Alle donne il record delle presenze e delle iniziative, gli uomini assenti o distratti. Il quadro delle attività dei parlamentari campani in un articolo di Antonio Troise pubblicato dal Mattino. Per Anna Maria Carloni (impegnata in aula e in Giunta elezioni e immunita', 7ª Commissione Istruzione, Commissione speciale diritti umani, Commissione parlamentare per l'infanzia e Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa) il record delle presenze e ben nove DDL presentati come primo firmatario nei 20 mesi del suo primo mandato.
Ciò che è accaduto al Policlinico di Napoli è raccapricciante. Come è possibile strumentalizzare una vicenda umana così dolorosa, quale quella di un interruzione di gravidanza? Non conosco ovviamente la donna che ieri ha subito tale umiliazione e violenza, ma le sono vicina e solidale. Che dire del fanatismo di chi fa una telefonata anonima, dell’approssimazione dell’attività di un giudice che, senza altri approfondimenti, decide di intervenire e, infine, dello zelo feroce di un poliziotto donna che, senza nessuna umanità, sottopone la donna ad un interrogatorio surreale? E’ tutta una vicenda terribile su cui occorrerà fare chiarezza e andare a fondo in tutte le sedi competenti. Ma ciò che è accaduto rappresenta un serio campanello d’allarme per le prossime settimane e impone di ristabilire sulla legge 194 un clima di confronto laico e civile. Per questo, indipendentemente dalle intenzioni, non condivido la scelta di Giuliano Ferrara di presentare una lista su tale questione, perché si presta inevitabilmente ad alimentare una nuova crociata, in un clima da caccia alle streghe.
Napoli, 13 febbraio 2008
Condivido l’appello pubblicato dal quotidiano l’Unità intitolato “ Laicità, nuovo civismo e valore della persona”. Sono temi sui quali da tempo ho caratterizzato il mio impegno politico e parlamentare, presentando, ad esempio, in Senato, un disegno di legge sul testamento biologico che è, insieme ad altri, all’esame della commissione. Ma aderisco soprattutto perché sono convinta che nel PD su tali questioni, che investono direttamente la natura e la cultura politica del partito, debbano affermarsi regole e pratiche fondate sul rispetto, il confronto e il dialogo come metodo con il quale si assumono posizioni condivise. Invece, finora, mi pare siano prevalse solo sterili contrapposizioni ideologiche, se non, come nel caso del tema della revisione della legge 194, un uso strumentale teso a minare e destabilizzare la costruzione del Partito Democratico. Mi convince perciò la proposta avanzata nell’appello di darci un luogo per discutere e di promuovere un seminario su questi temi e su un percorso comune da avviare insieme. E’ una proposta che raccoglie una domanda attesa nel partito, tra chi vuole partecipare per costruire un partito laico, aperto e plurale. Napoli, 9 gennaio 2007
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 Auguri, auguri a tutti. A chi ha voglia di criticare e a chi vuole sottolineare delle esperienze positive (e non per questo necessariamente entra a far parte di una fantomatica "banda di lecchini"). Del resto i blog sono piccole comunita' ed e' abbastanza normale che ci si ritrovino a esprimersi persone che hanno qualcosa in comune. So di essere stata troppo assente dal blog nelle ultime settimane, ma il lavoro in Senato e' stato tanto, come sempre. Ci sono molte cose delle quali parlare, molti temi che avete sollevato e ne parleremo presto. Oggi voglio darvi il mio augurio di un Natale sereno e lo faccio con il sorriso di due donne molto importanti per me: mia figlia Chiara e la mia nipotina Beatrice. Auguri.
