“Vorrei un terzo di donne come ho fatto nella Commissione Europea. Certo non è ancora la par condicio, che vuol dire 50 e 50, ma è un enorme passo avanti”. Così Romano Prodi, parlando a Terni ad una manifestazione dell'Ulivo, spiega che vorrebbe un terzo di donne in un suo eventuale governo.
Poi, sulle quote rosa aggiunge: “In passato ero contrario, ma mi sono reso conto che se vogliamo raggiungere i livelli dei Paesi del Nord Europa, abbiamo bisogno delle quote rosa in questa fase di passaggio. Se non obblighiamo questa parità uomo-donna bisognerà aspettare 80-90 anni, non meno. Nel frattempo ne abbiamo bisogno”.
Per Prodi “c’è un'abitudine sbagliata nella società italiana, ci sono ostacoli che sono di costume. Oggi le donne si laureano più degli uomini, hanno voti migliori, ma le differenze nel salario e nella carriera sono enormi. Le donne fanno carriera solo dove c' è un concorso pubblico anonimo e trasparente. Un terzo di donne in tutti i livelli di carriera è un punto che deve essere posto nell'elenco delle priorità”.
(Delt@ Anno IV, n. 67 del 28 marzo 2006)
Una marcia silenziosa per dire no alla camorra ha attraversato stamattina il centro storico di Napoli: oggi si ricorda Annalisa Durante, la quattordicenne uccisa durante un agguato della camorra, a Forcella due anni fa. Annalisa si trovava davanti al portone della propria abitazione, quando fini' sotto i colpi di arma da fuoco destinati al ventenne Salvatore Giuliano, rampollo del clan del rione, che la utilizzo' come scudo evitando cosi' di morire.
Un delitto che ha segnato profondamente la citta' e il quartiere: quello in cui qualcuno ha stracciato i manifesti che annunciavano la manifestazione, nei giorni scorsi; e dove oggi qualcun altro pero' si affaccia al balcone. Migliaia di persone in corteo - da piazza San Francesco a piazza del Gesu' - arrivano in via Vicaria Vecchia. Su quel tratto di strada insanguinato, il corteo si ferma: prima per ricordare, in silenzio, poi per applaudire, provando a calmare papa' Giovanni, in lacrime. Qualcuno si affaccia al balcone, richiamato dalla folla: sono ancora in pochi ad affacciarsi, dice qualcuno; bene che ci siano, commentano invece altri.
Alla testa del corteo don Luigi Merola, parroco di Forcella, il presidente dell'associazione ''Annalisa Durante'', Maurizio Marino. Forte la presenza delle istituzioni: gli assessori regionali Corrado Gabriele, Andrea Abbamonte, Rosetta d'Amelio, Angelo Montemarano; gli assessori comunali Raffaele Tecce, Nicola Oddati, Roberto De Masi; il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Squame, il vicepresidente della Provincia di Napoli, Antonio Pugliese; gli assessori provinciali Angela Cortese, Guglielmo Allodi e Francesco Borrelli. Ci sono anche Anna Maria Carloni, Giuseppe Gambale della commissione antimafia, don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza di 'Libera', Vincenzo Castaldi, padre di Paolo vittima con Gigi Sequino in un agguato avvenuto a Pianura il 10 agosto 2000, e il calciatore azzurro Tommaso Romito.
(ANSA)
Presentare subito un disegno di legge che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e che applichi l'articolo 51 della Costituzione secondo il quale deve essere garantita la rappresentanza paritaria fra i sessi. Questo il primo impegno che apre il 'Patto di reciprocità’ tra Emily e le candidate alle prossime elezioni politiche sottoscritto questa mattina a Napoli da candidate dell'Unione in Campania.
Il documento è stato introdotto da Argia Albanese, vicepresidente di Emily Napoli che lo ha presentato come una "carta di impegni precisi che contengono valori fondanti per il Paese alla base del patto di cittadinanza". Tredici articoli per una nuova legge elettorale, il riequilibrio della rappresentanza tra donne e uomini e la pubblicità delle fonti di finanziamento della politica. Segue un blocco di articoli dedicato ad una "Politica esigente nel rispetto dei valori dei cittadini e delle cittadine": per la pace, contro la guerra e il terrorismo, contro le disuguaglianze e per il riconoscimento delle identità differenti, per la cura delle persone degli animali e dell'ambiente, contro la pena di morte in tutto il mondo.
