"Il progetto di costruzione del Partito democratico incontra difficoltà evidenti che non vanno eluse". E' quanto sottolinea con un certo allarme un gruppo di parlamentari, uomini e donne di governo, sindaci, sindacalisti ed esponenti della società civile con un documento nel quale lanciano alcune proposte e linee di lavoro tra cui quella della elezione diretta di tutti i componenti dell'Assemblea Nazionale del Pd.
"Ci sono una stanchezza e un'insofferenza crescenti dell'opinione pubblica per una politica lontana dalla gente, autoreferenziale e costosa", scrivono i firmatari ricordando che "la formazione del Comitato promotore nazionale del Partito democratico è stata accompagnata da polemiche soprattutto per la scarsa presenza di giovani, di donne e di esterni ai gruppi dirigenti degli attuali partiti". "In questo scenario c'è la possibilità che il progetto del Partito democratico naufraghi - avvertono - prima ancora di prendere corpo" e per questo "è necessario che un grande partito nasca dall'esperienza dell'Ulivo e sia fondato sulla partecipazione diretta alle scelte da parte dei suoi aderenti, sulla promozione di una nuova e più giovane classe dirigente di donne e di uomini, sul federalismo e la valorizzazione delle esperienze che si sviluppano nei territori". Per questo "il punto da cui partire è la decisione di eleggere direttamente e interamente l'Assemblea Costituente domenica 14 ottobre 2007 senza prevedere alcuna componente di diritto", perché "chi andrà a votare dichiarando la propria adesione alla costituente del Partito democratico deve essere chiamato a scegliere non solo tra liste di candidati ma tra opzioni politiche e di valori distinti" per far emergere "le diverse scelte di fondo riguardanti la collocazione internazionale del nuovo partito, la laicità , i temi etici, il lavoro e l'eguaglianza sociale, la sfida ambientale, la natura del partito, le proposte di riforma della politica".

Il documento fissa poi alcune indicazioni per definire il Regolamento per l'elezione dell'Assemblea costituente indicando, tra gli altri, come indispensabili, il rispetto dei principi federalisti a cui deve ispirarsi il nuovo Partito con il suo Statuto, il ricambio della classe dirigente - che dovrà essere assicurato sia estendendo il diritto di voto a tutti coloro che al momento dell'elezione avranno compiuto i 16 anni di età - e la presenza equilibrata di donne e di uomini ottenuta garantendo che ciascuno dei due generi abbia una rappresentanza minima del 40% e massima del 60%.

Il testo è stato sottoscritto dal senatore Goffredo Bettini, dalll'onorevole Franca Bimbi, Massimo Cacciari (sindaco di Venezia), dalla senatrice Anna Maria Carloni (Associazione Emily), Sergio Chiamparino (sindaco di Torino), dall'onorevole Franca Chiaromonte (Associazione Emily), Sergio Cofferati (sindaco di Bologna), Giuseppe De Michele (coordinatore Cento Passi), Giovanna Grignaffini (consigliera d'amministrazione Cinecittà Holding), Beniamino Lapadula (responsabile economico Cgil), Giovanni Lolli (sottosegretario Ministero Politiche Giovanili e Attività sportive), Marigia Maulucci (segretaria confederale Cgil), Giovanna Melandri (Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività sportive), Laura Pennacchi (Direzione Nazionale Ds), Mara Rumiz (assessore al Patrimonio e ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia), Riccardo Sarfatti (coordinatore della Lombardia dell'Associazione per il Partito democratico), Massimo Scalia (Movimento Ecologista), dall'eurodeputato Gianluca Susta, il senatore Tiziano Treu, Fabrizio Vigni (Direzione Nazionale DS), Marta Vincenzi (Sindaco di Genova) e dal senatore Walter Vitali.

