COSTI DELLA POLITICA: INSIEME CON ALCUNE SENATRICI PREPARIAMO PROPOSTA PER LIMITARE PRIVILEGI
Dopo la mia intervista pubblicata dal Mattino sui privilegi dei parlamentari, ho ricevuto diverse lettere nella mia casella al Senato. La chiamano antipolitica questa nuova forte onda critica che sale dai cittadini contro i costi della politica. Ho l’impressione che si attenda uno TSUNAMI, se perfino un politico di razza come D’Alema oggi dichiara al Corriere della Sera che “rischiamo di essere travolti come la prima repubblica”. Resto persuasa che la democrazia nel nostro paese abbia radici robuste e che la protesta di oggi sia piuttosto una risorsa democratica. La sfiducia può trasformarsi in capacità di controllo e pressione per il cambiamento, quando individua con chiarezza i problemi da aggredire e trova interlocutori sensibili. Ed è ormai chiarissimo che i costi della politica e i privilegi di chi fa politica sono percepiti come una malattia in fase acuta per la nostra vita democratica rispetto a cui, peraltro, anche le cure sarebbero a portata di mano. Convinte che la situazione attuale non si possa difendere e attenda concrete iniziative, alcune senatrici si sono mosse cercando la disponibilità di altre e altri. Io tra queste. Ne abbiamo discusso con il presidente della Commissione bilancio, il senatore Morando, concordando con lui alcune linee di intervento che presto si trasformeranno in un documento da proporre e a cui dar seguito in pratica. Una iniziativa che - indipendentemente dal gradimento che incontrerà “nel palazzo” - non si potrà non intraprendere, dal momento che in queste ore anche il governo, a cominciare da Prodi, è impegnato concretamente per ridurre e tagliare spese di governo (indennità, consulenze, commissioni, ecc.). Per quanto ci riguarda più da vicino come parlamentari, in generale mi sono convinta che le nostre indennità risentono di due peccati tipicamente italiani. Il primo è quello di monetizzare tutto. Perché non dare più servizi ai parlamentari invece di aumentare progressivamente i compensi e le indennità accessorie così come è avvenuto negli anni passati? Ad esempio rendendo disponibili uffici attrezzati anche per dormire, senza costringere tutti ad affittare case costosissime a due passi dal Parlamento (niente a meno di 2000 euro). Perché rimborsare i costi del collaboratore anche a chi non ce l’ha o non risulta (perché non in regola)? E soprattutto perché, piuttosto, non fornire servizi informatici così come anche di consulenza adeguati? Il secondo peccato è quello per cui sulle indennità di senatori e deputati gravano impropriamente costi consistenti di finanziamento dei partiti e della politica. Alcuni partiti chiedono fino al 50% dell’indennità, altri in diversa misura proporzionale, altri ancora al momento dell’accettazione della candidatura chiedono consistenti versamenti, producendo effetti distorcenti e non trasparenti. Tra tutti i privilegi , il più indifendibile e ingiusto, è certamente rappresentato dalle modalità di erogazione e accesso al vitalizio, che poi è una pensione a tutti gli effetti. In realtà questo istituto sarebbe già stato riformato nel ’97, prevedendone l’accesso a 65 anni di età (60 per chi ha più di 10 anni in parlamento) e il diritto a chi totalizza 5 anni di attività parlamentare. Ma una vera riforma resta ancora tutta ancora da fare. Prima di tutto bisogna aumentare, e di molto, i versamenti contributivi, che sono assolutamente non sostenibili al confronto con le prestazioni erogate, e poi non può accadere che, in nome dei diritti acquisiti, tanti continuino a beneficiare del vitalizio pur avendo meno di 60 anni, e questo proprio mentre si parla di innalzare l’età pensionabile per le lavoratrici! Infine bisognerebbe mettere fine alla prassi del cumulo di più vitalizi e pensioni pubbliche e in ogni caso mettere un tetto insuperabile per le pensioni cumulabili a qualsiasi titolo. Queste sono alcune priorità , rispetto a cui, in questo momento di così evidente scarsità di risorse pubbliche, i parlamentari, tutti, dovrebbero fare la propria parte. Tante volte si parla in generale (anche i parlamentari ) della necessità di ridurre i costi della politica, come se il problema fosse sempre di altri. Senza fare questo sarà molto difficile inoltre, per il parlamento, creare e far rispettare nuove regole capaci di liberare la nostra sociètà dalle mille caste e privilegi che fanno del nostro un paese bloccato e vecchio, così pure ristrutturare la pubblica amministrazione, lottare contro i tanti sprechi e i troppi evasori. Tutti devono fare la propria parte, i politici dovrebbero essere i primi, certo non gli ultimi.