La carta si conclude con il paragrafo dedicato alla "Politica cosciente dei suoi limiti e delle sue responsabilità": per un etica delle sfera pubblica e non di Stato e per la promozione di un'economia fondata sullo sviluppo sostenibile su un nuovo welfare e sulla cura dei beni comuni e contro i condoni. Alla firma del patto erano presenti, con la presidente dell'associazione napoletana Anna Maria Carloni, le tre assessore regionali: Rosa D'Amelio, Teresa Armato, Gabriella Cundari.
''Oscuramento mediatico di candidate e giornaliste'': e' questa l'accusa lanciata alle reti tv dalla fondazione Bellisario, secondo la cui ricerca ''nel periodo clou della campagna elettorale le donne hanno occupato la misera quota del 6,8% di presenze televisive contro il 93,2% dei colleghi di partito.
I dati parlano chiaro: a oggi, 333 uomini politici hanno parlato per piu' di 150 ore mentre solo 70 candidate sono state presenti in video per meno di 11 ore''. La 'Bellisario' parla di ''discriminazione, che dalle politiche si estende alle giornaliste: il 79% dei conduttori di programmi politici infatti sono uomini, solo il 21% donne. Questi dati 'bulgari' sono a dir poco allarmanti -denuncia la presidente della fondazione Lella Golfo- ed esigono un intervento immediato''. Su 33 trasmissioni che, da gennaio a oggi, hanno ospitato i politici, i conduttori sono stati 22 a fronte di 6 conduttrici.
Per quanto riguarda le presenze politiche femminili in tv -sempre secondo i dati forniti dalla fondazione Bellisario- Emma Bonino e' stata la piu' presente, seguita nell'ordine da Daniela Santanche', Livia Turco, Angela Finocchiaro, Giovanna Melandri, Jole Santelli, Rosy Bindi, Margherita Boniver e Luciana Sbarbati. Gli argomenti trattati? In testa le 'quote rosa' in Parlamento; quindi famiglia, maternita', aborto, elezioni, chiesa e laicita', coppie di fatto.
(fonte: Adnkronos)
Si chiama 'Patto di reciprocita'' quello che l'Associazione Emily propone alle candidate donne in Campania in queste elezioni politiche.
Si tratta di una Carta degli impegni che le donne delle associazioni Emily presenti in Campania propongono alle candidate, in ragione del sostegno che l'associazione offrira' alla loro campagna elettorale e in seguito. L'iniziativa sara' presentata a Napoli lunedi' prossimo da Anna Maria Carloni, presidente di Emily, candidata al Senato nella lista dei Ds e dalle altre candidate che firmeranno il patto.
'Emily' - si legge in una nota - sostiene direttamente le donne candidate, offre loro un contributo in soldi, forme di assistenza alla loro campagna elettorale e soprattutto il sostegno della nostra rete di donne, singole socie e associazioni con cui ci impegniamo per partecipare attivamente alla vita democratica''.
Tra le iniziative a sostegno delle candidate ci sara', sempre lunedi' al teatro Augusteo, lo spettacolo teatrale ''L'Ereditiera'' di Annibale Ruccello e Lello Guida con la regia di Arturo Cirillo. L'iniziativa servira' a raccogliere fondi per sostenere la campagna elettorale delle candidate dei partiti delL'Unione.
Saranno presenti allo spettacolo teatrale le candidate dei partiti dell'Unione che hanno sottoscritto il Patto, la presidente di Emily in Italia Franca Chiaromonte, la presidente di Emily Napoli Anna Maria Carloni e la socia fondatrice di Emily in Italia Giovanna Melandri.
"E' un film sul cinema; e' un film d'amore; e' un film sull'Italia di oggi". Cosi' Nanni Moretti, regista del film 'Il Caimano' definisce il suo lavoro dai microfoni di "la Repubblica Radio" e aggiunge di stupirsi che "molte persone si aspettassero da me un film di propaganda".
