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Odg: Conversione in legge del decreto legge 7 ottobre 2008, n.154, recante disposizioni urgenti in materia di contenimento della spesa sanitaria e di regolazioni contabili con le autonomie locali. CARLONI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è semplice in una giornata come questa tenere al centro dell'attenzione i temi oggetto della conversione di questo decreto. Questa è infatti una giornata storica, non soltanto per l'America, ma per tutto il mondo. All'indomani dell'11 settembre, dicemmo: siamo tutti americani. Mi piacerebbe che ci credessimo veramente pure oggi, anche perché la scelta del popolo americano è la scelta di chi vuole ed è capace di guardare oltre la propria crisi, facendo ricorso a tutte le proprie risorse di partecipazione, di inclusione e di invenzione per cambiare davvero. Diversamente, purtroppo, noi oggi nel nostro Senato siamo alla prese, ancora una volta, con quella che è la costante dell'azione di questa maggioranza, e cioè l'idea che in Italia si possa governare per decreto. Questo ci fa sentire molto, ma veramente molto lontani dall'America e da quella necessità di cambiamento, da quella speranza di aria fresca e nuova di partecipazione, cui pure si riferiva il presidente Schifani stamattina. Di un decreto su queste materie non si avvertiva proprio la necessità. Mi chiedo come abbia fatto stamattina il collega della Lega ad intervenire contro le pregiudiziali di incostituzionalità poste dal nostro Gruppo di fronte ad un diktat centralistico tanto sfacciato rispetto a materie chiaramente afferenti alla legislazione concorrente, cioè di esclusiva competenza delle Regioni. Inoltre, è chiaro e palese che, a proposito di questi argomenti, non esistono i presupposti di necessità e urgenza. Mi chiedo che fine abbia fatto la parolina "ripensamento" che sembrava farsi strada nell'area di Governo dopo il disastro del decreto Gelmini, disastro nel rapporto con la parte più impegnata e motivata del mondo giovanile, del mondo studentesco e della pubblica opinione a proposito della scuola. Mi pare che si tratti di un ripensamento modello gambero, un passo avanti e due indietro; un ripensamento che si rifiuta di fare i conti con alcune domande di fondo. È certo che il nostro Paese ha bisogno di riforme che non siano di facciata, come ama dire il ministro Gelmini, ma sono le riforme giuste quelle che scaricano i costi sui bambini, sull'educazione, sui giovani e sulla scuola, sui Comuni e sul Mezzogiorno? Infatti ormai si va a svuotare il Fondo per le aree sottoutilizzate e a spendere quelle risorse, come fosse un pozzo di San Patrizio, anziché per il Mezzogiorno, prevalentemente per sostenere l'insostenibile, cioè l'ICI per il Nord del Paese. È certo che il nostro Paese ha bisogno di una politica che decida, ma sicuramente non di decisioni qualsiasi o decisioni prive di equilibrio, tali da rafforzare i divari sociali e civili. Un ripensamento nell'azione del Governo è necessario al Paese e anche qui servirebbe trarre qualche insegnamento dalla lezione americana a proposito delle conseguenze delle politiche dell'esercizio muscolare, le politiche di Bush, che è il vero sconfitto di queste elezioni. Mi auguro, nell'interesse dell'Italia e non della nostra parte, che non si voglia più continuare così, deprimendo le potenzialità del dialogo anche istituzionale, della partecipazione democratica e popolare e del lavoro del nostro Parlamento, del suo rigore, della sua serietà. Per questo, ancora una volta, siamo qui a dire di cambiare, di tornare indietro, di ritirare, di ridiscutere, perché il ricorso alla decretazione d'urgenza non può che svilire e impedire qualunque condivisione su riforme che sono importanti perché riguardano il futuro dei nostri ragazzi, il futuro della scuola, la crescita civile delle nostre comunità. Sull'articolo 3, in particolare, a proposito della riorganizzazione della rete scolastica, sono intervenuti autorevolmente diversi senatori del Gruppo del Partito Democratico dichiarandone la palese incostituzionalità, suffragata anche dalla generale reazione delle Regioni di tutto il Paese, molte delle quali - otto per l'esattezza - hanno già avanzato ricorso alla Corte e si tratta di ricorsi destinati ad un sicuro successo in punta di diritto costituzionale, ma anche del buonsenso civile. Mi chiedo, infatti, come si possa pensare di diffidare le Regioni su materie di propria competenza e adempimenti da adottare rispetto ai quali, superati i termini, il Governo procederà a commissariamenti, inoltre con oneri a carico delle Regioni stesse; a me sembra un'offesa al buonsenso. Mi chiedo come si possa immaginare di chiudere scuole in piccoli Comuni, nelle isole, in montagna, senza mettere nel conto la giusta reazione civile, indignata, di tanti sindaci, ma anche di tutti i cittadini, delle famiglie, lì dove è veramente soltanto la scuola a creare comunità. È un'offesa al buonsenso, ma anche alla civiltà giuridica e direi alla civiltà tout court. Per questo chiediamo con forza di ricominciare daccapo, di voltare finalmente pagina come, dopo tanti disastri, ha saputo fare e ci insegna a fare l'America.
