
Pubblicati sul sito del Partito Democratico i seggi dove sarà possibile votare in Campania domenica 14 ottobre. Si vota dalle 7,00 alle 20,00.
CHI PUO' VOTARE Può votare chi ha almeno 16 anni ed è: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia. Per votare è sufficiente un documento d’identità e la tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento di identità. DOVE SI VOTA I seggi sul territorio nazionale saranno più di diecimila. Gli studenti universitari e i lavoratori fuorisede possono votare nella città dove studiano o dove lavorano, iscrivendosi presso l’Ufficio Tecnico Amministrativo Provinciale. COME SI VOTA Le schede sono due: una per l’Assemblea Costituente Nazionale, l’altra per quella Regionale. Si vota mettendo una croce su una sola delle liste. Il contributo minimo per votare è pari a un euro. Sulla scheda azzurra per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale la lista "Con Rosy Bindi democratici, davvero" occupa l'ultima posizione a destra. NUMERO VERDE Per informazioni sulle modalità di voto è possibile telefonare al numero 800-231506 (solo da rete fissa)
Non trovo assolutamente fuori luogo né esagerate le dichiarazioni rese da Rosi Bindi sulla necessità di garantire il massimo di trasparenza, sicurezza e accessibilità alle operazioni di voto e scrutinio alle primarie. Negli incontri pubblici con Rosi Bindi di domenica scorsa in Campania molti intervenuti hanno messo l’accento, con preoccupazione, sui rischi di irregolarità nonché sulla mancanza di chiare indicazioni, ad una settimana dal voto, sulla stessa ubicazione delle sezioni elettorali. Con la battuta garbata sul “peccato originale”, ovvero che i cattolici sono portati a credere che l’Uomo possa non sempre agire correttamente, Rosi Bindi sollecitava l’impegno e l’attenzione di tutti noi, delle diverse liste, e di tutti i candidati a vigilare per garantire il buon andamento e la regolarità delle operazioni elettorali. Chi partecipa alle primarie pone una domanda di rinnovamento e cambiamento della politica forte che non va disattesa, pena la credibilità stessa dell’atto di nascita del Pd. Nessun allarme brogli dunque, ma vigilare è fondamentale. Fin qui, ad esempio, sulla presenza in lista delle donne, non tutti hanno dimostrato di essere campioni delle regole. Il 14 ottobre è un giorno troppo importante per la buona politica e non vogliamo che sia sporcato da beghe e litigi.
Sono ormai numerose le notizie che si sono susseguite nei giorni scorsi intorno alle candidature femminili in Campania per le primarie del 14 ottobre. Ho già avuto modo di esprimere la mia opinione su quella che ho definito come una grossolana mancanza di rispetto delle regole, che ha visto protagoniste le donne, e sui rischi legati al loro inserimento nelle liste a puro scopo riempitivo. La pubblicazione ufficiale delle liste regionali, avvenuta soltanto nelle scorse ore, aggiunge un ulteriore tassello a questo scenario. E’ noto che la lista Bindi non ha presentato una propria candidatura regionale, lasciando a ciascuno la libertà di sostenere il candidato locale più rappresentativo del proprio convincimento politico. Personalmente ho scelto di sostenere la lista Campania Democratica per Iannuzzi e le donne bindiane impegnate in questa lista. Nelle scorse settimane, infatti, la disponibilità del candidato segretario ad allargare la partecipazione regionale a donne impegnate nella società civile era stata accolta con interesse da alcune rappresentanti del comitato Bindi, favorevoli a un sostegno esplicito e trasparente alle liste Iannuzzi. Verifichiamo oggi che questa opportunità non è stata pienamente valorizzata. Sono stati tre, infatti, i nomi di donne bindiane proposti per le candidature regionali. Una tra loro non è stata inserita nelle liste. Le altre due si ritrovano in posizioni del tutto marginali. L’auspicata apertura ad una reale partecipazione non c’è stata, e questo decisamente non appare come un bel segnale. Sono grata alle amiche coinvolte, le quali - pur nell’amarezza di veder ripercorsi antichi e criptici rituali della politica - hanno deciso di onorare con coerenza l’impegno preso. Perché una buona politica comincia anche da qui, dal rispetto degli impegni anche in un contesto difficile e poco leggibile.
