
Ha fatto bene il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad intervenire sulla necessità di introdurre modifiche nella vita democratica dei partiti per favorire una maggiore presenza delle donne in politica. E’ un pronunciamento importante che indica ai partiti e al Parlamento la necessità di compiere uno sforzo innovativo in tale direzione. Per questo ho presentato in Senato un disegno di legge che stabilisce nuove norme per la selezione delle candidature. In particolare, oltre all’istituzione delle primarie, si prevede di rendere pubblici gli statuti dei partiti che devono essere vincolati a inserire tra le norme quelle “ atte a evitare che un sesso prevalga sull’altro nella composizione degli organismi dirigenti, negli organi di garanzia, nelle candidature alle elezioni”. Inoltre si stabilisce “un incremento dal 5 al 10% della quota di finanziamento pubblico ai partiti da destinare ad iniziative volte alla partecipazione femminile alla politica”.
Voglio esprimere la mia piena solidarietà al ministro Livia Turco per l’attacco al decreto che aumenta i limiti di cannabis per uso personale, e la forte condivisione dei valori che il ministro esprime come donna e madre nell’affrontare un tema così importante per le famiglie italiane. Non si sta discutendo sulla liceità di alcuni comportamenti personali, né tantomeno ci si sta avviando sulla strada delle liberalizzazioni. Questo decreto intende soltanto porre fine ad uno stato di fatto inaccettabile che impone addirittura il carcere, con tutte le conseguenze negative che comporta sul futuro di questi ragazzi, a fronte di un comportamento personale.
Le risorse – investigative e giudicanti – impiegate nel contrasto all’uso di spinelli possono e devono, in uno Stato consapevole, essere utilizzate per rafforzare la lotta al commercio internazionale che corrode le fondamenta stesse delle nostre città. Chi vive in aree fortemente colpite dal dramma della droga e della criminalità, come la Campania, sa benissimo che il problema delle tossicodipendenze non è rappresentato da uno spinello in più o in meno nelle tasche dei giovani, bensì da quella vera e propria “holding criminale di commercio” che continua ad arricchirsi e a immettere sul mercato stupefacenti sempre nuovi e sempre più a basso costo. Rimango stupefatta che, a fronte di problemi seri e drammatici del nostro Paese, nell’Ulivo ci sia chi preferisce puntare ad alzare steccati ideologici piuttosto che a ricercare soluzioni. Non è questo un bel segnale per la costruzione del futuro partito democratico, di una comunità laica e politica che dovrebbe avere a cuore innanzitutto il bene del Paese.
Il testo approvato il 15 novembre passa ora all'esame della Camera dei Deputati. Due i punti qualificanti del provvedimento: la natura pubblica dell'esame e il contrasto dei diplomifici, la serietà delle prove e dell'impianto, il valore del titolo di studio; l'orientamento e il raccordo con l'università, gli istituti di formazione tecnica superiore, gli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, le professioni e il lavoro.
“Vogliamo trasmettere agli studenti un messaggio chiaro: abbiamo fiducia in voi, abbiate fiducia in voi stessi. Siate protagonisti” ha commentato Anna Maria Carloni intervenuta in aula durante il dibattito sul provvedimento. “E allo stesso modo parliamo agli insegnanti: vogliamo sia data dignita` alla scuola e al suo lavoro.Gli studenti hanno il diritto di vedere valorizzato il percorso dei loro studi e la Repubblica ha il dovere di accertare i risultati acquisiti. E’ un passaggio importante, in cui debbono essere evidenti la serietà, la dignità, la trasparenza”.
"Diceva Giovanni Falcone: «Solo un esercito di maestri potrà sconfiggere un giorno la criminalità». Io penso che quel giorno è arrivato, penso che possiamo provarci, però dobbiamo crederci tutti. Tutti e tutte e, credo, anche quest'Aula - maggioranza e opposizione - possiamo avere fiducia nelle parole e nel testamento morale di Giovanni Falcone". Si concluso con queste parole l'intervento di Anna Maria Carloni nella discussione avviata in Senato, nella seduta di martedi' 7 novembre, sul disegno di legge n. 960 di modifica degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.
Il testo approvato dalla Commissione istruzione prevede che all'esame di Stato vengano ammessi gli alunni che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, che siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale e che abbiano saldato i debiti formativi contratti nei precedenti anni scolastici; stabilisce inoltre che l'esame sia articolato in tre prove scritte ed un colloquio e che le commissioni d'esame siano composte da non più di sei commissari, per il 50 per cento interni e per il restante 50 per cento esterni, oltre al presidente esterno.