brave! va bene la proposta di legge, ma perchè non dare l'esempio con un "azione" dimostrativa? sarebbe un buon segnale se qualche politico/a, parlamentare, deputato, senatore, consigliere di enti locali rinunziasse a qualche privilegio e istituisse un fondo comune per i familiari dei morti sul lavoro o per qualche altra causa nobile. Ci darebbe una nuova fiducia: oggi molti sono seriamente tentati di disinteressarsi della politica anche perchè la questione morale, vi ricordate berlinguer?, è stata sepolta e le differenze tra i poli si sono troppo affievolite.D'Alema ha ben colto l'aria che tira e non è una bella aria. Roberta
Sull'argomento costi della politica mi permetto di segnalare un mio post http://francescatoblog.blogspot.com/2007/05/sostiene-dalema-sostiene-stella-i-costi.html Con i migliori saluti.
Brava come sempre sono d'accordo con te anche perchè in questa nostra Italia dove ai ragazzi che vivono nel più assoluto precariato e non riescono a programmare e a vedere il loro futuro ed ai nuovi poveri che un lavoro o una pensione l'hanno, ma non gli consente di arrivare alla fine del mese, una risposta concreta bisogna darla.Che l'intenzione di cambiare c'è veramente e che la differenza tra centrodestra e centrosinistra è reale. Certo in un'Italia dove si fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena diventa difficile capire che basta riuscire ad essere parlamentare per una legislatura e vivere di rendita per tutta la vita. Si non tira una bella aria ed una risposta è doverosa darla. Mandiamo a casa la stagione dei priviilegi ed inauguriamo quella del servizio. Alida
Di
Alida
(inviato il 22/05/2007 @ 09:48:01)
Cara Annamaria, pochi giorni l'Assessore alle Politiche Sociali del mio paese ha convocato la consulta dei disabili e ci ha comunicato che per la prossima annualità sono a disposizione per un territorio di circa 130000 cittadini ..120000 euro!!!! Sapete, ha aggiunto, ci sono i tagli.....Cara Annamaria, quando ti sentirai scoraggiata , attaccata e isolata in questa tua nobile battaglia pensa a noi...genitori di soggetti disabili che da troppo tempo quando chediamo servizi per i nostri figli ci ripetono in ogni salsa che i soldi non ci sono e dobbiamo fare sacrifici. Vai avanti Ti siamo vicino Eleonora
Di
eleonora
(inviato il 22/05/2007 @ 15:06:40)
Mi scusi la sincerità, ma di proposte di legge Idilliache ne abbiamo piene le tasche (tra l'altro vuote di denaro). Noi cittadini abbiamo bisogno di prove! Ci faccia un blog quando la sua proposta di legge sarà approvata... Poi ne parliamo!! Voi Parlamentari di sinistra (eletti da noi cittadini di sinistra) date l'esempio: Rinuciate alle pensioni dopo 2 anni e mezzo, devolvete parte del vostro stipendio in beneficenza e battetevi APPROVANDO leggi che abbattano lo spoppositato costo della politica. E' cosi che si innova davvero, non con le chiacchiere. Gianni Roma
Di
Gianni
(inviato il 25/05/2007 @ 13:47:38)
prima dei costi della politica non pensa che sia necessario pensare alla pulizia della politica? E allora cosa ne pensa dell'assessore regionale della Campania, Corrado Gabriele, che dovrà essere sottoposto a breve a un processo per violenza sessuale su due ragazze minorenni all'epoca dei fatti e che continua a girare per le scuole nella sua veste di assessore alla pubblica istruzione? Qui più che di costi si tratta di decenza, ma quale credibilità potrà mai avere la classe politica nel momento in cui non assume alcun provvedimento quanto meno cautelativo (sospensione dall'incarico) in presenza di vari magistrati che hanno ritenuto il Gabriele passibile di processo? Insomma!!
Io credo sia più che necessario ricalcolare gli effettivi costi della politica non tanto in relazione a quanto un parlamentare - ma direi meglio un dirigente di partito (soprattutto dei DS in certe Regioni italiane) - ma in relazione alle attività parallele dei pollitici medesimi. Se ne avete voglia e tempo cercate di vedere la situazione di una piccola città come la mia - Terni, nella felice e rossa Umbria - dove prewsidenti di istituzioni inventano consorzi e ne percepiscono nuovi stipendi; dove il Sindaco (DS) si appropria e trasforma terreni da agricoli in edificabili, riceve regalie dalla COOP; dove l'Assessore alla Cultura sponsorizza festival nel cinema di sua proprietà. Badate bene che le presentid etrazioni sono fatte da un diessino come lo sono io, che non crede affatto al partito democratico e che stenta ancora a credere alle prosppettive del vecchio (?) PDS... Un saluto. Corrado Pani Terni
www.mpie.eu
In questo sito stiamo raccogliendo firme per una petizione per l'abrogazione della legge che stabilisce gli stipendi dei parlamentari E' un segnal abbastanza forte..