"Alcuni - continua - temevano questa scelta, altri si auguravano questa scelta". Moretti sottolinea che a lui non interessa fare cose di questo genere. "C'e' un clima - dice - sovraeccitato attorno a questo film, non mi aspettavo cosi' tanto. Io spero che le persone vadano a vedere un film, il mio film, interpretato da attori bravissimi". Nella pellicola - chiede la giornalista - si dice che Berlusconi ha gia' vinto le elezioni perche' "ha cambiato le nostre teste". "Il personaggio che da il titolo a questo film - risponde il regista - lascia dietro di se macerie e queste macerie sono culturali, politiche, istituzionali, costituzionali, etiche e psicologiche. Venti o trenta anni fa gli elettori democristiani o comunisti si parlavano tra loro. Da qualche anno questo Paese e' spezzato in due e manca il dialogo".
Alla domanda se ci sia stato un calcolo preciso per far uscire il film in concomitanza con le elezioni Nanni Moretti ha risposto che e' assolutamente casuale. "Un anno e mezzo fa ho detto che stavo lavorando ad un nuovo film che sarebbe uscito nel marzo 2006. I tempi della politica e del cinema sono diversi" la contemporaneita' "e' solo un caso". "Penso – ha concluso il regista - che da diversi mesi la stragrande maggioranza degli elettori sa per chi votare e assolutamente non deve essere un film a condizionarli".
(fonte: AGI)
Le donne guadagnano circa il 30% in meno dei loro colleghi: lo conferma una ricerca condotta da tre istituti europei, Msm per la Francia, Icsa e Labor per la Spagna, l'Od&M per l'Italia.
Donne in carriera o impiegate, operaie o dirigenti nella loro busta paga trovano un riconoscimento lavorativo inferiore e questo si verifica in ogni paese, con punte di eccedenza in Italia dove nel 2005, un dirigente medio ha avuto una retribuzione lorda annua di 94 mila euro, contro 86 mila della collega; nei quadri 48 mila euro ai lavoratori, 46 mila alle lavoratrici; tra gli impiegati dai 26 mila ai maschi alle 23 mila annui alle donne; tra gli operai dai quasi 21 mila ai quasi 20 mila. Il gap è anche territoriale: nel Nord-Ovest ad esempio, le donne guadagnano un pò di più, ma anche questo dato è legato al tipo di settore: nell’industria le differenze sono meno rilevanti, mentre aumentano nel commercio, turismo, servizi.
Inoltre nei paesi dove l’occupazione femminile è più scarsa si hanno maggiori differenze salariali così come le difficoltà per le donne a collocarsi ai vertici: infatti sul 30% in meno pesa anche la minor frequenza delle donne che lavorano fuori casa: il 45,1%, la quota più bassa nell'Europa. Inoltre, in Italia solo il 9,6% dei dirigenti è donna, così come il 17,2% dei quadri; le dirigenti italiane guadagnano l'8,6% meno dei colleghi; nelle donne "quadro" la differenza di riduce al 3,7%, per risalire tra gli impiegati al 12,3%, e limitarsi al 5,25% nella categoria operai.
Al di là delle differenze di sesso, risulta comunque che è stato il potere di acquisto di intere categorie a cedere il passo. Fra il 2001 e il 2005, se il reddito reale di dirigenti e quadri è più o meno riuscito a difendersi dall'inflazione e quello degli operai è rimasto fermo, fra gli impiegati (dove le donne sono più rappresentate che altrove) il costo della vita ha fatto segnare un netto meno 5,8 per cento. Peggio di tutti è andata ai giovani laureati: quelli con una esperienza lavorativa fra i 3 e i 5 anni, dal 2001 ad oggi, hanno visto crollare il loro reddito reale del 14,6 per cento.
(da Delt@ Anno IV, n. 62 del 22 marzo 2006)
“Vogliamo un partito nuovo, che sappia guardare al futuro con i nostri occhi valorizzando le nostre storie, le nostre culture. Un partito capace di valorizzare il meglio della storia della nostra democrazia ma anche di costruire una storia nuova, liberando le risorse inespresse di un paese che deve innovare per vincere le sfide che il nuovo secolo ci impone di affrontare”.
E’ quanto si legge in “Donne per il partito democratico”, manifesto sottoscritto da esponenti dell’Ulivo e da numerose donne impegnate in vari ambiti, nell’impresa, nelle professioni, nelle amministrazioni pubbliche, nelle associazioni, e negli altri segmenti della società civile che vedono nella costruzione del Partito Democratico uno strumento per innovare la politica attraverso un maggiore coinvolgimento delle donne.
