Franco Marini viene eletto venticinquesimo Presidente del Senato della Repubblica con 165 voti, tre in piu' del quorum (162). Al suo tenace avversario, Giulio Andreotti, che applaude alla fine insieme a tutto il Polo, vanno 156 voti. Una sola scheda bianca e nessuna scheda contestata dopo il carosello "creativo" di ieri.
"Saro' super partes, saro' il presidente di tutto il Senato", ha detto Franco Marini nel discorso di insediamento dove per prima cosa ha rivolto un "pensiero commosso alle vittime dell'attentato che l'altro ieri ha colpito i nostri militari del contingente a Nassiriya". Franco Marini ha sottolineato ancora: "saro' il presidente di tutto il Senato e in un dialogo fermo e mai abbandonato saro' il presidente di tutti voi con grande attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e per quelle dell'opposizione, come deve essere in una vera democrazia bipolare, che io credo di aver modestamente contribuito, anche con il mio apporto, a realizzare nel nostro paese. Una democrazia salda e robusta come sono salde e robuste le nostre istituzioni".
Ricerca del dialogo, sviluppo, coesione sociale, i temi da ex ministro del lavoro e da ex segretario generale della Cisl sui quali Marini si e' brevemente soffermato nel suo discorso di insediamento. Un saluto ed un omaggio al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, "garante supremo della costituzione"; un omaggio ai senatori a vita che con le loro attivita' hanno illustrato l'Italia nel mondo, un caro saluto al presidente Marcello Pera che lo ha preceduto nella legislatura appena finita sulla poltrona piu' alta del Senato. Un lungo applauso a Marcello Pera e' stato tributato dall'intera assemblea e Pera si e' commosso. Franco Marini ha anche voluto ringraziare "tutti coloro che mi hanno dato il loro consenso, ma anche quanti hanno votato per il presidente Andreotti. Guardando ai fatti sono stato eletto dalla maggioranza politica che ha vinto le elezioni, ma saro' il presidente di tutto il Senato, con grande attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e dell'opposizione nel rispetto della democrazia popolare. Il 9 e il 10 aprile oltre 38 milioni di italiani hanno votato con una partecipazione eccezionale. La nostra e' una democrazia forte e salda. Le stesse forze politiche sono oggi chiamate a svolgere il loro compito con impegno. Le sfide che ci troveremo ad affrontare chiedono grande efficienza al nostro lavoro".
(AGI, 29 aprile 2006)
Il leader di Rifondazione Comunista, al quarto scrutinio, ha ottenuto 337 voti: il quorum richiesto, pari alla maggioranza assoluta dei votanti, era di 305, in quanto hanno votato 609 deputati. A sorpresa Massimo D'Alema ha ottenuto 100 preferenze, mentre le schede bianche sono state 144.
Bertinotti, visibilmente emozionato tanto da sbagliare il nome di Ciampi, chiamandolo per un momento 'Carlo Aurelio', anziche' Azeglio, ha dedicato a caldo la sua vittoria "alle operaie e agli operai". E nel suo discorso di insediamento, letto in piedi dallo scranno piu' alto di Montecitorio, ha chiesto che "prevalgano confronto e dialogo", ha richiamato il 25 aprile e la Resistenza, citando Piero Calamandrei e Marzabotto, ha ricordato l'avversione "alla guerra e al terrorismo" contenuta nella Costituzione, e ha ricevuto un lungo applauso da parte dei deputati in piedi, quando ha invitato a "piangere tutti insieme i soldati italiani uccisi a Nassiriya".
Al termine dell'intervento, un abbraccio con il presidente uscente, Pier Ferdinando Casini, prima di riaggiornare la seduta a giovedi prossimo per l'elezione dell' ufficio di presidenza. Unanime da sinistra il plauso al segretario del Prc e il richiamo all'unita' della coalizione: Per Romano Prodi l'elezione di Bertinotti "dimostra la forza e la solidita' del centrosinistra", e il suo discorso "e' stato di grande apertura e di grande respiro sia sulle radici del nostro passato sia sul futuro del Paese". Secondo il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, e' stato "un risultato che ha reso giustizia su tutte le analisi sulle divisioni, e' quasi il pieno dei voti del centrosinistra con il quorum ampiamente superato. Mi sembra che siamo partiti", "e' cominciata questa impegnativa legislatura". Il presidente della Quercia riconosce che "la partenza e' in salita, ma dopo che si e' arrivati ad una certa quota, poi si scende". "Questa legislatura inizia con una prova di compattezza e solidita' della maggioranza alla Camera - e' il commento di Francesco Rutelli - e' l'inizio col piede giusto di una legislatura che sara' sicuramente difficile perche' dobbiamo affrontare i problemi economici e sociali".