Aderite e diffondete.
Lorenzo Piattelli Iscritto DS e consiigliere comunale del comune di Castelplanio Grazie
ciao a tutti. io ho suggerimento per il rinnovamento della classe dirigente. Non è una provocazione: ritiriamo tutte le iscrizioni ai partiti e rinnoviamole solo se verrano stabilite regole nuove e + flessibile di elezione dirigenziale
Di
enzo
(inviato il 20/06/2007 @ 20:30:11)
ANCORA UNA PROPOSTA GARANTISTA....NON SE NE PUO PIU. I DROGATI A CASA,CHI PAGA I COLLABORATORI IN NERO A CASA,ADEGUAMENTO DEI SALARI AI PARLAMENTARI EUROPEI,GLI ANNI DI PERMANENZA NELLE CAMERE INSERITI COME PARTE DELL'INTERA CARRIERA LAVORATIVA COME GLI ALTRI CITTADINI,RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI, PORTARE L'AMMONTARE DELLE PENSIONI ATTUALMENTE EROGATE AD UN LIMITE ACCETTABILE E ALTRE COSE CHE ELENCHEREI VOLENTIERI- UN POCO DI SANA DECENZA NON GUASTEREBBE A TUTTI I LIVELLI UN SALUTO
Di
SANDRO
(inviato il 29/06/2007 @ 17:32:36)
i politici dovrebbero prendere lo stipendio al pari dei contratti dei metalmeccanici e timbrare il cartellino!!! poi dovrebbero fare il loro lavoro, cioè dare a questo paese legalità!!! un esempio? vi ricordate l'affare rete4? bene ora al governo ci siamo noi di sinistra giusto? cosa si aspetta a far applicare la legge? cosa si aspetta per riportare un po' di legalità in italia? chiediamolo tutti a gran voce!
Di
matteo
(inviato il 18/07/2007 @ 11:53:05)
Siamo scoraggiati ed indignati per una classe politica che bada in primo luogo a spartirsi privilegi e ad occupare poltrone. Purtroppo i nostri DS non fanno eccezione! Tutti gli interventi riferiscono di fatti e situazioni che farebbero saltare sulla sedia qualunque cittadino di un paese "normale". Se vogliamo diventare un paese "normale" dobbiamo dare segnali FORTI agli elettori. Basta ciance che servono solo a rimandare in eterno la vera riforma: mandare in Parlamento persone ONESTE che operino al servizio della nostra povera Italia!
Di
Massimo
(inviato il 29/10/2007 @ 19:23:38)
Ho letto solo oggi la tua nota e, anche se con un pò di timidezza, la riterrei un segnale nella giusta direzione. Sinceramente non riesco a capire perché, mentre ormai per tutti i parametri –economici, istituzionali, sociali, civili, ecc.- ci riferiamo all’Europa, per i trattamenti dei politici questo non si può fare. Siamo il Paese che ha i salari e gli stipendi più bassi d’Europa, con il debito pubblico più alto d’Europa, con le istituzioni più pletoriche d’Europa, con i regolamenti legislativi e parlamentari più farraginosi d’Europa, ma con i parlamentari più pagati d’Europa. Di gran lunga più pagati. I nostri prendono dal doppio al quadruplo degli altri parlamentari europei a noi paragonabili. Tralasciamo gli ex paesi dell’est con i quali le differenze arrivano anche a dieci volte tanto. Se consideriamo che queste differenze si ripropongono anche per tutti i consigli regionali che determinano i propri emolumenti in percentuale di quello nazionale (dal 80 al 100%) ci ritroviamo ad assistere all’assurdo che un consigliere regionale siciliano ha una retribuzione doppia rispetto alla Cancelliera tedesca e tripla rispetto al Primo ministro spagnolo. Stendiamo un velo pietoso, poi, sui trattamenti accessori. Per i vitalizi, come si fa a perseverare con il regolamento in vigore quando, per la generalità dei lavoratori si abbassano continuamente i rendimenti e si alzano le soglie per l’accesso. Forse
Di
Vinicio
(inviato il 11/03/2008 @ 12:23:22)
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