Il Comitato Scelgo Rosy Campania non è una corrente, né vuole esserlo. Riteniamo sia più utile lavorare con le molte persone e le articolate realtà territoriali che intendono contribuire alla costruzione di un partito aperto e partecipato, con una leadership plurale. Il nostro appoggio alla candidata Bindi è ancorato ai valori che esprime e al programma che propone, all’obiettivo di creare nuovi strumenti e linguaggi per realizzare coesione e integrazione tra differenti culture politiche, intorno a valori e pratiche condivise. Abbiamo molto discusso sull’utilità di presentare un nostro autonomo contributo. Ma abbiamo ritenuto che una ulteriore candidatura avrebbe alimentato la già difficile e incomprensibile situazione creatasi in Campania.
Ci sta a cuore un partito con una leadership plurale, anche in Campania. Abbiamo sperato si potesse lavorare ad una candidatura unitaria. Il dibattito locale è stato purtroppo limitato alla scelta di nomi piuttosto che al confronto sui programmi e sui valori. A livello regionale lavoreremo per favorire il dialogo, la coesione e per la più larga unità tra tutti i democratici.
Il 14 ottobre si vota per eleggere il segretario del Partito Democratico e i componenti dell’Assemblea Costituente. Lo consideriamo un appuntamento importante per accompagnare la nostra democrazia verso un bipolarismo compiuto e maturo. Per costruire un partito che sia realmente capace di allargare la partecipazione politica.
Scegliamo Rosy Bindi. Perché la sua è una candidatura autonoma, che restituisce senso alla partecipazione dal basso, che distingue partito da governo, che dà concretezza al progetto di innovazione della politica e valore alla coerenza tra le parole e i comportamenti. Perché è ancorata ai valori della Costituzione, della pace, dell’eguaglianza, della democrazia. Perché rende visibile l’autorevolezza e la competenza delle donne in politica. Perché ha dimostrato, da ministro della salute, di saper mettere gli interessi della persona al centro della pratica politica. Perché assume la laicità come valore fondante dei rapporti tra stato, società e persone. Perché propone un percorso di costruzione del partito che sia attento al merito dei problemi della nostra società, sensibile al rapporto tra buon governo e processi partecipativi. Perché è impegnata nel rinnovare il modo di governare e nel ricambio della rappresentanza politica. Perché considera essenziale riguadagnare la relazione tra etica e politica, rafforzare la libertà e insieme la responsabilità individuale, ritessere il legame vitale tra pensare, dire e fare. Perché si fa garante di un confronto autentico tra culture diverse ed esperienze plurali. Perché considera il welfare - rinnovato e rafforzato - e l’inclusione sociale come precondizioni essenziali per offrire uguaglianza di opportunità e rispondere alla povertà che cresce e all’esclusione sociale. Consideriamo queste condizioni determinanti per il futuro del Mezzogiorno e in particolare per le donne e i giovani. Perché intende sollecitare le necessarie riforme istituzionali, prima fra tutte il cambiamento dell’attuale legge elettorale. Perché propone una chiara collocazione del PD nel centrosinistra e privilegia il rapporto con l’insieme della sinistra, riconfermando la vocazione alle attuali alleanze.