(AGI, 29 aprile 2006)
Sono 40 le senatrici elette nelle ultime consultazioni politiche. Un dato in crescita sensibile, rispetto alle 24 della scorsa legislatura. Il partito con la maggiore rappresentanza femminile è quello dei Democratici di Sinistra: 13 senatrici su un totale di 64 senatori eletti, +6 rispetto alla vecchia legislatura. A livello percentuale, è invece Rifondazione Comunista il partito più rosa. Con 9 senatrici su un totale di 27 eletti, Prc si attesta su una rappresentanza femminile del 30%, in linea con la media europea. Un risultato ancora più significativo, se si pensa che alle scorse elezioni non fu eletta nessuna donna al Senato tra le candidate delle liste di Rifondazione. La coalizione di centrosinistra conta anche da 5 senatrici elette tra le fila della Margherita (+2 rispetto al 2001), 3 dei Verdi-PdCI, una dell'Italia dei Valori (Franca Rame), nessuna per l'Udeur. Solo 4, invece, le elette certe nello schieramento della Casa della Libertà, di cui 3 con Forza Italia e 1 con Alleanza Nazionale. La Lega rimane a zero senatrici, mentre l'Udc potrebbe averne una, Sandra Monacelli, salva l'opzione di Rocco Buttiglione, capolista in Umbria.
Sette deputate e due senatrici: è questo il risultato delle ultime consultazioni politiche nei collegi di Campania 1 e Campania 2. La situazione è migliore per la Camera dei Deputati, dove tra le elette figurano: Maria Fortuna Incostante, Franca Chiaromonte e Rosa Suppa per l'Ulivo, Emma Bonino (Rosa nel Pugno), Giuseppina Castiello e Giulia Cosenza per (An), Maria Rosaria Carfagna (Forza Italia). Nessuna eletta, invece, nelle liste di Campania 1 e 2 di Prc, Idv, PdCI, Udeur, Verdi, Udc, e Dc-Nuovo Psi. Sono solo due su trenta le donne elette al Senato della Repubblica nella circoscrizione della Campania: Anna Maria Carloni, nella lista dei Democratici di Sinistra, e Olimpia Vano di Rifondazione Comunista.
La proposta dell’associazione Donne Venete: una piattaforma femminile per il partito democratico "Dopo la vittoria di Romano Prodi e dell'Ulivo occorre riprendere con forza un'azione politica delle donne dell'Ulivo e per costituire una piattaforma femminile per il partito democratico nel centrosinistra". Questa la proposta di una associazione veneta di donne per il Partito Democratico lanciata oggi da Franca Bimbi, rieletta parlamentare della Margherita.
La proposta viene rivolta, ha detto Bimbi, 'a tutte quelle cittadine dell'Ulivo e anche donne di centrosinistra in generale, che pensano che sia l'ora di smetterla di parlare solo di quote, ma di renderci attive per una piattaforma delle donne per il governo del Paese, e per affrontare i problemi delle piu' giovani, dal lavoro alla sessualita' alla maternita', delle donne di mezza eta', che hanno il carico dei figli e anche degli anziani e che devono far quadrare i bilanci familiari, delle donne anziane che sono le piu' povere fra i poveri". "Dunque- prosegue Bimbi- apriamo un percorso delle donne per il partito democratico affrontando in maniera più concreta le necessità del paese al femminile. In questo modo ci faremo carico responsabilmente delle esigenze di tutti a cominciare dai piu' deboli e forse troveremo il modo di farci capire anche da chi non ci ha capito. Per questo- conclude Bimbi- partiremo dal Veneto costituendo l'associazione 'Donne per il partito democratico'".
(Delt@ Anno IV, n. 79 dell’11 aprile 2006)
Aumentano, anche se di misura, alla Camera e sfiorano il raddoppio al Senato. La XV esima legislatura si tinge di rosa, anche se il parere di molti è che si possa fare decisamente meglio. A lla Camera, considerando le opzioni - molte ancora in corso - le deputate passano da 71 a 78, a Palazzo Madama le senatrici da 24 a 40.
Nella passata legislatura erano 71 le deputate elette, di cui 7 tra i 30 e i 39 anni, 22 tra i 40 e i 49, 32 tra i 50 e i 59, 10 dai 60 e oltre. In attesa che gli uffici di Montecitorio rielaborino in statistica i numeri delle nuove deputate, è possibile comunque tracciare un quadro partito per partito. Aumentano sensibilmente le deputate di An, da 3 a 8: la previsione è che siano in realtà 9, contando anche l'elezione di Daniela Santanché, legata alla rinuncia di Gianfranco Fini capolista in Lombardia 3. Invariate le deputate di Forza Italia, sempre 13, nel cui gruppo ci sono alcune riconferme importanti (Margherita Boniver, Maria Teresa Armosino, Isabella Bertolini, Grabriella Carlucci) e altrettanto note nwe entry (Manuela Di Centa ed Elisabetta Gardini). Ferme anche Lega e Udc, con due deputate a testa.Confermata per il Carroccio Carolina Lussana, mentre al posto di Francesca Martini entra Paola Goisis. Per i centristi resta Erminia Mazzoni e, al posto di Anna Maria Leone, combattiva vice presidente della Commissione Affari sociali, nota alle cronache durante l'indagine sull'aborto, entra Luisa Santolini.