Dopo i fatti accaduti alla stazione di Napoli centrale lunedì scorso, 28 ottobre, le senatrici del Pd Anna Maria Carloni e Franca Chiaromonte hanno presentato un’interrogazione al Ministro dei Trasporti per sapere se risponde al vero ciò che anche molti quotidiani hanno raccontato, per conoscere quali misure intende adottare il Governo nei confronti del gruppo Fs per garantire sia la legalità sia il diritto alla mobilità e ad un servizio pubblico efficiente di tanti pendolari che devono raggiungere in orario i propri luoghi di lavoro e come intende contrastare un aumento tanto rilevante delle tariffe degli abbonamenti, che incidono pesantemente sui redditi di lavoratori dipendenti già così pesantemente colpiti dalla crisi.
Nel testo dell’interrogazione le senatrici scrivono che “da giorni sui treni Alta velocità in partenza da Napoli i pendolari sono costretti a subire ritardi o a vedere addirittura cancellati i propri convogli; che in particolare lunedì 27 ottobre i i treni delle 6,48 per Milano e delle 7,10 per Venezia sono partiti con un notevole ritardo; che a detta dei pendolari Trenitalia avrebbe senza alcun preavviso, limitato l’acquisto dei biglietti alle sole biglietterie tradizionali, cancellando la possibilità d’acquisto attraverso internet e attraverso le macchinette self service presenti in stazione, trovandosi solo una biglietteria, con due soli sportelli operativi, e una fila lunghissima e che per il timore di perdere il treno si sarebbero diretti verso i binari;che tale episodio si è concluso con un esposto all’autorità giudiziaria firmato da 36 viaggiatori per interruzione di pubblico servizio; che il gruppo Fs ha sostenuto che ciò sarebbe accaduto perché alcuni passeggeri volevano eludere i controlli del biglietto a terra e si è riservato, una volta identificati i passeggeri, di denunciare i responsabili del ritardo dei treni che sono partiti alle 7.26 ed alle 7.32; che i pendolari hanno registrato un aumento sensibile del costo dell’abbonamento; che dal 1 novembre entrerebbero in vigore i nuovi abbonamenti specifici per treni AV, ES* ed ES* City che si rilascerebbero per relazioni fino a 1000 Km sia in prima che in seconda classe, che avrebbero validità mensile solare (dal primo giorno del mese solare di riferimento fino all’ultimo giorno del mese stesso) e consentirebbero un numero illimitato di viaggi sulla relazione e sulla tipologia di treno prescelto. E che esisterebbe un nuovo abbonamento Eurostar al costo di 285/380 euro”.
Per questo le senatrici Carloni e Chiaromonte chiedono di sapere “e risponde al vero ciò che anche molti quotidiani hanno raccontato martedì 28 ottobre sui fatti verificatesi alla stazione di Napoli il 27 ottobre; quali misure intende adottare il Governo nei confronti del gruppo Fs per garantire sia la legalità sia il diritto alla mobilità e ad un servizio pubblico efficiente di tanti pendolari che devono raggiungere in orario i propri luoghi di lavoro; quali misure intende adottare il Governo per contrastare un aumento tanto rilevante delle tariffe degli abbonamenti, che incidono pesantemente sui redditi di lavoratori dipendenti già così pesantemente colpiti dalla crisi”.
E’ iniziato oggi alla casa circondariale di Bellizzi un viaggio nelle carceri della Campania della senatrice del Pd Anna Maria Carloni insieme a tante associazioni di volontariato, a partire dalla Comunità di S’Egidio sulle problematiche della detenzione femminile. “L’obiettivo – ha spiegato la Sen. Carloni - è quello di monitorare la condizione delle detenute, in particolare delle detenute madri, e verificare la costruzione di un iter legislativo per consentire la realizzazione di strutture familiari protette con l’utilizzo degli asili nido comunali gestite dagli enti locali e dai Comuni nelle quali far scontare la pena, garantendo sia il diritto ad un’infanzia piena, sia il diritto al rapporto tra le madri detenute e i figli.”