Argia Valeria ALBANESE, Napoli Roberta ARSIERI Ester BASILE, presidente consulta regionale femminile Alessandra BOCCHINO, presidente EFI Giovanna BORRELLO, ricercatrice dipartimento di filosofia Università Federico II, Napoli Luciano BRANCACCIO, ricercatore sociologia Università Federico II, Napoli Paola BROCCOLI, giornalista, Caserta Paola BRUNO, dottoranda di ricerca Università Federico II, Napoli Adriana BUFFARDI, presidente comitato regionale pace e diritti umani Osvaldo CAMMAROTA, operatore di sviluppo territoriale Anna Maria CARLONI, senatrice Ulivo Luisa CAVALIERE, direttrice editoriale rivista “Filo di Perle” Franca CHIAROMONTE, deputata Ulivo Clementina CHIEFFO, segretaria emily napoli Giuseppe D’AIUTO, primario senologia Fondazione Pascale Lilli DE FELICE, associato diritto del lavoro Università Federico II, Napoli Tonino DE SIMONE, Salerno Silvana DEL GAIZO, giornalista, Napoli Angelina DELLA VALLE Andrea DOBELLINI Alessandro FILIA, preside scuola media ”Rodinò”, Napoli Barra Ida FORNARIO, insegnante Teresa GISON D’ALESSIO, presidente federcasalinghe Campania Emma GIAMMATTEI, ordinario Suor Orsola Benincasa, Napoli Giancarlo GIUDICIANNI, sindaco S. Maria Capua Vetere (Ce) Anita LANZA, presidente emily provincia Salerno Emilio LUPO, presidente psichiatria democratica Anna Maria MINICUCCI, direttore sanitario ospedale “Rizzoli” Ischia (Na) Giulia PARENTE, vice presidente emily napoli Tonino PEDICINI, direttore generale ARSAN Ilaria PERRELLI, giornalista Antonella PEZZULLO Giovanni ROMANO, primario chirurgo, Avellino Marco ROSSI DORIA, maestro di strada Maria RUSSO, dirigente biologo AORN Cardarelli, Napoli Mario SANTANGELO, direttore generale Fondazione Pascale Flora SAVASTANO Angela SCHIAVONE Gennaro SCIALO' Emanuela SPEDALIERE, Napoli Geraldina SPERANZA Gabriella STAZIO, presidente associazione Movimento Danza, Napoli Lucia VALENZI, ricercatrice Università Federico II, Napoli
HANNO ADERITO Antonio Pompeo ABBADESSA, impiegato direttivo Comune di Torraca (Sa) Elia ABBONDANTE, capo dipartimento amministrativo Pascale Carmela BARBERA, professore di paleontologia, Universita' di Napoli Federico II Giuseppe BARBUTO, direttore di banca Claudio BORRELLI, Fondazione Pascale, Napoli Antonietta BOZZAOTRA, psicologa di sanità pubblica Ciuseppe CASTELLO, direttore CROM Giuseppe COMELLA, capo dipartimento oncologia medica istituto Pascale Pasquale COMELLA, Fondazione Pascale, Napoli Alida COMPETIELLO Anna COPPOLA Giuseppe D'ASCOLI, Funzionario Ministero Sviluppo Economico, Componente del C.d.A. Agenzia Segretari Comunali e Provinciali Campania Anna DE GERONIMO Luca FRANCO, Fondazione Pascale, Napoli Giuseppe FRASCI, oncologo Sergio FRUNCILLO, avvocato, presidente Consorzio PIP Comune di Baronissi (Sa) Liliana GALLIFUOCO Michele GHERARDELLI, medico, Portici (Na) Costantino GIORDANO, studente di legge Giovanni IODICE, Fondazione Pascale, Napoli Raffaele LANGELLA, insegnante, Napoli Barra Antonio MARFELLA, oncologo istituto Pascale Domenico MARINO, Falciano del Massico (CE) Nicola NORMANNO, capo dipartimento oncologia sperimentale istituto Pascale Maria Carla PALERMO, giornalista, Napoli Nunzia PEDATA, impiegata, S. Antimo (Na) Anna Rita RANIERI, docente, Terzigno (Napoli) Felice RUBINACCIO, insegnante, Avellino Maria Rosaria RUBULOTTA, responsabile diagnostica senologica Istituto Pascale, Napoli Claudia SANDOMENICO, Fondazione Pascale, Napoli Cinzia SASSAROLI, chirurgo Teresa SCAFUTO Carmine SENESE, Pozzuoli (Na) Marina TESORONE, dirigente medico ASl Napoli 1 Aldo VECCHIONE, direttore scientifico Pascale, Napoli
(ultimo aggiornamento: 19 settembre ore 23.30)
Si è riunito stasera, nella sede di corso Umberto 23 a Napoli, il comitato campano di sostegno alla candidatura di Rosy Bindi alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Il comitato esprime profonda preoccupazione per l’andamento del dibattito campano sulla segreteria regionale, che rischia - per il prevalere di personalismi e discussioni tutte interne agli apparati di partito – di allontanare i cittadini e dunque di indebolire un processo davvero democratico. Il comitato fa un appello forte perché prevalga una candidatura autorevole e largamente condivisa, espressione di effettivo rinnovamento che serva nei mesi a venire a rigenerare la partecipazione alla politica.