Nel suo intervento la senatrice Carloni ha sottolineato la necessita' di un forte impegno per colmare il divario tra nord e sud del paese, e ha portato all'attenzione dell'aula e del governo alcune tra le esperienze napoletane mirate al contrasto della dispersione scolastica e al rafforzamento della cutura della legalità che possono rappresentare buone pratiche da condividere nel paese. "Bisogna investire, molto e molto di più, per la scuola napoletana e meridionale e per farlo è necessario conoscere, rispettare, valorizzare ed estendere le esperienze che hanno già dato tanti buoni risultati, costruendo insieme con il territorio e gli operatori quel percorso virtuoso che potrà dare i frutti sperati".
Mi auguro che saranno smentite dal Consiglio dei Ministri le proposte presentate ai sindacati riguardanti una riduzione drastica delle risorse per la scuola in finanziaria e che stanno alimentando in queste ore tanta motivata preoccupazione. Sarebbero infatti indifendibili e insostenibili per l’istruzione pubblica ulteriori tagli alla scuola. Tanto più che, proprio ieri, noi senatori del centrosinistra abbiamo incontrato il Presidente del Consiglio e, nelle parole di Prodi, non avevamo avuto riscontro di tagli così consistenti all’istruzione. Con fiducia, dunque, aspettiamo le decisioni del Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo che varerà la manovra economica, con l’impegno a far sì che la Finanziaria sia coerente con il programma dell’Ulivo .
Il provvedimento approvato dalla Giunta Regionale della Campania, con cui viene stabilito che le nomine di competenza della Giunta avverranno nel rispetto della parità tra uomo e donna, rappresenta un atto di indirizzo rilevante, un fattore che apre di fatto la possibilità di mettere in moto dinamiche di sviluppo e innovazione all’interno degli organismi istituzionali. L’iniziativa dell’Assessora alle Pari Opportunità Rosetta D’Amelio, che è stata fortemente sostenuta da tutte le donne della Giunta, pone la Campania all’avanguardia nel recepimento delle modifiche costituzionali dell’articolo 51, sulle pari opportinità tra uomo e donna, e dell’articolo 117 che attribuisce alle Regioni il compito di intervenire per rimuovere ogni ostacolo che impedisca la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e per promuovere la parità di accesso alle cariche elettive. Si tratta di un primo – concreto – passo, di un’indicazione che permetterà alle donne campane di far valere la propria professionalità in una sfera, quella pubblica, ancora troppo dominata dagli uomini. Sono certa che questo provvedimento solleciterà il governo ad avviare al più presto un’iniziativa legislativa nazionale sul tema della parità, così come ha più volte sostenuto lo stesso Prodi nei mesi scorsi, e che il necessario cambiamento della legge elettorale preveda l’introduzione di regole trasparenti per superare disparità inaccettabili e favorire l’ingresso delle donne in politica.
La Giunta Regionale della Campania, su proposta dell’Assessore alle Pari Opportunità, Rosa D’Amelio, sostenuta dagli altri due Assessori regionali, Teresa Armato e Gabriella Cundari, ha approvato un atto di indirizzo, con cui viene stabilito che le nomine di competenza della Giunta avverranno nel rispetto della parità tra uomo e donna. In particolare, la delibera prevede e impegna la Regione Campania, ad attenersi, nelle nomine di propria competenza negli Enti o nelle aziende di proprietà, o partecipate con quota di maggioranza regionale, al principio di parità di genere nella composizione degli organismi di amministrazione, gestione e controllo. In tal modo si punta a garantire la presenza paritaria di ciascun genere, rimuovendo gli ostacoli come comportamenti, prassi, criteri, disposizioni, patti o atti, che inibiscono o rallentano la partecipazione paritaria. Lo stesso criterio dovrà essere seguito negli Enti e nelle aziende partecipate con quote di minoranza della Regione.
La delibera approvata sollecita, altresì, una rivisitazione degli statuti di Enti e società, affinché vengano regolamentati nel rispetto del principio approvato. Il provvedimento attua le indicazioni del Consiglio d’Europa, del Trattato di Amsterdam, che stabilisce le eliminazioni delle ineguaglianze e la promozione della parità tra gli uomini e le donne, della Carta dei diritti fondamentali dell’Europa, dell’art. 51 della Costituzione, e del Codice delle pari opportunità approvato nel maggio di quest’anno. “E’ un atto – ha affermato l’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Rosa D’Amelio – di grande innovazione culturale; una risposta che garantisce la concreta affermazione delle pari opportunità. “Su questo tema, c’era stato un preciso impegno, preso in campagna elettorale dal Presidente Bassolino, che con la delibera odierna viene rispettato". “Siamo la prima regione in Italia ad approvare uno strumento di portata così innovativa. Desidero ringraziare – conclude l’Assessore D’Amelio – in particolare le donne dell’Ordine degli Avvocati e dell’Avvocatura regionale, che hanno partecipato alla elaborazione del testo, e tutte le associazioni di donne che da tempo sollecitavano un impegno in questa direzione. Si apre per la Regione Campania una pagina nuova che valorizza le competenze femminili.”