“Questa mattina – racconta Anna Maria Carloni – ci siamo recati al carcere di Bellizzi, diretto dalla Dott.ssa Mallardo, l’unico istituto penitenziario in tutto il Sud ad avere un asilo nido interno. Ero stata in quella struttura prima dell’indulto e già allora mi avevano colpito i volti di bambini piccolissimi che, senza alcuna colpa da espiare, vivevano con le loro madri dietro le sbarre e così percepivano e filtravano la realtà che li circonda. Oggi sono tornata, le detenute erano 16, ho incontrato in cella una sola bambina dolcissima, africana, detenuta insieme alla madre. L’altra volta i bambini erano di più e questo – sottolinea Carloni – è già un fatto positivo; l’indulto ha facilitato l’applicazione della legge Finocchiaro n. 40 del 2001 che prevede giustamente misure alternative al carcere per madri detenute ordinarie e i loro figli. Ma è evidente che non basta per salvaguardare l’infanzia, il diritto al sorriso di bambini innocenti e al rapporto con la madre, così come è previsto dalle convenzioni internazionali”.
Per questo – conclude la senatrice Carloni - condurrò una battaglia, insieme alle associazioni di volontariato che operano nel settore per definire e presentare un disegno di legge che preveda in questi casi la realizzazione di strutture familiari protette con l’utilizzo degli asili nido comunali per le madri detenute e per i bambini gestite dagli enti locali”.
"Sabato in piazza anche per dire che
'Democrazia è poter scegliere. No al voto in bianco. Sì alle
preferenze'". Lo affermano un gruppo di parlamentari del Pd che
ha deciso di caratterizzare la partecipazione al corteo di
sabato prossimo a Roma puntando l'attenzione sulla riforma
della legge elettorale per le europee. Porteranno in piazza,
accompagnati dalla banda musicale Borgognoni di Pistoia, la
protesta contro il porcellum in salsa europea. Tra gli aderenti
all'iniziativa i senatori Anna Maria Carloni, Silvia Della
Monica, Marina Magistrelli, Mauro Marino, Daniela Mazzuconi, Adriano Musi, Giovanni Procacci, Nino Randazzo, Paolo Rossi,Luciana Sbarbati, Marco Stradiotto, Luigi Zanda. I deputati:Giovanni Bachelet, Rosy Bindi, Francesco Boccia, AntonioBoccuzzi, Giovanni Burtone, Giulio Calvisi, Antonio Cuomo,Stefano Esposito, Maria Anna Madia, Margherita Miotto, GiusyServodio, Giacomo Portas, Roberto Zaccaria.
"Siamo convinti che il nostro dovere di parlamentari -
spiegano - sia quello di respingere, senza esitazioni o
reticenze, il tentativo di scippare ancora una volta gli
elettori del loro diritto di scelta". Per rappresentare
l'anonimato di chi viene eletto con le liste bloccate ci sarà
anche chi indosserà una maschera bianca sul viso.
(fonte AGI)
La commissione Bilancio del Senato sarà impegnata nei prossimi giorni nella conversione in legge del decreto 154 presentato dal ministro Gelmini che tra l’altro impone alla Regioni di effettuare entro novembre il piano di ridimensionamento della rete scolastica. I parametri di riferimento derivano dal Piano Gelmini (che non riforma ma taglia) che prevede un minimo di 500 alunni per autonomia scolastica e tra i 50 e i 100 alunni per ogni plesso scolastico. In Campania le scuole con meno di 500 alunni sono 386, di queste solo 94 nella provincia di Napoli, e molte di esse sono l’unica scuola operante in un territorio comunale. Il Piano tagli si traduce con la soppressione di queste scuole e in alcuni casi con Comuni che rimarrebbe totalmente privi di un’istituzione così importante. Inoltre occorre ricordare che a Napoli e in Campania esistono un gran numero di scuole che superano il parametro massimo di 900 alunni e, applicando i criteri del Piano Tagli Gelmini, tali scuole verrebbero divise in due o tre autonomie scolastiche. Il Piano Tagli rischia così di essere a saldo zero da un punto di vista economico mentre arreca gravi danni dal punto di vista sociale e carica di costi aggiuntivi gli enti locali(Ad esempio con il trasporto scolastico). Anche per questo motivo gli effetti del Piano Tagli Gelmini rischiano di essere devastanti, minando la scuola come istituzione profondamente radicata nei territori, fattore di identità e di futuro per le comunità. Contro questo piano il Pd in commissione Bilancio del Senato e poi in Aula darà battaglia, si opporrà e sarà impegnato in tutte le iniziative di mobilitazione che stanno crescendo nel Paese, e in particolare nella manifestazione nazionale del 25 ottobre che abbiamo promosso, per fermare un provvedimento disastroso per la scuola italiana.
Vi
Ho appreso con forte soddisfazione la risoluzione approvata oggi dal Parlamento Europeo che censura il provvedimento del governo italiano con il quale si stabilisce di prendere le impronte ai bambini Rom.