(fonte: ANSA)

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La Giunta per le elezioni del Senato ha approvato all'unanimità la relazione conclusiva della senatrice Anna Maria Carloni sulla revisione delle schede per la Regione Sicilia. Complessivamente sono state scrutinate 58.321 schede non valide, pari al 40,84% del totale delle stesse, ed è stato esaminato un campione di 9.907 voti validi. "Per quanto riguarda la Regione Sicilia, la teoria del complotto o di ipotetici brogli nelle elezioni politiche è priva di fondamento - dichiara la senatrice dell'Ulivo Anna Maria Carloni - Gli scostamenti rilevati sono di tipo fisiologico, tanto per entità numerica quanto per caratteristiche". "La diffusione di infondate teorie di brogli - prosegue Carloni - offre un'immagine deformata e getta discredito sulle nostre istituzioni". Nel caso della Regione Sicilia, la Giunta del Senato ha dimostrato che "le schede si possono ricontare e che non è vero che esse giacciono pro-forma nei tribunali per cinque anni e poi vengono destinate al macero". Aggiunge la senatrice dell'Ulivo: "Ritengo che ci sia ancora una immaturità del nostro sistema bipolare, giovane e ad alto tasso di conflittualità, dove per vincere o per perdere può bastare una manciata di voti. E' perciò necessario che le operazioni elettorali a tutti i livelli siano seguite e monitorate con grandissimo scrupolo capaci cioè di un rispetto totale della volontà degli elettori". Conclude Carloni: "Il lavoro della Giunta si è sviluppato in modo lineare per restituire certezza democratica e attribuire definitiva validazione ai risultati delle elezioni politiche in Sicilia per il Senato. Abbiamo fugato dubbi e sospetti su qualunque possibile irregolarità, alterazione o peggio broglio".
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Di anna maria carloni (del 12/06/2007 @ 06:38:49, in attualita')   
Sei giugno. Si è discusso in aula sulla vicenda Visco - Guardia di Finanza. Il voto favorevole non è riuscito a cancellare la delusione e l’amarezza per quello che ho visto e sentito. Ascoltavo sgomenta i cori insultanti, gli sberleffi, le urla che provenivano dai banchi dell’opposizione. Da quelle stesse persone che hanno in curriculum la responsabilità delle leggi ad personam e dell’attuale legge elettorale; che hanno realizzato sistematiche, e non sempre trasparenti, sostituzioni nelle catene di comando di tutti gli apparati dello Stato; che hanno osteggiato magistratura e GdF ogniqualvolta venivano intaccati i loro personali interessi. Sembrava un mercato. E non soltanto nel centrodestra. Di fronte a una questione così delicata, che coinvolge apparati essenziali di uno stato democratico, c’è stato anche chi nel suo intervento ha ritenuto di dover contrattare il proprio voto in cambio di una politica fiscale più favorevole alle imprese.
Seduta in un’aula che dovrebbe incarnare i principi più alti della dialettica politica, seguivo l’alternarsi di interventi pretestuosi e di tentativi di riportare la discussione dentro i binari di un ragionevole e confronto. Ma i toni aggressivi, come in una rissa da strada, prendevano il sopravvento, senza alcun rispetto per il ruolo cui siamo chiamati in quell’aula. Pensavo molte cose. Pensavo al triste spettacolo che stavamo recitando in diretta televisiva. Pensavo che il governo avrebbe potuto fare di più: per esempio parlare chiaro subito, fin da quando è cominciato un attacco volgare che segue ormai da mesi l’identico copione. Pensavo che si deve fare di più e più decisamente per dare risposte ai bisogni reali delle persone. Pensavo al post che volevo scrivere il giorno dopo sulla GdF, non sui capi “supremi” ma sulle donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per tutti noi, la cui professionalità rischia di rimanere svilita da guerre di posizione inammissibili in una democrazia. Pensavo che non ho mai vissuto un momento di tale criticità istituzionale, di tale spaesamento e mancanza di certezze.