Aumentano anche le deputate elette nelle fila dell'Ulivo. La scorsa legislatura i Ds ne avevano 33, la Margherita 5. Oggi sono in tutto 41, di cui 23 nuove. Tra le confermate per la Quercia Giovanna Melandri, Marina Sereni, Gloria Buffo, Barbara Pollastrini, Katia Zanotti. Per la Margherita, Rosi Bindi, Franca Bimbi, Dorina Bianchi, ex Udc. Livia Turco e Anna Finocchiaro passano invece al Senato. In pari Rifondazione, con sei deputate, tra cui le nuove Mercedes Lourdes e, rigorosamente in quota rosa, Vladimir Luxuria. Rielette Titti De Simone, Graziella Mascia e, salvo opzione di Fausto Bertinotti capolista nel Lazio 2, considerata certa, anche Elettra Deiana. Tiziana Valpiana passa invece al Senato. Nelle fila rosa anche Emma Bonino, neo eletta con la Rosa nel pugno. I Verdi, uscenti con due deputate, potrebbero trovarsene una sola: è dato infatti per certo l'ingresso di Grazia Francescato nonostante l'opzione di Pecoraro Scanio, un po' meno quella di Luana Zanella e Tana De Zulueta. Stessa situazione per i Comunisti italiani, che da tre deputate potrebbero trovarsene due, Katia Belillo e la nuova Rosalba Cesini, coordinatrice della segreteria.
Nessuna presenza femminile invece nelle fila dell'Italia dei Valori e dell'Udeur.
(Delt@ Anno IV, n. 81 del 13 aprile 2006)
Aumentano, anche se di misura, alla Camera e sfiorano il raddoppio al Senato. La XV esima legislatura si tinge di rosa, anche se il parere di molti è che si possa fare decisamente meglio.
Alla Camera, considerando le opzioni - molte ancora in corso - le deputate passano da 71 a 78, a Palazzo Madama le senatrici da 24 a 40. Nella passata legislatura erano 71 le deputate elette, di cui 7 tra i 30 e i 39 anni, 22 tra i 40 e i 49, 32 tra i 50 e i 59, 10 dai 60 e oltre. In attesa che gli uffici di Montecitorio rielaborino in statistica i numeri delle nuove deputate, è possibile comunque tracciare un quadro partito per partito. Aumentano sensibilmente le deputate di An, da 3 a 8: la previsione è che siano in realtà 9, contando anche l'elezione di Daniela Santanché, legata alla rinuncia di Gianfranco Fini capolista in Lombardia 3.
Invariate le deputate di Forza Italia, sempre 13, nel cui gruppo ci sono alcune riconferme importanti (Margherita Boniver, Maria Teresa Armosino, Isabella Bertolini, Grabriella Carlucci) e altrettanto note nwe entry (Manuela Di Centa ed Elisabetta Gardini). Ferme anche Lega e Udc, con due deputate a testa.Confermata per il Carroccio Carolina Lussana, mentre al posto di Francesca Martini entra Paola Goisis. Per i centristi resta Erminia Mazzoni e, al posto di Anna Maria Leone, combattiva vice presidente della Commissione Affari sociali, nota alle cronache durante l'indagine sull'aborto, entra Luisa Santolini.
Aumentano anche le deputate elette nelle fila dell'Ulivo. La scorsa legislatura i Ds ne avevano 33, la Margherita 5. Oggi sono in tutto 41, di cui 23 nuove. Tra le confermate per la Quercia Giovanna Melandri, Marina Sereni, Gloria Buffo, Barbara Pollastrini, Katia Zanotti. Per la Margherita, Rosi Bindi, Franca Bimbi, Dorina Bianchi, ex Udc. Livia Turco e Anna Finocchiaro passano invece al Senato. In pari Rifondazione, con sei deputate, tra cui le nuove Mercedes Lourdes e, rigorosamente in quota rosa, Vladimir Luxuria. Rielette Titti De Simone, Graziella Mascia e, salvo opzione di Fausto Bertinotti capolista nel Lazio 2, considerata certa, anche Elettra Deiana. Tiziana Valpiana passa invece al Senato.