Ritengo importanti le decisioni assunte dal collegio regionale Campania dei garanti del Pd in merito alle liste per le primarie del 14 ottobre. Sono decisioni ispirate a un forte principio democratico, quello di favorire la più ampia partecipazione alle consultazioni delle primarie. Sarebbe stato impensabile attuare un principio di esclusione proprio in un momento in cui ci avviamo alla costruzione del Pd. Un partito plurale non può e non vuole permettersi di escludere alcuno da una competizione. E tuttavia non si può però non riflettere sulla grossolana mancanza di rispetto delle regole che ha visto protagoniste le donne. Sorprende che non siano state valorizzate e candidate donne da anni impegnate nell’attività politica che rappresentano un valore e un’opportunità nella vita democratica della nostra regione. Nella competizione alcune liste sono già povere di rappresentanza femminile. Chiedo che in nessun caso, per dimissioni o rinuncia, ad una donna possa subentrare un uomo. Mi impegnerò, così come ha già annunciato Rosy Bindi, affinché il rispetto della regola del 50% sia rafforzato in maniera cogente in tal senso. E’ un impegno che chiedo a tutte le liste presenti alle primarie, sia per l’assemblea costituente nazionale che regionale, nella direzione della trasparenza e della più ampia rappresentatività.

Questo blog aderisce alla campagna FREE BURMA! con la quale i blogger e i webmaster di tutto il mondo stringono una rete di solidarietà e appoggio al popolo birmano. Per il 4 ottobre è prevista una giornata di mobilitazione on line contro la violenza e la censura che calpesta i diritti civili in Birmania. Possiamo far sentire la nostra voce. Ciascuno può contribuire, anche se non ha un sito o un blog, semplicemente promuovendo la campagna con un commento in un blog o in un forum, avendo cura di inserire le parole "One Keystroke for Burma” nel messaggio. Le notizie sempre aggiornate della crisi in Myanmar nelle pagine di Wikipedia e nello speciale di PeaceReporter.
“Grazie per il lavoro egregio che avete fatto in questi giorni”. La voce di Rosy Bindi arriva chiara e forte in diretta telefonica, all’Hotel Royal, dove è in corso la presentazione della lista Bindi di Napoli e provincia. “Abbiamo smentito un luogo comune – dice Bindi - perché la Campania, almeno per la nostra lista, è stata tra le regioni più efficienti”. E’ un’iniezione di fiducia e un invito ad andare avanti con entusiasmo per la sala gremita di candidati. “Grazie per il lavoro difficile e faticoso che farete nelle ultime due settimane – continua la candidata a segretario del Pd – ora la sfida è quella di convincere e far venire a votare tanti e tante per rinnovare e cambiare la politica. Già con la finanziaria il governo ha lanciato un messaggio importante perché non ci siamo divisi, come tanti prevedevano, e abbiamo varato una manovra economica che redistribuisce la crescita e guarda ai più deboli”. “ Il Pd – continua Bindi - può essere lo strumento per riavvicinare tanti alla politica. Possiamo farlo se le primarie diventeranno un’occasione di partecipazione vera. Al lavoro, ci rivedremo il 7 ottobre”. La telefonata di Rosi Bindi arriva a metà mattina. La giovane ricercatrice universitaria Paola Bruno, capolista nel collegio di S. Giorgio a Cremano, nell’introdurre la conferenza stampa aveva orgogliosamente rappresentato il frutto del lavoro dei giorni passati: “in Campania - dice Bruno- la lista Bindi è davvero plurale, ricca di presenze del modo delle professioni, dalla sanità alla scuola, del volontariato,dell’associazionismo, ma anche di dirigenti sindacali e di partito, con tanti giovani. Insomma una lista eterogenea e plurale come plurale dovrà esser il nuovo partito. E’ una lista che punta alla partecipazione e al coinvolgimento con aspettative di cambiamento della politica e rinnovamento culturale del Paese”. Bruno cita i dati: 215 candidati in tutta la Campania, di cui 107 donne e 108 uomini. 