Mi sono detta che l’unico modo di affrontare l’inquietudine che avevo dentro era di continuare a lavorare sulle cose che penso importanti. Sui privilegi dei parlamentari, ad esempio. Ho visto le proposte avanzate fin’ora e dico subito che non sono d’accordo. Trovo indegno che si pensi di poter riformare le pensioni di tutti, cambiando le regole in corsa, e che, allo stesso tempo, la riforma dei vitalizi dei parlamentari non debba toccare i diritti acquisiti.
Sono uscita a tarda ora dal Senato, un po’ rasserenata da questi pensieri. Era stata una giornata difficile, ma non potevo immaginare che non era ancora finita. In piena notte, alle 1.30 ricevo una telefonata dalla mia amica Silvana. Pochi secondi per spiegarmi che la GdF era a perquisire casa sua e chiedermi aiuto nel reperire il numero telefonico di comuni amici avvocati. Non ha potuto dire di più. Mi dice che non può stare al telefono, di mandarle un sms. Sono annichilita. Penso alla sua bambina, a quanto si sarà spaventata. Penso che sta affrontando una situazione pazzesca. Non riesco a immaginare un solo motivo per una perquisizione notturna nella sua casa. Soltanto alle 4.30, via sms, mi dice che sono andati via. La sua colpa vi chiederete? Nessuna. Non è indagata lei. Non è indagato suo marito, che però lavora al Corriere della Sera e, soprattutto, ha scritto con la consueta bravura un ritratto del senatore Sergio De Gregorio. Questo ha prodotto una perquisizione ad un’ora degna del peggior cammorrista. Io non so voi, ma a me l’inquietudine è tornata fortissima.
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L'idea di dare vita a una lista di sole donne per l'Assemblea costituente del Pd, ispirata da Tina Anselmi, ha preso vita ed e' stata lanciata da un gruppo di democratiche, tra le quali Anna Maria Carloni.
Dopo la delusione del comitato PD, sono le donne a rendersi protagoniste."Per decidere nei 'luoghi' della politica, bisogna esserci" - scrive Tina Anselmi che e' la madrina dell'iniziativa - "Il cammino che dobbiamo percorrere richiede la capacità di guardare avanti, là dove dobbiamo costruire il nostro futuro e per far ciò abbiamo bisogno di ciascuno e di tutti». Tra pochi giorni on line il sito www.ledemocratiche.it
Ne ha scritto Monica Guerzoni sul Corriere della Sera del 2 giugno 2007.
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Di anna maria carloni (del 30/05/2007 @ 00:20:29, in donne e politica)   
Vi riporto la mia lettera pubblicata ieri dal quotidiano il Mattino.
Gentile Direttore, l’esercizio della critica è un diritto inalienabile in ogni società democratica. Ma parimenti ciascun cittadino, compresi i senatori, ha diritto al proprio nome. Leggo, in un commento a firma Roberto Ciuni, pubblicato dal suo giornale domenica scorsa, un’opinione in tutta evidenza riferita alla mia persona, ma che ritiene di doversi esprimere in modo allusivo e poco trasparente: “… Da Roma arriva l’accusa di costi politici eccessivi? La moglie di un politico al vertice del vertice, fresca eletta in Parlamento, se ne dichiara scandalizzata …”.
Non pretendo di vivere in un paese normale, dove i politici vengano giudicati sulla base dei curricula o dove l’impegno parlamentare venga condiviso o deplorato per la realtà del lavoro svolto, che è peraltro pubblicamente visibile a chiunque abbia voglia di informarsene. Né che i commentatori conoscano ciò che è di pubblico dominio, ovvero che un gruppo di Senatrici, tra le quali la sottoscritta, è impegnato per elaborare una proposta che limiti gli eccessivi privilegi dei parlamentari, che il nostro paese ha ereditato da decenni di “aggiustamenti al rialzo” realizzati in sede di assemblea.
Ma, suvvia, negare persino l’individualità personale per poter dare forza a un proprio ragionamento, mi pare francamente eccessivo. Allora forse giova ricordarlo: mi chiamo Anna Maria Carloni.
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Di staff (del 28/05/2007 @ 13:34:00, in attualita')   