Nelle fila rosa anche Emma Bonino, neo eletta con la Rosa nel pugno. I Verdi, uscenti con due deputate, potrebbero trovarsene una sola: è dato infatti per certo l'ingresso di Grazia Francescato nonostante l'opzione di Pecoraro Scanio, un po' meno quella di Luana Zanella e Tana De Zulueta. Stessa situazione per i Comunisti italiani, che da tre deputate potrebbero trovarsene due, Katia Belillo e la nuova Rosalba Cesini, coordinatrice della segreteria. Nessuna presenza femminile invece nelle fila dell'Italia dei Valori e dell'Udeur.
(Delt@ Anno IV, n. 81 del 13 aprile 2006)
(L'elenco dei deputati eletti comprende anche i nomi dei primi non eletti che potrebbero rientrare in casi di rinuncia)
COLLEGIO CAMPANIA 1 Diciannove seggi all'Unione e quattordici alla Cdl
CENTROSINISTRA L'Ulivo (11 seggi): Romano Prodi, Massimo D'Alema, Riccardo Villari, Maria Fortuna Incostante, Gerardo Bianco, Umberto Ranieri, Donato Mosella, Riccardo Marone, Domenico Tuccillo, Fulvio Tessitore, Paolo Afronti ( Primo e secondo dei non eletti: Arturo Scotto, Bruno Cesario) Rifondazione Comunista (3 seggi): Fausto Bertinotti, Giuseppe De Cristofaro, Gian Luigi Pergolo (Primo dei non eletti: Salvatore Iacomino) Di Pietro - Italia dei valori (1 seggio) Antonio Di Pietro (Primo dei non eletti: Giuseppe Ossorio) Comunisti Italiani (1 seggio) Oliviero Diliberto (Primo dei non eletti: Nicola Tranfaglia) Udeur - Popolari (1 seggio) Michele Pisacane (Primo dei non eletti: Sergio Iannuccilli) Federazione dei Verdi (1 seggio) Alfonso Pecoraro Scanio (Primo e secondo dei non eletti: Grazia Francescato, Tommaso Pellegrino) Rosa nel Pugno (1 seggio) Emma Bonino (Primi dei non eletti: Enrico Boselli, Roberto Villetti)
ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 9-10 APRILE 2006 REGIONE CAMPANIA (voti - percentuale - seggi)
COLLEGIO CAMPANIA 1 (totale votanti = 1.808.952 - Seggi spettanti alla circoscrizione = 33) PRODI ROMANO L'ULIVO 530.611 - (29,332 %) - 11 RIF.COM. 129.929 - (7,182 % ) - 3 U.D.EUR POPOLARI 62.134 - (3,434 %) - 1 FED.DEI VERDI 59.550 - (3,291 %) - 1 LA ROSA NEL PUGNO 46.296 - (2,559 %) - 1 DI PIETRO IT. VALORI 53.539 - (2,959 %) - 1 COMUNISTI ITALIANI 41.452 - (2,291 %) - 1 PART.PENS. 10.685 - (0,590 %) - 0 I SOCIALISTI 9.040 - (0,499 %) - 0 LISTA CONSUMATORI 4.780 - (0,264 %) - 0 TOTALE 948.016 - (52,406 %) - 19
BERLUSCONI SILVIO FORZA ITALIA 492.594 - (27,230 %) - 8 ALL. NAZIONALE 222.802 - (12,316 %) - 4 UDC 81.409 - (4,500 %) - 1 DEM.CRIST.-NU. PSI 26.876 - (1,485 %) - 1 ALTER.SOC.MUSSOLINI 8.788 - (0,485 %) - 0 FIAMMA TRICOLORE 8.491 - (0,469 %) - 0 PENSIONATI UNITI 4.355 - (0,240 %) - 0 NO EURO 3.273 - (0,180 %) - 0 LEGA NORD 2.358 - (0,130 %) - 0 AMBIENTA-LISTA 2.260 - (0,124 %) - 0 P. LIBERALE ITALIANO 1.864 - (0,103 %) - 0 TOTALE 855.070 - (47,268 %) - 14
SCOTTI VINCENZO TERZO POLO 5.019 - (0,277 %) - 0
VESTUTO GIANFRANCO LEGA SUD 847 - (0,046 %) - 0
Diciassette seggi alla coalizione di centrosinistra e tredici alla Cdl.
Risultano eletti senatori per la coalizione di centrosinistra:
S (5 seggi): Roberto Barbieri, Anna Maria Carloni, Massimo Brutti, Andrea De Simone, Massimo Villone Margherita-Dl (5 seggi): Nicola Mancino, Giuseppe Scalera, Roberto Manzione, Antonio Polito, Antonio Maccanico Verdi-Pdci-Consumatori con l'Unione (1 seggio): Marco Pecoraro Scanio Udeur (2 seggi): Mario Clemente Mastella, Stefano Cusumano Rifondazione comunista (3 seggi): Tommaso Sodano, Raffaele Tecce, Olimpia Vano Italia dei valori (1 seggio): Sergio De Gregorio
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