Il voto di Strasburgo è molto significativo perché dà voce ad un vasto movimento di opinione che in queste settimane, in molte città italiane, si era opposto al decreto Maroni; perché ristabilisce il profilo culturale nel quale vanno garantite politiche di integrazione multietnica e rappresenta un monito alle istituzioni e a quei cittadini che intendono rispondere al bisogno di sicurezza con culture e pratiche xenofobe, come è accaduto ancora nei giorni scorsi a Ponticelli.
La politica non può nutrirsi di pregiudizio! E' quello che abbiamo detto a Napoli, all'iniziativa promossa con la Comunità di Sant'Egidio e che oggi conferma anche l'Europa.
Per questo auspico che il governo italiano faccia un passo indietro, riconosca l'errore e receda dall'insistere su una norma così iniqua, sbagliata e discriminatoria.
Domani, giovedì 26 giugno, alle ore 17.30, a Napoli, presso la Sala S.Maria La Nova, iniziativa pubblica del Partito Democratico sul caso Rom, quando la politica si nutre di pregiudizi. Promuovono le senatrici Anna Maria Carloni e Franca Chiaromonte. Partecipa Gad Lerner e il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Moderano Benedetta Ferone e Mario Santangelo.
Sono previsti gli interventi di: Alfonso Andria, Teresa Armato, Luisa Bossa, Adriana Buffardi, Luisa Cavaliere, Paolo Ciani, Anna Cozzino, Isadora D’Aimmo, Rosetta D’Amelio, Lilly De Felice, Patrizio Di Pinto, Alessandro Filia, Federin Fox, Maria Fortuna Incostante, Carlo Luglio, Marco Perduca.
Domani, 18 giugno, ore 13.30, Sala delle Conferenze Stampa, Senato della Repubblica. Prevenire le nuove emergenze ambientali anche attraverso l'introduzione, nella scuola dell'obbligo, dell'insegnamento dell'educazione civica ambientale. E' questo l'obiettivo di un disegno di legge d'iniziativa della senatrice del Pd Anna Maria Carloni, che sarà illustrato in una conferenza stampa domani, mercoledì 18 giugno, alle ore 13.30, nella Sala delle Conferenze Stampa del Senato (ingresso da Piazza Madama). Oltre alla presentatrice del ddl, all’iniziativa interverranno, tra gli altri: i senatori Teresa Armato, Franca Chiaromonte, Alfonso Andria, Albertina Soliani (Pd), Diana De Feo (Pdl), l'assessore all'Istruzione del Comune di Napoli Gioia Rispoli, l'assessore all'Istruzione della Provincia di Napoli Angela Cortese e il presidente dell'associazione Verdecologista Carmine Attanasio.
Ciò che sta accadendo in queste ore nel quartiere Ponticelli a Napoli, con i roghi dei campi rom, è gravissimo e va condannato senza trovare alcuna giustificazione.
Il grave episodio che ha avuto risonanza su mass media nazionali, relativo al tentativo di rapimento di una bambina da parte di una giovanissima rom, non può in alcun modo motivare una risposta violenta verso un'intera comunità. Questa brutta pagina di guerriglia urbana è del tutto avulsa dallo spirito di accoglienza e di tolleranza che ha sempre caratterizzato l'anima e la storia di Napoli e richiede una seria riflessione della nostra città.
“Mi impegnerò per cambiare la legge 40 sulla procreazione assistita e presenterò, insieme con la collega Vittoria Franco, un disegno di legge e le nuove linee guida che non abbiamo avuto il tempo, nell'ultima legislatura, di modificare”. La senatrice del Pd Anna Maria Carloni è intervenuta questa mattina al convegno organizzato dall'Arsan sull'attività di procreazione medicalmente assistita alla luce della legge 40 e ha sottolineato la necessità di riprendere nella nuova legislatura la battaglia per modificare la legge. Un obiettivo atteso da tante donne, coppie ed operatori del settore. “Lo dimostra - ha ricordato Carloni - il crescente numero di coppie che vanno all'estero per ovviare ai divieti presenti nella legge, in particolare quelli che riguardano il congelamento degli embrioni e la fecondazione eterologa. Sono scelte che fanno crescere costi, stress fisico e psicologico, rischi per la salute. Tutto questo dovrebbe indurre il legislatore a rendere la normativa più accessibile, evitando di alzare ulteriori e dannosi steccati ideologici”. Per questo - ha concluso la senatrice Carloni - ripresenterò, insieme alla senatrice Franco, due disegni di legge: uno di riforma di tutta la normativa e l'altro che riguarda la possibilità di consentire l'accesso alla fecondazione assistita anche alle coppie portatrici di malattie genetiche.”
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