Prime firmatarie del progetto, Linda Lanzillotta (Margherita), Giovanna Melandri (Ds), Anna Finocchiaro (Ds), Anna Maria Carloni (Ds- Associazione Emily), Teresa Armato (Assessore Regione Campania), Cristina De Luca (Margherita), Fiorella Farinelli (Margherita), Silvia Costa (Assessore Regione Lazio), Rosy Barretta (Imprenditrice), Ludina Barzini (Giornalista), Marida Dentamaro (Professore universitario), Fiorella Kostoris (Professore universitario).
L’intento è quello di rendere le donne sempre più protagoniste dei cambiamenti che la società può raggiungere anche grazie alla loro partecipazione, alla condivisione di idee e all’apporto di competenze che ogni ambito e ogni professione possono a dare alla politica. “Nelle università e nei centri di ricerca, nelle scuole e nell’industria, nella finanza e nella comunicazione, in tutti i settori della vita civile ed economica – si legge nel documento - le competenze femminili possono essere la chiave decisiva per aprire le porte del nuovo e liberarsi di vecchi pesi e antiche barriere, che spesso servono solo a mantenere rendite di posizione e privilegi a danno delle donne . Vogliamo che questo succeda anche nella politica, con una presenza effettiva ed efficace delle donne nel partito democratico e nella vita politica del nostro paese. Per il bene, e per il benessere, dell’Italia”.
Per aderire al progetto, scrivete all’indirizzo: donneperilpd@libero.it
Hanno già aderito: Anna Muscardin, Argia Albanese, Insegnante, membro della direzione nazionale della Margherita, Rosanna Romano, Dir. Caritas, dirigente settore fasce deboli della Regione Campania, Eleonora Cavallaio, Presidente ACLI Napoli, Fiorella Giraci, Presidente Commissione Regionale P.O., Alessandra Bocchino, Imprenditrice settore informatico, Antonella Nori, Stefania Martorelli, giornalista, Annamaria Granatello, Roma Europa Festival, Franca D’Urbano, dirigente PCM, Luciana D’Ambrosio, Cristina Dell’Aquila, ricercatrice, Sonia Levstik, dirigente statale, Raffaella Alibrandi, imprenditrice, Monique Veaute, direttrice Roma Europa Festival, Barbara Federici, Bernadette Carranza, produttrice cinematografica, Giulia Danieli, Daniela Mauri, ricercatrice, Marina Viro, attrice, Gerini Claudia, attrice, Laurence Martini, Chiara Clementi, Domenica Mazza, M. Concetta Olivieri, Anna Boccaccio, Antonella Sabrina Florio, imprenditrice, Giovanna Talocci, designer, Samantha Denning, Paola Andreozzi, Microsoft Italia, Roberta Cocco, Microsoft Italia, Paola Zampini, giornalista, Sabrina Belmonte, Marinella Di Tommaso, Irene Fiore, Mirella Serri, giornalista e professore universitario, Antonella Di Martino, Anna Riannetti, Flavia Weisghizzi, Stefania De Matteo, Alari Lyda, Federica Pintaldi, M.Teresa Pizzetti, Barbieri Alessandra, Martin Laurence, Cynthia Orlandi, Belli Laura, Bruno Terry, Bruscolini Elisabetta, Mariolina Bulleri Palma, Francesca Calissoni, Cristina Corazza, Laura Cortese, Nicoletta Ercole, Donatella Francucci, Maria Cristina Mancini, Barbara Manto, Raffaella Ottaviani, Micaela Pallini, Teresa Purificato, Silvana Rizzo, Marlene Schlett, Elena Sciliberto, Ilene Steingut, Silvana Suppa, M.Teresa Telara, Daniela Valentini, Grazia Volpi, Valeria Termini, professore universitario
(da Delt@ Anno IV, n. 62 del 22 marzo 2006)
Si terrà oggi a Torino l'Undicesima edizione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Organizzata dall'associazione Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, la manifestazione sarà ancora una volta l'occasione per "ribadire la solidarietà nazionale sulla questione della lotta alle mafie, e per rendere tanto più tangibile il filo che lega tutti i territori italiani nella memoria, nell'impegno e nella elaborazione di una cultura della legalità". Unico slogan dell'iniziativa sarà "Non c’è legalità senza qualità".