C’eravamo anche noi a Viareggio, sabato sera, ad applaudire le vincitrici di DONNAèWEB 2007. Una bella serata e una bella occasione per conoscere tante professioniste e appassionate del Web: la “carica delle webmistress” citava il comunicato stampa diffuso dall’organizzazione. Erano infatti presenti tutte le finaliste, e tra queste la giuria ha prescelto il top della produzione 2007. Se avete tempo e voglia, ve lo consigliamo: fate un giro sui siti delle vincitrici:
DONNA WEB 2007: Giulia Ottonello e Daniela Aita per www.giuliaottonello.it
Premio Critico della Giuria: Anna Spina e Pina Vitelli per www.direfarepensare.it
Premio Talento dell'anno: Manuela Sechi http://www.roomor.com
Arte e Design: Arianna Ciccarelli per www.gallianiphoto.com
Editoria e Cultura: Elena Foglino, Arianna Greco e Sara Cigognini per www.elledecor.it
Impresa e Marketing: Samantha Dessì per www.pizzeriadessi.com
Lavoro e Formazione: Franca Toffol per www.donne-lavoro.bz.it
Pari Opportunità e Pubblica Amministrazione: Arianna Censi, Anna Maria Brivio, Barbara Tommasi e Gianna Martinengo per www.provincia.milano.it/donne
Siti Personali: Rossella Teti per www.danieljovovanovich.eu
Turismo e Tempo Libero: Laura Copelli e Francesca Mauro per www.hotellanghe.it
Premio Speciale Blog: Babsi jones,Blimunda,chiacchiara,FikaSicula,Francesca di Mattia,Fulvia Leopardi,Gaia Giordani,Giulia Blasi,Ilaria Mazzarotta,Maria Sung,Melissa Panarello,Michela Murgia,restodelmondo,Roberta Scotto Galletta,sissunchi,Stregatta,Viscontessa per www.sorelleditalia.net
Premio Speciale Nautica: Deborah Del Cortona per www.ilcharter.it
Premio Speciale della Provincia di Lucca: Chiara Guarascio per www.crimine.net
Premio Speciale Giuria Giovani: Rossella Teti per www.danieljovovanovich.eu
Fuori concorso: Premio DONNAéWEB BUONE PRASSI a Paola Parenti per il portale COOP www.buonpernoi.it
Il Premio Speciale Blog 2006 è andato a Gloria Rossi per www.thereadersproject.it