116 candidati in Campania 1 di cui 60 uomini e 56 donne; 25 capolista di cui 12 donne e 13 uomini. Il 25 % della lista ha un’età inferiore ai 40 anni, il più giovane ha 22 anni, il più anziano 74 anni. Al tavolo della Presidenza si rende bene visivamente la fotografia di liste così innovative: due giovani, Paola Bruno e Salvatore Cioffi, candidati capolista rispettivamente a S.Giorgio e a Nola, un medico, il professor Comella, candidato a Chiaia, Anna De Vizio, già candidata a sindaco alle ultime amministrative di Ercolano. Seduti in prima fila Anna Maria Carloni, Antonella Pezzullo, Mario Santangelo, Vincenzo Ruggiero, Luca Stamati, Osvaldo Cammarota e Marco Rossi Doria. C’è un clima appassionato, convinto, lontano dai litigi e gli scontri che stanno invece caratterizzando in queste ore le primarie, soprattutto quelle regionali. Sarà anche perché la lista Bindi in Campania ha scelto di presentarsi solo per l’assemblea costituente nazionale. Testimonial è Patrizio Rispo, con la camicia rossa indossata per la Birmania : “Dovevamo unirci invece siamo frammentati. Io voto Bindi al nazionale e Mazzarella al livello regionale. Perché voto Bindi? Perché non mi piacciono i plebisciti e Rosi Bindi può rappresentare bene la laicità e la pluralità del futuro partito. Da questo punto di vista ben vengano i contrasti”. E mentre Osvaldo Cammarota, capolista a Fuorigrotta – Bagnoli, componente dell’Utar, spiega ciò che è accaduto in questi giorni e ricorda lo sforzo organizzativo che andrà fatto, c’è chi già pensa al dopo. Rossi Doria, infatti, sottolinea che “nella lista Bindi si sono ritrovate personalità ed esperienze diverse ma unite nel bisogno di rinnovare profondamente e di costruire un partito nuovo e di una politica nuova. Stiamo percorrendo un pezzo di strada insieme. E’ un’occasione per stare insieme anche dopo il 14 ottobre. Non possiamo sciupare questa occasione - dice raccogliendo gli applausi della sala – dobbiamo stare uniti, uniti nelle differenze. Noi rappresentiamo una porta aperta sull’uscio del Pd per chi non ha fatto politica negli apparati. Per questo dobbiamo continuare questa esperienza, continuare a discutere insieme sulla prospettiva politica democratica in Campania”.
Sono molto soddisfatta per la rapida e definitiva approvazione in Senato del disegno di legge, che ho sottoscritto insieme alla collega Silvana Pisa, con cui si contrasta il fenomeno delle cosiddette "dimissioni in bianco", ovvero la lettera di dimissioni preventiva richiesta dai datori di lavoro in cambio dell'assunzione per ricattare le lavoratrici ed evitare di applicare le garanzie di legge a tutela delle lavoratrici madri. E’ una pratica, purtroppo largamente diffusa anche nella nostra regione, con la quale si fa firmare alle lavoratrici, all’atto dell’assunzione, «dimissioni in bianco» che rendono possibile all’azienda licenziamenti altrimenti immotivati, che sono in tantissimi casi legati alla maternità. In Italia, soprattutto al Sud, diventare madri è ancora un handicap. T ante ragazze si affacciano al mondo del lavoro con una forte coscienza di diritti acquisiti e si scontrano invece con una realtà nella quale il lavoro femminile è stato sempre storicamente osteggiato. Così le false dimissioni rappresentano di fatto un forte disincentivo alla maternità, un paradosso per il nostro Paese che ha forti problemi di natalità e di insufficiente tasso di attività lavorativa delle donne rispetto ai parametri europei. E quando poi si parla di politiche di conciliazione, in cui siamo uno degli ultimi paesi europei in classifica, se ne parla ancora solo al femminile, come se la famiglia non riguardasse anche gli uomini. Per questo, dopo l’inserimento nell’ultima finanziaria di sgravi fiscali per le aziende del mezzogiorno che assumono donne, tale legge rappresenta un ulteriore passo avanti per tutelare il diritto al lavoro femminile e l’ingresso nel mercato del lavoro di tante ragazze meridionali.
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