Lo scorso giovedì 20 dicembre, la senatrice Anna Maria Carloni ha incontrato una delegazione dei lavoratori dell'azienda Conserve Italia che stanno attraversando l’ennesima crisi aziendale con il rischio concreto di una chiusura dell’attuale stabilimento in seguito alla cessione. “Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà ai lavoratori - ha dichiarato Anna Maria Carloni – ottenuto il tavolo istituzionale, occorre trovare una risposta concreta che consenta a Conserve Italia di rivedere la decisione relativa alla cessione del ramo d’azienda del sito di Caivano, scelta che danneggerebbe i lavoratori e farebbe scomparire per sempre dal territorio campano il marchio Cirio”. A tal proposito – ha dichiarato la senatrice Carloni - ho presentato un’interrogazione al Ministro delle politiche Agricole De Castro per sapere se sia a conoscenza dei fatti e che tipo di iniziative ritenga opportuno assumere per garantire i livelli occupazionali e preservare sul territorio campano un marchio storico, simbolo della filiera agroalimentare della Regione. In particolare – ha continuato la senatrice del Pd – bisogna conoscere quali iniziative il Ministro intenda intraprendere di fronte alla posizione, assunta dal sindacato e dai lavoratori e condivisa dai livelli istituzionali locali, di netta contrarietà alla cessione dello stabilimento di Caivano; come intenda procedere per garantire i livelli occupazionali dello stabilimento, a fronte delle risorse pubbliche riconosciute a Conserve Italia per un piano di ristrutturazione annunciato e se non ritenga, infine, opportuno richiamare i vertici aziendali della Conserve Italia in un tavolo istituzionale per comprendere le reali intenzioni dell’azienda e per ottenere che si ritorni nel Consiglio di Amministrazione per rivedere la decisione di cedere il ramo d’azienda e quindi vendere il sito produttivo di Caivano.
Pubblichiamo la lettera d Rosy Bindi pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno il 25 novembre 2007. CARLONI, UNA SCELTA GIUSTA di Rosy Bindi Gentile Direttore, trovo francamente eccessiva la polemica che investe la senatrice Anna Maria Carloni e che è veicolata da lettere e articoli in cui si esprime una infastidita meraviglia per la sua presenza nel coordinamento nazionale del Pd. E’ bene ricordare che nella composizione del Coordinamento, come ha riferito lo stesso segretario Veltroni, si e’ tenuto conto anche delle indicazioni avanzate dai candidati alla segreteria nazionale, sulla base delle percentuali ottenute. Da candidata alle primarie del Pd mi assumo quindi la responsabilità di aver avanzato il nome di Anna Maria Carloni. Non pretendo che questa indicazione sia condivisa e apprezzata dalla linea del giornale, ne’ dalla dottoressa Caccavale che nei giorni scorsi ha chiesto ragione di questa scelta, chiedo pero’ che venga rispettata. Vorrei anche ricordare che la senatrice Carloni ha subito condiviso e sostenuto la mia candidatura, tant’e’ che avviammo insieme a Napoli la mia campagna elettorale, nel luglio scorso. Anna Maria si e’ candidata in Campania 1 e a Napoli insieme ad altre autorevoli personalita’ come Osvaldo Cammarota, Marco Rossi Doria, Enzo Ruggero ed Antonella Pezzullo e ai 10 mila elettori “veri” della mia lista, in un contesto territoriale e sociale complesso e difficile. Sul risultato della mia lista, a cui non e’ stato riconosciuto il quorum ampiamente raggiunto del 5%, pende ancora il nostro ricorso per il riconteggio delle schede. Sono state registrate troppe anomalie e mi auguro si voglia davvero fare chiarezza. Per quanto mi riguarda, nella scelta dei nomi per il Coordinamento nazionale mi sono fatta guidare dal criterio di non penalizzare un territorio importante della nostra talia e soprattutto la storia di una personache da sempre e’ impegnata nelle battaglie di parita’ e giustizia sociale delle donne. E’ lo stesso criterio che ho adottato indicando Antonella Pezzullo, unica mia eletta in Campania 1, tra i 100 componenti della Commissione Statuto. Ho cercato di valorizzare le regioni che hanno maggiormente premiato la mia candidatura come Lombardia, Veneto, Trentino e Piemonte e di garantire allo stesso tempo una rappresentanza anche a quelle aree sociali e culturali in cui i risultati non sono stati brillanti. Se la Caccavale avesse sostenuto la mia candidatura, e non una delle cinque liste schierate con Veltroni, probabilmente con il suo risultato sarebbe stata valorizzata. Osservo, peraltro, che soprattutto in Campania le contraddizioni maggiori si riscontrano nelle parole di chi contesta un sistema dopo averlo sostenuto, forse involontariamente, candidandosi sotto le insegne del segretario nazonale vincente. Sono consapevole che la Campania attraversa una fase molt delicata della vita politica, ma non capisco perche’ a farne le spese dovrebbe essere la mia lista e la mia rappresentanza. Saranno altri a dover dare spiegazioni ai loro stessi sostenitori visto che, torno a ripeterlo, le ambiguita’ e le contraddizioni sono esplose tutte all’interno delle liste che hanno sostenuto il segretario nazionale vincente.