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Soltanto 16 donne nel comitato promotore del PD. "Il comitato riproduce le disparità delle classi dirigenti dei partiti", commenta Anna Finocchiaro, che insieme a Barbara Pollastrini e alle altre non nascondono l'insoddisfazione e annunciano battaglia in vista dell'Assemblea Costituente.
Se le donne non sono quelle sperate, gli 'under 40' sono una categoria che non trova voce nel comitato: "Un comitato di vecchi, spero dimostrino saggezza", è l'ironica constatazione di Arturo Parisi.
(fonte ANSA)
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Vi riporto integralmente la lettera, che anch'io ho sottoscritto, inviata ieri al presidente Prodi, per chiedere che il comitato promotore del PD sia composto in pari misura da donne e uomini.

Al Presidente del Consiglio on. Romano Prodi
p.c. Al Vicepresidente del Consiglio on. Francesco Rutelli
p.c. Al Segretario dei DS on. Piero Fassino

Caro Presidente, il processo costituente che si sta aprendo per la formazione del nuovo Partito Democratico sta suscitando tante aspettative da parte di moltissimi cittadini e cittadine, disposti a dare fiducia ad un grande progetto di rinnovamento della politica e di speranza per il Paese.
Crediamo che l'esito di questo processo e la creazione di un grande partito democratico e popolare dipenderanno dalla direzione dei primi passi che verranno mossi e che segneranno l'intero percorso. Siamo convinte che riusciremo a dare credibilità al progetto anche se sapremo fin da subito costruire un partito di donne e uomini. L'investimento sulle donne, sulle loro competenze e abilità è ormai acquisito come un dato irrinunciabile dell'innovazione politica, non solo a sinistra , ma anche a destra (come dimostra la recente la scelta di Sarkozy in Francia).
Tu stesso in più occasioni hai riconosciuto questo nuovo bisogno della politica e hai manifestato la volontà e la necessità di gesti coerenti. Per questo ti chiediamo che il comitato promotore, che sta per essere insediato, prima sede di definizione di regole e contenuti del percorso costituente, sia un organismo paritario, composto in eguale misura di donne ed uomini. Non si tratta di una concessione formale, ma di un indispensabile requisito sostanziale per segnare la nascita di un partito davvero nuovo.
Da parte nostra, non vorremmo che questa occasione di innovazione andasse perduta.