Cari amici di blog, mi corre l’obbligo di avvisarvi che sono un mostro. Un mostro da leggenda metropolitana, certo, ma sparato nell’attacco di uno dei pezzi di apertura del più importante settimanale politico italiano non c’è leggenda metropolitana che tenga: mostro rimango. Una fonte autorevolissima de L’Espresso (un tassista anonimo: sarà stato di quelli con licenza o di quelli abusivi che a Napoli continuano a truffare i turisti?) riporta che sarei la proprietaria dell’agenzia di riscossione dei tributi comunali, Gestline, nonché della società che gestisce i bus turistici rossi. Questa dei bus turistici mi giunge nuova. Delle maldicenze intorno alla Gestline invece ero a conoscenza: molti, anche scrivendo a questo sito, mi hanno chiesto informazioni sulla veridicità di tali voci. Devo dire che sono anche un po’ offesa e vorrei lanciare un appello al misterioso tassista esperto in compagini societarie. Caro signor tassista anonimo, nulla da obiettare sulla sua visione del mondo che, non si offenda la prego per il riferimento, fa venire in mente intrecci pirandelliani. Ma sta sparlando di una donna con una lunga militanza politica, senatrice della Repubblica, moglie del Presidente della Giunta Regionale. Un po’ di rispetto. La prossima volta mi faccia almeno apparire come proprietaria di una qualche azienda più appetibile, chessoio la Telecom o la Fiat. Cordialmente ringrazio, io che anonima non sono.
Purtroppo, per impegni assunti precedentemente, domenica non potrò esserci ma aderisco alla manifestazione organizzata dall’Arci Gay di Napoli, dopo la vergognosa aggressione avvenuta qualche giorno fa in ina centralissima piazza della città. Ciò che è accaduto è gravissimo. Per questo domenica è importante manifestare contro ogni forma di discriminazione sessuale, violenza e sopraffazione. Per sconfiggere la violenza occorrono politiche sociali e culturali e una legislazione più avanzata sul terreno dei diritti civili. A marzo ho partecipato a Roma alla manifestazione in favore dei Dico. Voglio impegnarmi in Parlamento perché in Italia, così come avviene già nel resto d’Europa, ci sia una legislazione che riconosca i diritti a prescindere dall’orientamento sessuale.
Il comitato “Scelgo Rosy Salerno” organizza un incontro con la candidata a segretario del Partito Democratico, On. Rosy Bindi, venerdì 7 settembre, a Salerno, alle ore 16,30 all’Hotel Jolly, Sala Congressi, Lungomare Trieste.
All’incontro interverranno: la senatrice Anna Maria Carloni, Anita Lanza, presidente di Emily Provincia di Salerno, e Stefania De Martino, cordinatrice cittadina Emily.
Cari Nicola e Giulia, ho letto i vostri commenti e provo a dirvi brevemente la mia opinione sui temi che lanciate: spero che molti degli amici e amiche che ci seguono vogliano dire la loro! A Nicola prima di tutto voglio dire che penso sia importante attuare il bipolarismo nel nostro paese. Per farlo, in maniera compiuta, c’è bisogno di superare la frammentazione che caratterizza oggi la politica italiana. Da quando è iniziata l’esperienza dell’Ulivo gli elettori ci hanno chiesto di essere uniti, di superare divisioni ideologiche per risolvere insieme i problemi reali del paese. Il progetto del PD nasce per dare una risposte a queste esigenze. Sarà un partito neo-centrista? Questo dipenderà da quanti vorranno prendervi parte. La discussione sulle alleanze del PD, come saprai, ha tenuto banco tutta l’estate. Alcuni, firmatari del manifesto dei coraggiosi di Rutelli, sono orientati ad un possibile cambio di alleanze verso il centro. Altri, come Rosy Bindi, hanno espressamente dichiarato che il PD deve essere un partito che guarda a sinistra. Personalmente, io guardo a sinistra e penso che è importante votare alle primarie proprio per schierarsi in questo senso. Sui candidati che non ti convincono faccio io una domanda a te? Perché ciascuno non ti convince? Sulla terza domanda: nemmeno i “rimasugli” della Dc trovano facile mischiarsi con i “cattivissimi” rimasugli comunisti!! Scherzi a parte, spero di interpretare bene la tua paura che nulla cambi, che gli apparati esistenti replichino se stessi in un nuovo partito senza innovazione. Questo è un rischio reale, del quale sia io che tanti altri impegnati in politica abbiamo spesso e tanto parlato. Per questo bisogna esserci, in tanti e tante. Candidarsi, votare, far votare. Fare in modo che nuove leve abbiano la possibilità di proporsi e di affermarsi. L’unica spinta al vero cambiamento è data dal nuovo che entra: finché i giovani come te (e anche quelli un po’ più vecchiotti) rimarranno fuori, non ci saranno tante speranze di cambiamento. Avrai letto sui giornali le ipotesi e i dibattiti sulla dimensione dei votanti alle primarie. Sono convinta che un milione non sarebbe un successo: un milione è semplicemente la somma degli iscritti, di coloro che sono già, in un modo o nell’altro, schierati. Il successo sarebbe oltrepassare ampiamente quella cifra, coinvolgere chi non è iscritto e non vuole iscriversi, ma vuole dire la sua opinione da cittadino elettore. Successo sarebbe avere nelle liste tanti e tante che sono stati fuori dai partiti. Giulia tocca un tema che mi è molto caro, quello del laicismo. Ho già scritto molte volte su questo tema e su quanto (nonostante sia stata più volte in disaccordo con lei) Rosy Bindi rappresenti certamente una reale possibilità di confronto, privo di ideologismi, tra cattolici e laici. Lo ha dimostrato con la proposta sui Dico e, ancora pochi giorni fa, nello schierarsi decisamente contro un’ipotizzata revisione, proposta da ambienti cattolici, della legge 194 sull’aborto. In tema di laicità del PD, l’ho detto più volte, penso si possa costruire molto più con lei che con Paola Binetti, non credi? Comunque Rosy è stata molto chiara su questo tema in un incontro napoletano: trovi qui il filmato del suo intervento in cui parla di laicità. Aspetto vostri commenti. A presto.