E' una manifestazione importante quella di oggi contro la violenza sulle donne. Una violenza che accomuna il mondo intero. Soltanto nel nostro paese sono quasi sette milioni le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale. La violenza maschile è la prima causa di morte o invalidità permanente per le donne tra i 14 e i 50 anni. Sono dati agghiaccianti che spesso tendiamo a dimenticare o, peggio, a interpretare come una tipologia di crimine da addebitare ad altre culture, a popoli differenti. Le statistiche ci rimandano una verità più brutale: la violenza maschile è di casa nella coppia, nella famiglia e non fa differenza di classe sociale o culturale. La famiglia è oggi il luogo più pericoloso per le donne, la violenza che si annida in essa distrugge le donne ma, al tempo stesso, distrugge anche la famiglia come nucleo di sicurezza e rifugio. E' questo il nodo vero da affrontare. Bisogna spezzare il silenzio sugli archetipi nelle relazioni tra i sessi che influenzano i comportamenti nella nostra società. "Ma le donne non sono nate per fare questo?" - ha dichiarato l'autore di un efferato delitto contro una bambina di soli 4 anni nel napoletano. Sono parole agghiaccianti di un uomo mentalmente disturbato, ma rappresentano l'interiorizzazione malata di schemi culturali duri a morire. Di fronte a tutto questo non credo che la migliore risposta sia unicamente nel sistema di pubblica sicurezza, o nell'aumento delle pene. E' necessario che ci sia certezza della pena. Ma è urgente incidere nella percezione sociale di questi reati, fare in modo che nessuna donna maltrattata si senta consigliare “pazienza” nei confronti del compagno o del marito. Per questo la manifestazione di oggi - insieme con l'impegno degli organi di informazione, i centri antiviolenza, le reti di supporto - sono importanti per vincere questa vera e propria guerra. E forse il dato più significativo oggi, diversamente dalle battaglie degli anni passati, è che in piazza ci saranno anche tanti uomini. Tra gli altri il gruppo “MaschilePlurale” che ha il merito di interrogarsi da tempo su questi temi, di cercare radici e rimedi di comportamenti maschili inaccettabili. Perché se le donne sono vittime, questo comportamento criminale è un problema di uomini. Da dove nasce? Come si combatte?
Considero la candidatura di Angela Cortese a coordinatrice del Pd napoletano una buona notizia. Con Cortese ritengo che la direzione provinciale del Pd di Napoli può arricchirsi di una preziosa sensibilità sociale e di una forte competenza nei campi delle politiche dell’inclusione, della formazione e dell’educazione. In qualità di Presidente di Emily desidero sottolineare che Angela, nei diversi ruoli che fin qui ha ricoperto, non ha mai dimenticato di essere una donna e ha saputo costruire percorsi di crescita e opportunità per tante donne di diverse generazioni e estrazioni sociali. Auguro ad Angela di ottenere sabato prossimo quel sostegno che le consentirà di guidare una fase importante e delicata del Pd e di poterlo fare con l’apporto positivo di tutte le componenti, di maggioranza e minoranza nel rispetto reciproco, e di una civiltà della politica che deve essere ritrovata.
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