Silvana Amati, Sesa Amici, Fiorenza Bassoli, Franca Bimbi, Rosy Bindi, Anna Maria Carloni, Silvia Costa, Franca Donaggio, Anna Finocchiaro, Vittoria Franco, Maria Pia Garavaglia, Donata Gottardi, Marilina Intrieri, Linda Lanzillotta, Marina Magistrelli, Beatrice Magnolfi, Giovanna Melandri, Colomba Mongiello, Elena Montecchi, Magda Negri, Anna Serafini, Marina Sereni, Albertina Soliani,  Patrizia Toia, Livia Turco.

Roma, 21 maggio 2007

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Di staff (del 22/05/2007 @ 21:55:03, in attualita')   
Appello al presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi dei parlamentari napoletani di Ds e Margherita e dei segretari provinciali delle due forze politiche perche' si proceda all'attuazione senza tentennamenti del decreto varato dal governo per fronteggiare l'emergenza rifiuti.
"L'emergenza rifiuti nella nostra Regione diviene giorno dopo giorno sempre piu' drammatica - si legge nella lettera - Forte e' il rischio, con l'aumento delle temperature, di gravi conseguenze per la salute dei nostri cittadini. Cosi', non e' possibile andare avanti. Abbiamo molto apprezzato il decreto da Lei varato per fronteggiare l'emergenza. Bisogna attuarlo con determinazione. Ogni tentennamento, ogni ora persa, aggrava drammaticamente la situazione. Non c'e' piu' tempo per inconcludenti discussioni. Il tempo e' gia' scaduto. Bisogna agire".
"Le chiediamo - scrivono i parlamentari - di impegnare tutte le forze dello Stato necessarie per aprire contestualmente le discariche indicate nel decreto gia' adottato dal suo esecutivo. Facciamo appello, tramite lei, al commissario Bertolaso, la cui azione sosteniamo incondizionatamente, affinche' vengano adottate nelle prossime ore tutte le misure necessarie a togliere i rifiuti dalle strade nelle more dell'apertura delle nuove discariche indispensabili per il corretto funzionamento degli impianti e il trattamento dei rifiuti". "Rivolgiamo un accorato appello - si conclude la nota - a tutte le forze presenti in Parlamento affinche' prevalga uno spirito di coesione e responsabilita' di fronte ad una situazione che ha raggiunto una gravita' senza precedenti". Aderiscono all' appello Salvatore Piccolo, coordinatore provinciale Dl - La Margherita Napoli, Massimo Paolucci, segretario provinciale Ds Napoli, i parlamentari Anna Maria Carloni, Bruno Cesario, Maria Fortuna Incostante, Riccardo Marone, Donato Mosella, Aniello Palumbo, Antonio Polito, Umberto Ranieri, Giuseppe Scalera, Fulvio Tessitore, Domenico Tuccillo, Riccardo Villari.
(fonte ANSA)
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Dopo la mia intervista pubblicata dal Mattino sui privilegi dei parlamentari, ho ricevuto diverse lettere nella mia casella al Senato. La chiamano antipolitica questa nuova forte onda critica che sale dai cittadini contro i costi della politica.
Ho l’impressione che si attenda uno TSUNAMI, se perfino un politico di razza come D’Alema oggi dichiara al Corriere della Sera che “rischiamo di essere travolti come la prima repubblica”. Resto persuasa che la democrazia nel nostro paese abbia radici robuste e che la protesta di oggi sia piuttosto una risorsa democratica. La sfiducia può trasformarsi in capacità di controllo e pressione per il cambiamento, quando individua con chiarezza i problemi da aggredire e trova interlocutori sensibili. Ed è ormai chiarissimo che i costi della politica e i privilegi di chi fa politica sono percepiti come una malattia in fase acuta per la nostra vita democratica rispetto a cui, peraltro, anche le cure sarebbero a portata di mano.
Convinte che la situazione attuale non si possa difendere e attenda concrete iniziative, alcune senatrici si sono mosse cercando la disponibilità di altre e altri. Io tra queste. Ne abbiamo discusso con il presidente della Commissione bilancio, il senatore Morando, concordando con lui alcune linee di intervento che presto si trasformeranno in un documento da proporre e a cui dar seguito in pratica.
Una iniziativa che - indipendentemente dal gradimento che incontrerà “nel palazzo” - non si potrà non intraprendere, dal momento che in queste ore anche il governo, a cominciare da Prodi, è impegnato concretamente per ridurre e tagliare spese di governo (indennità, consulenze, commissioni, ecc.). Per quanto ci riguarda più da vicino come parlamentari, in generale mi sono convinta che le nostre indennità risentono di due peccati tipicamente italiani. Il primo è quello di monetizzare tutto. Perché non dare più servizi ai parlamentari invece di aumentare progressivamente i compensi e le indennità accessorie così come è avvenuto negli anni passati? Ad esempio rendendo disponibili uffici attrezzati anche per dormire, senza costringere tutti ad affittare case costosissime a due passi dal Parlamento (niente a meno di 2000 euro). Perché rimborsare i costi del collaboratore anche a chi non ce l’ha o non risulta (perché non in regola)? E soprattutto perché, piuttosto, non fornire servizi informatici così come anche di consulenza adeguati?
Il secondo peccato è quello per cui sulle indennità di senatori e deputati gravano impropriamente costi consistenti di finanziamento dei partiti e della politica. Alcuni partiti chiedono fino al 50% dell’indennità, altri in diversa misura proporzionale, altri ancora al momento dell’accettazione della candidatura chiedono consistenti versamenti, producendo effetti distorcenti e non trasparenti.
Tra tutti i privilegi , il più indifendibile e ingiusto, è certamente rappresentato dalle modalità di erogazione e accesso al vitalizio, che poi è una pensione a tutti gli effetti. In realtà questo istituto sarebbe già stato riformato nel ’97, prevedendone l’accesso a 65 anni di età (60 per chi ha più di 10 anni in parlamento) e il diritto a chi totalizza 5 anni di attività parlamentare. Ma una vera riforma resta ancora tutta ancora da fare. Prima di tutto bisogna aumentare, e di molto, i versamenti contributivi, che sono assolutamente non sostenibili al confronto con le prestazioni erogate, e poi non può accadere che, in nome dei diritti acquisiti, tanti continuino a beneficiare del vitalizio pur avendo meno di 60 anni, e questo proprio mentre si parla di innalzare l’età pensionabile per le lavoratrici!
Infine bisognerebbe mettere fine alla prassi del cumulo di più vitalizi e pensioni pubbliche e in ogni caso mettere un tetto insuperabile per le pensioni cumulabili a qualsiasi titolo. Queste sono alcune priorità , rispetto a cui, in questo momento di così evidente scarsità di risorse pubbliche, i parlamentari, tutti, dovrebbero fare la propria parte. Tante volte si parla in generale (anche i parlamentari ) della necessità di ridurre i costi della politica, come se il problema fosse sempre di altri. Senza fare questo sarà molto difficile inoltre, per il parlamento, creare e far rispettare nuove regole capaci di liberare la nostra sociètà dalle mille caste e privilegi che fanno del nostro un paese bloccato e vecchio, così pure ristrutturare la pubblica amministrazione, lottare contro i tanti sprechi e i troppi evasori.
Tutti devono fare la propria parte, i politici dovrebbero essere i primi, certo non gli ultimi.
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