguenze dannose per l’intera economia della Campania. La crisi infatti coinvolge i 5mila dipendenti dello stabilimento di Pomigliano e direttamente tutto il sistema dell’indotto, con oltre 30 mila addetti nel settore metalmeccanico, chimico, tessile e dei servizi. Per questo occorre l’impegno delle istituzioni, delle forze politiche, delle parti sociali per dare risposte agli operai sul destino e sul rilancio di Pomigliano e prevedere un intervento straordinario del governo che sostenga i redditi dei lavoratori coinvolti dalla crisi.
 
sciopero generale 13 febbraio 2009

Ho aderito alla manifestazione dei sindacati metalmeccanici e del pubblico impiego e sarò a Roma con i lavoratori della Cgil della Campania contro le misure inefficaci anticrisi perché, in un momento di crisi così grave, vinca l’unità e la solidarietà tra i lavoratori e non le divisioni volute dal governo. La crisi economica ha effetti drammatici sulla vita quotidiana delle famiglie e dei lavoratori, penso in particolare ai lavoratori della Fiat di Pomigliano e ai tanti precari della funzione pubblica e della sanità, tra cui le donne che spesso sono tra le prime a perdere il lavoro. Per questo è giusto appoggiare lo sciopero e la manifestazione nazionale, nel quadro delle più generali iniziative della Cgil.
 
Abbiamo presentato un emendamento alla Legge finanziaria, attualmente in discussione in Senato, con l'obiettivo di rendere meno rigidi i vincoli del Patto di stabilità che ci lega all'Europa". Lo dichiarano le senatrici del Pd Anna Maria Carloni e Teresa Armato che precisano: "Lo scopo è quello di consentire a regioni e province autonome di poter rispettare i propri impegni di spesa con i creditori, per quanto riguarda gli investimenti cofinanziati da fondi europei, senza infrangere il Patto di stabilità".
"L'emendamento, tecnicamente, consente - spiegano le parlamentari - di "nettizzare" tanto dal lato delle entrate, quanto da quello delle spese, le risorse europee impegnate nel cofinanziamento dei programmi comunitari, ovvero di escludere dalle spese del patto di stabilità interno, quelle sostenute con risorse europee". "L'emendamento è di particolare rilievo - continuano Carloni e Armato - e non solo per le regioni dell'OBIETTIVO1; infatti, il testo è lo stesso adottato all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni, il 20 novembre scorso, e non comporterebbe risorse aggiuntive per il bilancio dello Stato".
"L'approvazione del nostro emendamento assume, per tale ragione, un grande rilievo in questo momento di grave crisi economica sostenendo lo sviluppo di tante aree del Paese e, soprattutto, di quelle 'sottoutilizzate'. Per questo, l'emendamento è stato sottoscritto da un nutrito numero di senatori della commissione Bilancio, tra i quali Vidmer Mercatali, Nicola Rossi, Enrico Morando, Luigi Lusi e dal capogruppo del Pd in commissione Industria, Filippo Bubbico".

Roma, 4 dicembre 2008
 
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