Dove con "qualità" gli organizzatori si riferiscono a "qualità del lavoro qualità della politica qualità dell’economia, qualità dell’ambiente, qualità della scuola, qualità urbana, qualità dell’assistenza". Durante il corteo, i manifestanti faranno sventolare oltre settecento bandiere colorate: ognuna porterà il nome di una vittima della mafia con le parole del procuratore generale Giancarlo Caselli "Li hanno uccisi perchè non siamo stati abbastanza vivi".
Alla manifestazione hanno già aderito molti familiari delle vittime delle mafie: per la prima volta sfileranno tutti insieme, accompagnati da delegazioni di studenti provenienti da tutta Italia. "Torino - ha detto don Ciotti, presidente di Libera - è pronta ad accogliere queste famiglie. Arrivano carichi di ferite che non sono risanabili. E insieme ricorderemo tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Non basta la solidarietà, ci vuole la corresponsabilità".
"Il 21 marzo ricordiamo chi è morto, chi ha sacrificato la vita nell'interesse di tutti - ha detto il procuratore generale Giancarlo Caselli - ma è anche la giornata dell'impegno sul terreno della legalità e della giustizia. L'antimafia della repressione spetta alle forze dell'ordine, ma ci vuole un'antimafia dei diritti. C'è una responsabilità della società civile che deve organizzarsi e Libera è una forma particolarmente incisiva di organizzazione". Il consiglio regionale piemontese interromperà la seduta mattutina per consentire ai consiglieri di partecipare alla manifestazione. E poi, una legge regionale, proposta dal presidente Davide Gariglio, istituzionalizzerà la Giornata della memoria, con iniziative di educazione nelle scuole e forme di assistenza per le vittime della mafia.
Intanto, da oggi su tutti i canali Rai andrà in onda per dieci giorni uno spot, girato dai ragazzi di Libera. Per maggiori informazioni: www.libera.it
Se il trend degli ultimi tre anni sarà confermato, entro il 2007 la maggioranza dei navigatori on line sarà donna. E' quanto rivela una ricerca della European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta su un campione di 7000 donne in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, paesi Nordici, Belgio ed Olanda.
A preferire sempre più internet agli altri media sono sopratutto ragazzine, giovani professioniste e mamme.
Nel 2005, secondo la ricerca, il 41% delle europee ha trascorso su internet 9,3 ore a settimana, con un incremento del 63% rispetto al 2003; gli uomini trascorrono ancora più tempo, 11 ore, ma l'incremento nello stesso lasso di tempo è stato inferiore, 'solo' del 54%.
Il web sta quindi diventando il media preferito dalle donne. Già le europee dedicano decisamente più tempo al web che non a quotidiani e riviste (9,3 ore a settimana contro le 5,2 per i quotidiani e 4,3 per i magazine) ed anche se le ore trascorse davanti alla tv (16 a settimana) o ascoltando la radio (14), sono di più delle 9,3 passate sul web, il consumo di tutti questi media è in calo, mentre quello di internet ha un clamoroso segno più.
Ma la vera notizia contenuta nel rapporto è che le prime a tagliare il traguardo potrebbero essere proprio le italiane. Infatti, se con le nostre 7,9 ore settimanali sul web siamo sotto la media europea delle 9,3 ore, a distanziarci dai nostri uomini c'é meno di un'ora contro le oltre due di Germania e Francia, circa un'ora e mezza di paesi nordici e Gran Bretagna, più d'un'ora della Spagna.
Sul web le europee utilizzano i motori di ricerca (82%), i siti di viaggi (57%), l'email (49%), le news (43%), scaricano musica ed utilizzano i blog. Il trend di crescita dell'ultimo triennio mette in testa le aste on line, lo shopping, le banche. "Molto dipende dalla diffusione della banda larga - spiega Michael Kleindl, presidente di Eiaa -, tre anni fa il 48% delle europee non sapeva neanche dire se aveva o no un collegamento broadband, oggi quella percentuale si è ridotta al 5%".
Ma chi sono queste navigatrici all'assalto del web? Ovviamente sono soprattutto le giovanissime, il 74% ha tra i 16 ed i 24 anni, ma poi seguono le giovani professioniste la cui presenza è più che duplicata dal 2003 e, sorpresa, le mamme con figli piccoli che utilizzano il web con una frequenza superiore del 14% rispetto alla media femminile europea.
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