Bentrovati. Torno da vacanze che sono state dense di lavoro e di incontri con tanti di voi interessati al Partito Democratico. Ma che sono state anche funestate dall’incredibile e criminale ondata di incendi che ha distrutto territorio, messo in pericolo popolazioni, ucciso. Ero in Cilento e non vi nascondo che l’ansia per quelle ore ancora mi resta dentro, con il suo carico di sgomento nel veder distruggere alberi e macchia, danneggiare imprese turistiche avviate con tanta fatica, soccorsi che faticavano a decollare in una situazione di emergenza nazionale nella quale bisognava intervenire dovunque nel paese e in così poco tempo. Gli arresti compiuti in queste settimane ci raccontano gli incendiari come persone “normali”, che potremmo incontrare ogni giorno. Così come normalissime persone sono i proprietari della villa che ha trasformato una vacanza in tragedia in costiera amalfitana. Certamente in questo nostro sud le istituzioni faticano ad affrontare mille antichi problemi. Ma certamente è necessario che l’intera comunità si riappropri del senso vero delle regole della convivenza civile. Quante sono le persone normali, perbene, che non richiedono una licenza edilizia? Quanti cittadini si attivano, com’è accaduto a Scala, per assicurare alla giustizia l’incendiario che ha distrutto i boschi della comunità? La rinascita civile parte certamente dalla politica. Ma ha bisogno di ciascuno di noi. Ha bisogno di recuperare il valore delle comunità, della condivisione di valori, della partecipazione. C’è bisogno di ricominciare a scegliere da che parte stare. Mi ha colpito molto il dibattito che si è acceso negli ultimi giorni sul mondo dello spettacolo e sui tanti e diversi personaggi che vedono accrescere la loro fama e i loro compensi in virtù delle personali disavventure giudiziarie. E devo dire che avrei abbracciato uno a uno i ragazzi di Venosa che hanno contestato il fotografo Corona, cui è stata concessa un’intera piazza e una copertura mediatica imponente per criticare il magistrato che sta indagando sulle sue attività. E ancora le gemelle di Garlasco. Personalmente non so che opinione avere, ma far preparare e rendere pubblico un fotomontaggio subito dopo la morte di una persona vicina, beh, certamente mi toglie il fiato. Ma di giornali voglio parlarvi ancora, in uno dei prossimi post.
Vi propongo il mio intervento publicato oggi da il Riformista. Vorrei rassicurare Claudia Mancina. Sebbene abbia scelto, da “diessina”, di sostenere di Rosy Bindi, non ritengo sacrilego che una donna voti un uomo. Meno che mai mi sognerei di non rispettare la libertà di ogni mia simile, in qualunque campo. Di Emily Napoli, l’associazione che presiedo, fanno parte donne che condividono la mia scelta, ma numerose sono quelle ancora indecise o decisamente schierate con Veltroni. L’assessore regionale Teresa Armato è coordinatrice dei comitati per Veltroni in Campania, senza che ciò rappresenti un ostacolo alla nostra amicizia e al nostro comune lavoro politico.