"Grazie per la fiducia che ci avete dato, varando l’indulto. Ne faremo tesoro perché sappiamo che, una volta uscite, se commetteremo di nuovo un reato, non avremo più nemmeno lo sconto della pena che abbiamo avuto ora". Così le detenute del carcere di Pozzuoli, in un’atmosfera di forte gioia , hanno accolto questa mattina le onorevoli diessine, la senatrice Anna Maria Carloni e la deputata Maria Fortuna Incostante Al carcere femminile di Pozzuoli attualmente sono detenute 175 donne di cui 81 con pena definitiva. Con il provvedimento di indulto, approvato sabato scorso in via definitiva dal Senato, usciranno subito 53 detenute, tra cui alcune immigrate.
"Abbiamo incontrato il Direttore del carcere, la Dott. Maria Luisa Palma - ha riferito Anna Maria Carloni - che in maniera lodevole si occupa di tale Istituto e dell’ ICATT di Lauro mostrandosi sensibile ai bisogni, ai diritti delle donne e dei giovani a custodia attenuata per il trattamento delle tossicodipendenze". "Con il Direttore - ha continuato Anna Maria Carloni – abbiamo avuto un colloquio molto ampio sulla condizione carceraria e sui problemi riguardanti le misure alternative e il reinserimento sociale. Poi abbiamo incontrato le detenute, mi ha colpito la loro gioia ma soprattutto la consapevolezza e il grado di conoscenza che hanno dello strumento dell’indulto. Sono storie umane di dolore, di errori giustamente pagati e di distacchi forzati dalle famiglie e dai figli che oggi possono ritrovare la via del recupero e della tranquillità". "I reati commessi dalle detenute che abbiano incontrato oggi - spiega Maria Fortuna Incostante - sono stai commessi ormai da molti anni, al punto che per molte di loro il recupero sociale è già possibile. Per lo più si tratta di povera gente, vittima del degrado sociale, che non ha più commesso altri reati e che ora può ricominciare a progettare un futuro. Dalla visita di questa mattina si conferma però che, oltre all’indulto, bisogna concretamente intervenire su più versanti, dalla condizione di sovraffollamento e di disagio delle carceri italiane, alle misure alternative per i più giovani, sino alle azioni di recupero e reinserimento sociale e lavorativo".
Una bella e netta vittoria del NO che conferma la volontà dei cittadini italiani nel pretendere riforme che mirino all’unità del paese e alla salvaguardia delle istituzioni democratiche. Un segnale forte che unisce nel NO la stragrande maggioranza delle regioni e che consegna al Parlamento la responsabilità di avviare adesso una seria riforma costituzionale, mirata a un pieno federalismo solidale. Il dato dell’affluenza alle urne, il più alto da dieci anni a questa parte, dimostra che gli italiani sono attenti e sensibili ai grandi temi del funzionamento democratico del paese e da’ il segno di un possibile rinnovato patto tra la politica e i cittadini.
Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni agli assessori della nuova giunta comunale di Napoli e augurare loro un proficuo e ottimo lavoro. La presenza femminile è raddoppiata e va dato atto al sindaco Iervolino di aver voluto e saputo mantenere l’impegno di rafforzare la presenza delle donne nella giunta, in specialmodo dopo l’incredibile risultato elettorale che ha portato all’insediamento di un consiglio comunale interamente maschile.
Un particolare augurio quindi a Elisabetta Gambardella, Dolores Madaro, Donata Rizzo D’Abundo e Valeria Valente, tutte per la prima volta nominate in un esecutivo. Vengono chiamate a responsabilità forti e sono certa che sapranno ricoprire i loro incarichi con la serietà e la passione che le contraddistinguono. Raccolgono il testimone da due donne, Rachele Furfaro e Giulia Parente, il cui lavoro svolto in tanti anni ha permesso la realizzazione e l’avvio di importanti progetti e costituito un punto di forza per tutte le donne napoletane. Oggi più che mai è necessario continuare a lavorare per rafforzare la rete delle donne, contribuendo in questo modo al riequilibrio della rappresentanza e alla riforma della politica.
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