Dirò di più. Mi aspetto che anche tanti uomini scelgano di sostenere Rosy. Perché è brava, decisa, combattiva e capace di andare al cuore dei problemi e proporre idee e soluzioni. Perché la sua candidatura, che non era né ovvia né scontata, ha il pregio di avere aperto uno spazio ulteriore per costruire quella mescolanza tra giovani, donne e uomini dei Ds, della Margherita, o senza alcuna tessera in tasca, che rappresenta la vera sfida per il PD e per il ruolo che riuscirà a ritagliarsi nel rinnovamento della politica. Non è pensabile che la seppur realistica “definizione di posizioni e rapporti di forza” si consumi unicamente nel riposizionamento del vecchio ceto politico. In questo senso la scelta di presentare un ticket, Ds – Dl, non rappresenta un bel segnale. E anche questo così netto prefigurare la discrasia, paventata da Mancina, tra linea del segretario e maggioranza del partito, mi lascia perplessa. Sappiamo già tutti che la candidatura di Veltroni gode di un enorme consenso. Parlare oggi di maggioranze e di linee suona un po’ come prefigurare una costituente che si limiti alla mera ratifica di decisioni già prese altrove. Sarebbe come dire che non c’è spazio per nuova partecipazione, per nuove idee, per nuove regole e condivisioni.
Faccio fatica, inoltre, a immaginare che esistano oggi donne “che hanno fatto della differenza di genere una priorità assoluta” al punto da “sostenere una candidatura anche in presenza di non marginali divergenze di idee”. Penso piuttosto che potersi riconoscere nella leadership di una donna sia un valore, che segna un momento di svolta nel nostro paese e dà senso al lavoro che tante donne hanno fatto in tutti questi anni. Giustamente Beatrice Magnolfi sottolinea il ruolo delle donne e le battaglie vinte per le regole, anche dentro il comitato dei 45. Non ci si illuda però. Già lo statuto dei Ds prevedeva la presenza di almeno il 40% di donne nelle liste : l’esperienza ci insegna che lo statuto non basta ad impedire che nelle istituzioni di mezza Italia non ci sia neppure una donna eletta. Le regole rendono possibile il cammino, ma sta alla nostra determinazione, alla capacità di rischiare e mettersi in gioco, alla buona politica insomma, se la partita sarà vinta.
Detto ciò, ho scelto Rosy Bindi per molti motivi. Per il suo prezioso profilo sociale e umano e la tensione verso i più deboli, che considero valori importanti in un paese così drammaticamente interessato da nuove povertà. Mi convincono molte cose nel suo manifesto. Certamente, anche le sue parole sulle donne. Che consentono di costruire una postazione politica nel nuovo partito e rompere finalmente con l’individualismo politico femminile degli ultimi anni, che non ha portato le donne italiane da nessuna parte anzi, si potrebbe dire, che le ha portate in fondo alle classifiche mondiali.
Ne condivido in pieno la presa di posizione decisa a sostegno del referendum, unico strumento che può permettere, ragionevolmente in questa legislatura, di cancellare la vergogna dell’attuale legge elettorale.
E ancora mi convince il suo impegno deciso, per fondare una nuova laicità nel confronto con i problemi più veri e di rilevanza etica del nostro vivere civile. Ha già dimostrato, con i Dico, la capacità di costruire mediazioni e nuove sintesi nel segno della laicità a partire da punti di vista molto diversi tra cultura laica e cattolica. Non sempre sono stata d’accordo con lei. Ma stiamo costruendo il Pd e non possiamo farci paralizzare dalle differenze, a patto che i punti di disaccordo possano diventare punti di un confronto in profondità. Sui temi eticamente sensibili mi appare chiara la possibilità di costruire con Bindi un confronto vero ed efficace fondato su presupposti di apertura e laicità. E’un po’ più difficile incontrare lo stesso impegno nel confronto con i cosiddetti teodem. Intendiamoci, tutte le convinzioni, in un partito plurale e aperto, devono avere diritto di cittadinanza. Io, con la mia storia di donna di sinistra scelgo come punto di riferimento il livello di interlocuzione che considero più avanzato.
Un Partito Democratico che guardi a sinistra, è un partito che non deve rinunciare ai valori della solidarietà sociale e all’attenzione per il futuro. Solidarietà richiede la costruzione di un moderno partito di popolo, dove anche le persone più deboli e prive di mezzi economici abbiano la possibilità di contare, candidarsi e incidere C’è bisogno di investire sulla partecipazione di tanti. E di tante. Su una reale apertura, capace di accogliere istanze anche diverse e nuove. E’ importante aprirsi per costruire quello spazio di condivisione che rappresenta un valore per l’intero mezzogiorno, dove giovani e donne sono il soggetto principale dell’innovazione e del rilancio dell’economia italiana, di quel rinnovamento della società e della politica che considero la scelta caratterizzante di una moderna sinistra.
Nessun anatema, quindi, o sostegno unicamente in nome dell’essere donna. Una sola domanda: perché non scegliere di sostenere questa donna?
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